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Fini spera di farcela

13 Ottobre 2011

Questa volta Fini non ha nascosto la sua fregola nel vedere il governo battuto alla Camera. Si è lasciato andare ad interpretazioni e commenti, addirittura in Aula, che non gli pertengono.

Non contento di ciò è salito al Quirinale per riferire a Napolitano che la Camera non può più andare avanti in questo modo.
In realtà, è da supporre che abbia detto qualcosa di più, ossia abbia foraggiato nel capo dello Stato la voglia di arrivare allo scioglimento delle Camere.   Per cui basterà poco o addirittura niente per dare il via all’operazione che si potrebbe chiamare: affondamento dell’Italia.

Tanto più che all’opposizione, come a Fini, importa assai poco del Paese, e se esso cadrà di nuovo nelle grinfie dei maneggioni della prima Repubblica tanto meglio. Si farà come i gamberi e si tornerà al periodo precedente di Mani Pulite. Solo che questa volta, è molto probabile, la magistratura, sparito Craxi a quel tempo, e sparito Berlusconi oggi, tornerebbe a chiudere gli occhi così come li tenne chiusi dal 1948 fino al febbraio del 1992, quando fu arrestato il socialista Mario Chiesa.
Solo nel momento in cui qualcuno decise di far fuori l’ingombrante Craxi, infatti, si scatenò la furia  di Mani Pulite.

Fini vuole la sua rivincita dopo la debacle del 14 dicembre, e l’incidente dell’altro giorno, che ha messo Ko la maggioranza, gli ha avvampato il cervello. Un’occasione così succulenta non capitava da quel giorno. Quindi, bando alla riservatezza che la carica istituzionale esigerebbe, e via con il carosello delle lamentele per indurre il capo dello Stato a compiere qualche gesto eccessivo, tale da alimentare e agevolare la furia assatanata dell’opposizione.

Ho ricordato nel precedente articolo che il governo Prodi ha insegnato agli italiani che si può andare avanti con i voti di fiducia. Non ricordo che per questo l’allora presidente della Camera sia salito al Colle per denunciare il cattivo rapporto tra governo e parlamento.
Né rammento che l’allora opposizione di centrodestra, abbia disertato l’aula a motivo di ciò, come faranno oggi il Pd e compagni.

È bene ricordare a costoro che fino al voto dell’altro giorno, che peraltro non era un voto di fiducia, il governo Berlusconi ha avuto sempre l’appoggio della maggioranza, e quindi sta governando secondo Costituzione.

Venerdì avremo di nuovo il voto di fiducia, su sollecitazione del capo dello Stato. Già si vocifera che l’otterrà. Dunque, non c’è scritto da nessuna parte che si faccia cadere un governo che continua a godere la fiducia del parlamento. A meno che non si voglia fare un colpo di Stato, del quale Brunetta parlò, con molta preveggenza, tanto tempo fa (vi rimando a questo mio articolo del 4 ottobre 2009, che, vedo, è stato letto 19.444 volte).

Come ho già scritto, stante la presenza di voltagabbana e di felloni nella maggioranza, questo dovrà essere il metodo che il governo dovrà seguire fino alla fine della legislatura.

Un tale modo di procedere a colpi di fiducia, consentirà al governo di camminare più speditamente sulla strada delle riforme. Poiché una cosa è certa: gli elettori si aspettano il mantenimento delle promesse, e vogliono decisioni concrete che le realizzino.

Dunque Fini, molto probabilmente, sarà costretto ancora una volta ad ingoiare un altro rospo, che ridurrà ancor di più al lumicino la consistenza dei suoi già sgangherati accoliti, e il suo prestigio ormai pressoché ridotto allo zero.
A Casini, Bersani, Di Pietro e compagni verrà invece una bella e meritata colica al fegato.

www.i-miei-libri.it

Altri articoli

“«Se cado si dissolve il centrodestra »” di Marco Galluzzo. Qui.

“Il solito Fini: fa collezione di fiaschi E l’opposizione diserta la Camera” di Antonio Signorini. Qui.

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