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“Fuori la mafia dallo Stato; fuori lo Stato dalla mafia”

6 Aprile 2011

È stato uno degli slogan più gettonati alla manifestazione dei viola di ieri contro il governo Berlusconi. Alla manifestazione ha aderito l’Idv e anche il Fli di Fini, che, dunque, dimostra di aver fatto la sua scelta di campo.

Ma a quegli assatanati che irridono alle maggioranze democraticamente elette e che hanno in odio la democrazia, poiché considerano gli elettori degli sprovveduti e i meno adatti a decidere le maggioranze del Paese, non passa nemmeno per la testa che i governi Berlusconi sono stati quelli che da anni hanno avuto i migliori risultati nella lotta alla mafia. Non ci sono precedenti analoghi.

Questi manifestanti a pagamento, a cui hanno insegnato gli slogan e a non usare il cervello, non ricordano che in questi mesi ben due capi di Stato della sinistra sono in forte sospetto di aver tollerato le trattative tra Stato e mafia, con la conseguenza che i mafiosi più feroci si sono visti attenuare il carcere duro.

Se qualcuno sente puzza di mafia non può sentirla sugli abiti di Berlusconi, piuttosto su quello di altri innalzati agli onori degli altari da una sinistra troppo precipitosa.

Anche lo scandalo che sta emergendo in questi giorni e che sembra coinvolgere D’Alema dimostra che in quanto a tangenti e simili la sinistra non ha da imparare da nessuno. Al tempo della tangente Enimont fu scandalosamente salvata da una magistratura acquiescente. Oggi chi sa. Può essere che le carte che stanno improvvisamente emergendo (e tenute ferme in cassaforte a Milano da ben 5 anni), siano di tale evidenza che anche il magistrato più disposto a chiudere gli occhi, non potrà più permettersi di farlo.

Sembra che un giudice, finalmente, voglia vederci chiaro sul perché queste carte siano state considerate dai pm irrilevanti e praticamente ignorate.

Che sia la volta buona?
I dubbi sono leciti, giacché abbiamo visto come la magistratura sia pronta anche a tirare per la giacca la legge e adeguarla ai propri bisogni. L’archiviazione del caso Fini è uno degli eventi più significativi di questi mesi, che ha dato un segnale inequivocabile alla politica, e in specie alla politica del centrodestra.
La faccia tosta di insabbiare, a certi magistrati non manca davvero.

Concludendo: questi manifestanti esagitati, sprezzanti del parlamento, prima di dare del mafioso a Berlusconi, dovrebbero indirizzare la loro collera agli intrallazzi che stanno emergendo a carico dell’ex-Ds e sulle trattative tra Stato e mafia.

Il loro è un silenzio colpevole quanto i misfatti compiuti, tutti imbrescati con i colori della sinistra.
In quanto a credibilità, dunque, i manifestanti di ieri sono scesi sotto lo zero.

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