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Fini, ovvero l’anomalia istituzionale

11 Settembre 2010

Si dice di Berlusconi che sia un’anomalia italiana. Ossia: un imprenditore che fa politica senza averla imparata alle scuole di partito e che conduce un movimento come fosse un’azienda, marcandola di un decisionismo che contrasta con le metodologie della politica, almeno italiana.

Verrebbe da domandarsi dove costoro individuino il decisionismo berlusconiano, se, come si riscontra periodicamente, Berlusconi √® sottoposto, all’interno del suo partito, a continui stop and go.
Comunque, diamo per concesso che sia un’anomalia.

E Fini? Fini √® senza alcun dubbio un’anomalia istituzionale, nonostante alcuni si sforzino di difenderlo. Chi ha la mia et√† sa bene che non si √® mai visto un presidente di Aula gettarsi a capofitto nella politica di partito come sta facendo Fini.

Glielo ha rimproverato perfino Giuliano Ferrara, mettendolo con le spalle al muro. Una deontologia istituzionale che da qualche parte deve stare, pur nascosta, dovrebbe fargli capire la contraddizione insita nella carica di presidente della Camera e di attivo capopartito che rilascia dichiarazioni continue contro il governo e la sua maggioranza.
Napolitano non vede non sente e non parla, ma gli elettori vedono sentono e parlano.

Napolitano potrebbe suggerire a Fini di scegliere tra le due funzioni, ma non lo fa. Mi sono convinto da tempo che il suo immobilismo è interessato. Ha qualcosa in comune con lui, una strategia probabilmente antiberlusconiana.

Per ridimensionare Fini c’era una soluzione principe: quella di far ricorso alle urne entro la fine dell’anno. Ma il discorso di Berlusconi, fissato per il 28 settembre, ormai esclude definitivamente questa possibilit√†.

Se elezioni ci dovranno essere, queste sono rimandate alla prossima primavera, con la possibilità di Fini di organizzare, a quel punto, il suo partito, concorrente del Pdl.

√ą una scelta, quella di Berlusconi e delle sue colombe, che non mi √® piaciuta, ma proprio per non chiudere le porte alla speranza, ancora lascio aperto un piccolo spiraglio.

Tuttavia, leggo da molti giornali che l’operazione acquisto di nuovi parlamentari (operazione che non mi piace affatto, e alla quale si deve ormai soggiacere) non √® ancora conclusa, ed anzi si nutrono dubbi sul suo esito positivo.

Mi auguro che Berlusconi abbia calcolato giusto, giacché, come ho già scritto, un suo errore su questo punto significherebbe una vittoria importante per Fini, al quale rimarrebbero legati le sorti della legislatura e i forti poteri di ricatto.

Ancora di pi√Ļ se a Fini rimarranno tutte le chance che gli offre la sua carica istituzionale.
Il Pdl ha fatto sapere che non rinuncerà a tutte le azioni opportune tese a costringerlo alle dimissioni. Ci spero, ma non ci scommetto.

Come hanno vinto le colombe sulle elezioni subito, allo steso modo le stesse vinceranno per togliere questo argomento dall’agenda del Pdl.
Fini potr√† continuare cos√¨ a ricoprire la carica e, dall’alto scranno, logorare il Pdl e il governo.

A chi gli elettori del centro destra si devono rimettere? A Feltri e a Belpietro, ossia alla loro indagine sulle malefatte che sembrano addossarsi a Fini.

Oggi Feltri scrive che su Montecarlo la verità è vicina:

‚ÄúNon siamo ancora in grado di aggiungere nuo ¬≠vi e decisivi particolari. Ma posso assicurare che non ci siamo dati da fare invano. E mi pare che Li ¬≠bero abbia fatto lo stesso. I risultati degli sforzi gior ¬≠nalistici stanno dando frutti e la prossima setti ¬≠mana contiamo di ren ¬≠derli pubblici. Dopo di che, vedremo se aveva ra ¬≠gione Fini quando, inter ¬≠rogato da Mentana, disse dissimulando l’imbaraz ¬≠zo: nel momento in cui verr√† fuori la verit√†, ci sa ¬≠r√† da ridere; o se aveva ¬≠mo ragione noi a ipotizza ¬≠re che il pasticcio mone ¬≠gasco fosse la punta di un iceberg destinato a provo ¬≠care un quarantotto nelle istituzioni e nell’ambien ¬≠te politico.
Prego i lettori di avere ancora un po’ di pazien ¬≠za. Non osiamo anticipa ¬≠re nulla di clamoroso; in circostanze come questa la prudenza √® parente stretta della seriet√† e, pri ¬≠ma di affermare, convie ¬≠ne verificare anche i det ¬≠tagli. Di sicuro, posso di ¬≠re che questa storia sta per concludersi.‚ÄĚ ¬†

Ecco, se davvero baster√† un po’ di pazienza, io sono pronto a concederla, purch√© Feltri e Belpietro aiutino a liberarci da uno scaldapoltrone (in verit√† pi√Ļ assente dall’Aula che presente) cos√¨ attaccato al suo scranno da destare nell’elettore, oltre che irritazione, commiserazione e scandalo.

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“Premier: no a governicchi, si va avanti. Fini: “Voto sul discorso di Berlusconi”. Qui.


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4 Comments

  1. Pingback by Anonimo — 11 Settembre 2010 @ 20:11

    […] […]

  2. Commento by Maria — 11 Settembre 2010 @ 23:10

    In linea di massima sarei d’accordo con Bartolomeo ma ho molta fiducia in Berlusconi e spero che sappia quello che fa. Potrebbe sempre intervenire la Lega e far mancare il voto ad una fiducia e far cadere il governo (chiss√† che non ci siano accordi segreti) oppure potrebbe sapere quello che Feltri ancora non ha detto

    Vedremo

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 11 Settembre 2010 @ 23:54

    Leggi fra poco, Maria, il mio nuovo articolo. Grazie.

  4. Commento by Maria — 12 Settembre 2010 @ 00:22

    Mancherò qualche giorno purtroppo, peccato, mi lasci con la curiosità

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