Può la cultura cambiare il destino di una terra?
Molto più di quanto si pensi!
La valle di Comino è un incrocio magico, una terra di mezzo, a un’ora e mezza da Roma, Napoli e Pescara. Ma come spesso accade nell’epica è una terra in bilico, perché pochi passi più in là comincia “Gomorra”, come se al di là del suo confine ci fosse la parte oscura.
La sfida è resistere e fuggire alla forza di gravità che spinge verso il basso, e provare a scommettere sulla propria identità, sul turismo, sul Parco Nazionale Abruzzo Lazio Molise, sulla cultura.
Il Festival delle Storie – quarta edizione, dal 23 al 31 agosto, ideato e diretto da un figlio di questa terra, il giornalista Vittorio Macioce, ha raccolto questa sfida, mettendo al centro del suo programma “L’esercizio della memoria”.
E il luogo dove da sempre questo esercizio è quotidiano, è Montecassino e la sua Abbazia, di fatto un grande data base della memoria , la nuvola “cloud”, dove gli amanuensi hanno copiato e salvato la cultura classica negli anni del Medio Evo.
Partendo da qui, il Festival delle Storie per nove giorni compirà questo esercizio, e viaggerà di paese in paese (Alvito, Atina, Casalattico, Gallinaro, San Donato Valcomino, Picinisco, Vicalvi, Casalvieri), uno al giorno, come una compagnia di giro, di cantastorie, attori, scrittori, narratori, intellettuali, giornalisti, voci del cinema e della televisione, insieme ai turisti e agli abitanti della valle, ognuno con la voglia di raccontare e raccontarsi. Alcuni narratori: Maurensig, Garlaschelli, Magliani, De Giovanni, Perissinotto, Pastorin, Facchetti, Marani, Postorino, Savatteri, Robertson, La Porta, e tanti altri.
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Anna Maria Riva – Ufficio stampa
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