Libri, leggende, informazioni sulla cittĂ  di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Gaetano Cappelli: La vedova, il Santo e il segreto del Pacchero estremo, Marsilio 2008

17 Dicembre 2008

di Giancarlo Tramutoli

In questo nuovo romanzo Cappelli ci regala un’altra commedia brillante. Strutturalmente parente vicina del precedente, fortunato romanzo, giunto alla 6a edizione, Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo. Qui, i bersagli della sua satira, sono soprattutto il mondo dell’alta gastronomia, l’ambiente dell’arte contemporanea, coi loro tic e i loro bluff e la moda persistente della psicanalisi. La storia (che ovviamente lascio al lettore il piacere di scoprire) si dipana tutta attorno al ritrovamento di una statua misteriosa che sarebbe la gemella di quella che viene considerata l’unica statua del Mantegna. L’ormai famosissima statua di Sant’Eufemia di Irsina, in questi giorni ospite d’eccezione al Louvre. Anche in questa sua nuova prova, Cappelli si riconferma capace di una scrittura ricca di sfumature, piacevole e sapiente che accompagna il lettore, a volte direttamente interpellandolo, attraverso la narrazione fino a un teatrale finale da pochade dove tutti i personaggi si ritrovano nella classica notte, buia e tempestosa. La vedova del sud, lo psicanalista ebreo, lo chef famoso che non sa cucinare, il critico d’arte contemporanea Dario Villalta che invece ama l’arte e le donne antiche, son tutti personaggi benissimo caratterizzati e memorabili. Tra le cose piĂą grottesche del romanzo, va citata un’orgia in cui i protagonisti si esprimono in un esilarante dialetto barese e un paradossale elogio della “bellezza frolla”, dove le rughe diventano degli esotici ed erotici tatuaggi. Con questa sua nuova opera, Gaetano Cappelli riutilizza un registro comico sentimentale che, mi pare, non ha rivali nel panorama letterario italiano per la sua specifica verve e un ormai inconfondibile, preciso, marchio stilistico.


Letto 2367 volte.


8 Comments

  1. Commento by marin — 23 Dicembre 2008 @ 09:43

    Questo è un libro che si prefigge di far girare la testa e ritrovarla chissĂ  dove chissĂ  quando pieno com’è di invenzioni inverosimili che hanno molto divertito l’autore che infatti non ci ha capito niente nemmeno lui e non a caso nelle interviste dice una frase e poi ride lui sa perchĂ© noi no non avendo nĂ© la sua ironia nĂ© la sua intelligenza.

    Forse ride pensando alle macchiette che ha descritto spacciandole per personaggi grazie a un santo per amico che in un noto giornale spacciandosi a sua volta per critico intercede presso i lettori anche se ora è in ribasso e qualcuno nello stesso giornale gi ha fatto le scarpe, al Cappelli: quando è troppo è troppo?

    Se il lettore non capisce chi è il problema è suo. Del resto il lettore non può essere all’altezza dello scrittore specie se si chiama Cappelli altrimenti uno i romanzi se li scriverebbe da solo, Uno scrittore come il nostro sciorina ironia e intelligenza proprio mostrando quanto fresconi siano i personaggi che compongono i suoi libri: se li fabbrica e se li commenta da solo

    Cappelli affronta come un puparo i drammetti amarognoli di chi è abbastanza privilegiato da avere solo problemi superflui – anche perchĂ© la realtĂ  dei poveracci dei disoccupati e morti ammazzati dalle mafie indigene lo annoia: è una roba dice da comunisti e luj è ossessionato dai comunisti (ancora?!)

    Il potentino con questo romanzetto sperava che se qualcuno mettendo un motoscafo in copertina era andato alla grande lui poteva fare altrettanto ma gli sta dicendo male, anche se nel sito dell’editore le stroncature a suo carico vengono ovviamente omesse. Quando è troppo è troppo?

  2. Commento by Giancarlo Tramutoli — 25 Dicembre 2008 @ 11:57

    Caro Marin,
    ogni opinione è lecita. Peccato che vien fuori da quel che dici, un livore che va al di là di ogni argomentazione. Continua dunque a marinarcici dentro e passa un Natale sereno e un nuovo anno pieno di soddisfazioni, specie, letterarie, no?

  3. Commento by marin — 20 Gennaio 2009 @ 20:37

    pensa alle tue tramutoli che sì e no fai ridere tua moglie

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 20 Gennaio 2009 @ 21:47

    Sono sul chi va lĂ . Che non si trascenda…

  5. Commento by Giancarlo Tramutoli — 21 Gennaio 2009 @ 08:51

    Marin, Armin, Enzo, Vavà, Dudù ecc. ecc. cambiano i nick ma il pezzo è sempre lo stesso su IBS, Qlibri e qui e chissà dove altro ancora. Almeno varialo. Che si vede che sei uno creativo. Assai. Ora, siccome Bart sta sul chivalà, ti lascio qua.

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 21 Gennaio 2009 @ 14:15

    Non dubito della tua correttezza, Giancarlo, perchĂ© ti conosco da troppo tempo e so chi sei. Non conosco invece marin, e l’ultimo suo commento mi pareva che stesse per volgere al peggio. Un abbraccio.

  7. Commento by Giancarlo Tramutoli — 21 Gennaio 2009 @ 15:47

    Bart, tutto a posto. Gli anonimi, si sa, non esistono, per definizione. Ciao.

  8. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 21 Gennaio 2009 @ 17:54

    Giancarlo, quando puoi, mandami qualche articolo, sempre gradito.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart