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Fini è ancora lì

11 Gennaio 2012

Più esattamente il titolo dell’articolo di Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica recita: “Regali alla segretaria di Fini. Ma Gianfry è ancora lì”.

Gli autori dell’articolo hanno pensato bene, e giustamente, di riesumare un caso anomalo e inquietante che resta a tutt’oggi senza spiegazioni e che riguarda i vari comportamenti di Gianfranco Fini, presidente della Camera, tenuti in questi ultimi tempi.

Il ritorno su Fini è giustificato ovviamente dall’ultimo episodio che ha visto il sottosegretario Malinconico rassegnare le dimissioni per aver beneficiato a sbafo di vacanze in alberghi lussuosi, pagate da persona che ne ha goduto i favori.

Il caso Malinconico ha ricordato, come in una catena di sant’Antonio, il caso dell’ex ministro Scajola, pure lui beneficiario di misteriosi favori, e i due giornalisti si sono chiesti a questo punto come mai tanto Malinconico quanto Scajola sono stati costretti a dimettersi, mentre Gianfranco Fini è ancora sul suo scranno, nonostante la sua persona e soprattutto la sua funzione istituzionale siano gravate da alcune incognite inquietanti.

Gli autori dell’articolo ricordano ciò che avevano già scritto mesi fa, ossia che vari regali sarebbero stati fatti da Piscicelli, un imprenditore chiacchierato, alla segretaria di Fini, cui, secondo le intercettazioni telefoniche, l’imprenditore avrebbe richiesto favori che in qualche modo, secondo gli articolisti, devono essere stati soddisfatti.

Ma di Fini ricordiamo anche la nebulosa vicenda della casa di Montecarlo finita nella disponibilità e anche, secondo una documentazione acclarata, nella proprietà del cognato Giancarlo Tulliani. Non solo, ma anche le raccomandazioni che lo stesso presidente della Camera avrebbe avanzato per far ottenere commesse di lavoro alla famiglia Tulliani.

I casi Scajola e Malinconico (e forse fra poco avremo anche quello – che pare si stia sviluppando celermente – di Patroni Griffi) non hanno comportato violazioni di legge, e quindi nessun reato sembra sia stato commesso, e le dimissioni sono state rese in forza di una trasparenza politica ormai divenuta necessaria ed ineludibile.

Ci si domanda dunque perché a Fini non sono state fatte pressioni da chi di dovere (ad esempio il presidente della Repubblica) affinché anche la terza carica dello Stato rassegnasse le dimissioni in virtù della stessa trasparenza e della stessa correttezza istituzionale dovute.

Saranno gli storici, forse, a doversi occupare della vicenda e del mistero che vi aleggia intorno, visto che non pare che si riesca ai giorni nostri, ossia nell’attualità, ad arrivare ad una spiegazione netta e inequivocabile che giustifichi la permanenza in carica del presidente della Camera.

Non vi è dubbio, però, che sulla politica un tale mistero ed un tale diverso comportamento, insieme con i silenzi che lo circondano, pesano come un macigno e alimentano quell’antipolitica   che non a caso ha fatto scendere il gradimento dei partiti ad un livello mai così basso e umiliante.

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Altri articoli

Patroni Griffi. “Per quella casa non dormo più, ho pensato perfino di dimettermi” intervista al ministro di Antonello Caporale. Qui.

“Caso Patroni Griffi, Il “rischio sismico” c’è solamente sulla carta” di Emanuela Fontana. Qui.

“Una casa inguaia Monti” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Istat: i conti di Berlusconi erano a posto: deficit in calo Più entrate e meno spese” di Gian Battista Bozzo. Qui.

“Caro Monti, noi italiani non moriremo tedeschi” di Mario Giordano. Qui. Da cui estraggo:

“Non le pare, herr presidente Monti? Non so come di dice «sobrio » in tedesco, ma attento dovrebbe essere Achtsam . Ecco:
Achtsam : noi la mandiamo in giro per il mondo a rappresentare l’Italia e lei che fa? Dice che ci vuole trasformare in tedeschi? Ma come si permette? Ho il massimo rispetto per i nostri fratelli prussiani, rispetto la loro storia, la loro cultura, Goethe, Beethoven, Wagner e Bach, ma la nostra storia e la nostra cultura sono forse da buttare? Lo so, herr Mario, che gli occhioni di Angela la fanno vacillare: ma le sembra il caso di barattare Dante e Petrarca, la nostra fantasia e il mare di Sorrento, l’olio pugliese, i vini piemontesi, la capacità di creare,l’arte di cavarsela,l’intelligenza e l’orgoglio di patria, le sembra il caso, dicevo, di barattare tutto questo per un piatto di crauti?”

“Con Monti premier spariti 25 mld dai conti correnti” di Francesco De Dominicis. Qui.

“Frankenstein nascerà nel 2013” di Mario Sechi. Qui.

“I tesori dei ministri ve li sveliamo noi” di Franco Bechis. Qui.

“Fini. Schiaffo del leghista al traditore di Tremaglia: “Avrebbe apprezzato la sua presenza al funerale”. Qui.


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Bart