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Fini e Mr Hyde

23 Gennaio 2011

Ormai non c’è più rimedio. Se fosse ancora vivo il grande Robert Louis Stevenson, lo scrittore scozzese autore de “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, ce lo direbbe senza esitazione: Fini è affetto da schizofrenia. Una parte di sé non sa che cosa faccia l’altra.

Ieri ha risposto all’attacco di Berlusconi:

“«Chi ha vinto le elezioni non può pensare di essere al di sopra della legge »: lo dice il presidente della Camera, Gianfranco Fini, al secondo convegno organizzato da Fli sul tema della legalità, a Reggio Calabria, aggiungendo: «Il giustizialismo è un male, ma non può esserci giustizialismo quando si ribadisce chiaramente che la presunzione di innocenza non possa essere confusa con la presunzione di impunità ».”

Subito viene spontaneo rispondere: Senti da che pulpito viene la predica. Poi ci ragioniamo su e ci viene in mente Stevenson. È spontaneo il collegamento. Stevenson ci ha avvertito e ci ha messo sotto il naso gli effetti della malattia.

Ci fosse lui, spiegherebbe a quei quotidiani che ancora non l’hanno capito, che quando dice queste cose, Fini è il dottor Jekyll, ossia una persona normale; quando invece svende la casa di Montecarlo al cognato o quando ottiene su sua raccomandazione contratti pingui alla Rai a favore dei familiari, egli è un’altra persona, ossia è il demonio in carne ed ossa, come lo era l’astuto e sconsiderato Mr. Hyde.

Perciò Stevenson ci esorterebbe ad avere pazienza e forse a rassegnarci. La malattia è incurabile e se rimproverate a Fini che ha svenduto la casa che non era di sua proprietà o che ha raccomandato i Tulliani presso la Rai, lui non sa di che cosa state parlando. Ma veramente non lo sa, ci direbbe Stevenson: Credete a me, è la schizofrenia che fa di questi scherzi.

Non ci piove. Non ci può essere altra spiegazione quando da Fini si sente proclamare:

«I precetti della Costituzione vanno rispettati e non declamati: la legge è uguale per tutti e chi sbaglia deve pagare ».

E ancora:

«La legalità è un abito mentale, che presuppone che ai più giovani si debba ricordare che ci sono doveri cui bisogna adempiere. Per la legalità devono essere impegnati tutti, politica e istituzioni in prima linea, devono essere sempre trasparenti ».

I primi tempi mi dicevo: Ma che faccia di bronzo.
Ma oggi devo convincermi che un uomo che arrivi a tanto, essendone cosciente, non può esistere.
Quando uno accusa un altro di volere per sé la presunzione di impunità, e si dimentica di esserne, in Italia, forse l’unico beneficiario, visto che nessuno indaga sulle sue raccomandazioni in Rai a favore dei familiari, ogni incertezza deve cadere: Fini non può che essere l’incarnazione nella realtà del celebre personaggio di Stevenson.

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart