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Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Giallo: Gigolò/A detective story: Gigolo (Trad. Helen Askham) #2/22

12 Agosto 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Gigolò #2

Poco distante, in un bar. Pino, un giovane disoccupato, è seduto al tavolo con i compagni. Entra Ada, una prostituta. Va al banco.
«Cambiami centomila lire. »
Pino ha sentito.
«Va male stasera, eh Ada, se non hai da fare il resto. Chi hai preso al guinzaglio? »
«Uno meglio di te. »
«Certo, se ha tutti quei soldi. Io non ho un becco di un quattrino; però… »
«Però, cosa? Non vuoi mica che ti metta in piazza? » Si era girata, e non sembrava voler sorridere. Un amico di Pino s’intromette.
«Bella come sei, Ada, potevi fare di meglio. »
«Impicciati dei fatti tuoi. »
«Eccoti cinquantamila lire e cinque fogli da dieci » dice il barista. Ada li prende. Si avvia all’uscita quando entra un ragazzino, pallido, slavato, dai capelli corvini.
«Ti avevo detto di attendermi in macchina » dice lei, seccata.
«Non ti vedevo tornare » dice il ragazzo.
«Non pensavi mica che ti fregassi. » Silenzio. Interviene di nuovo Pino.
«Te la fai coi ragazzini, ora, Ada? Guarda come lo hai conciato. A mala pena si regge in piedi. Cosa ti ha fatto Ada, ragazzo? » Imbarazzato il giovane. È pronta invece Ada.
«Chi viene con me, non ha da lamentarsi. »
«E invece no. Io ho da lamentarmi » dice Pino.
«E quando? » Ada fa gli occhi di tigre, quasi gli si avventa addosso.
«Va là che ti ricordi benissimo. »
«Io mi ricordo solo che il più delle volte il tuo pisello fa cilecca. » Ridono i compagni di Pino.
«Non mi dire, non mi dire… » fa uno di loro.
«E tu credi a questa bugiarda? Guardale il seno. Giovane com’è, quello sì che s’è ammosciato. »
Ada si guarda il seno, lo trova ancora sodo, ma è ferita dalla calunnia di Pino.
«Si vede che lo usa, caro Pino » dice un compagno. E un altro:
«Quanto vuoi per usare il seno, bella mora. »
«Con te non ci vengo, hai lo scolo. »
Il ragazzo fa cenno a Ada che vuole andarsene. Pino dice al barista:
«Porta al ragazzo un bicchiere di vino. Pago io. »
«No, grazie. Devo andare. È troppo tardi. »
«Il vino fa sangue. Ma cosa ti ha fatto Ada, per ridurti così? »
«Andiamocene » dice Ada.
Lo prende sottobraccio, sculetta. La minigonna è cortissima, attillata.
«Hai un bel culo » grida Pino. «Sei la meglio al mondo. »
Ada non si volta nemmeno. Dal vetro si vede che restituisce dei soldi al ragazzo. Poi salgono in macchina.
«Avevi paura che ti fregassi? » domanda Ada.
«Sì » dice il ragazzo.
«È la tua prima volta, non è vero? »
Il ragazzo non risponde. Ada si avvicina e gli fa una carezza.
«È uno sporco mondo, questo. »
«Una bella come te… » Il ragazzo esita a finire la frase.
«Sono arrivata » dice Ada. «Scendimi qui. »
Apre la portiera e scende sul marciapiede. Il ragazzo se ne va. Dallo specchietto, vede che un’altra macchina si è fermata. Ada è appoggiata al finestrino. Bastano poche parole, e sale. L’auto parte veloce, sorpassa il ragazzo e scompare.

Quando Giorgio scende le scale, trova al piano di sotto la signora Adele.
«Come va, professore? »
«Potrebbe andare meglio. »
«Ho sentito salire la signorina Alessandra, se n’è già andata? »
«Quella viene e riparte come un treno. »
«Dovrebbe sposarsi, professore. »
«Mica è la panacea dei mali di questo mondo, il matrimonio. »
«Penso di sì, invece. »
La signora Adele avrebbe voluto sposarlo lei il professore. È una donna di poco più grande di Alessandra, e forse più belloccia, molto sensuale. È rimasta vedova e fa fatica a restare senza un uomo. Ha una figlia, Cornelia, paralitica dalla nascita, immobilizzata su una sedia a rotelle. Cornelia è una ragazza stupenda, intelligente, dotata di un viso di una bellezza straordinaria. Giorgio qualche volta va a trovarla e si trattiene a discorrere con lei.
«Non entra a far visita alla mia bambina? »
«Vorrei fare due passi all’aria aperta. »
«Ma no, venga. Ci farà contenti tutti e due. »
«Ma è sicura che Cornelia voglia vedermi? Non darò fastidio? »
«Lei è sempre il benvenuto, lo sa. E Cornelia stravede per lei. Sentisse come ne parla, non solo con me, ma anche con le amiche. Il professore qui, il professore là. L’ha proprio stregata. »
«Allora mi tratterrò un poco, se proprio non è di disturbo. »
«Non lo è affatto. Entri, la prego. Cornelia, Cornelia, indovina chi c’è? »
Si sente una voce provenire dal salotto.
«Non mi dire che c’è il professore, mamma. »
«E invece è proprio lui. Non voleva venire sai, ma gli ho detto che saresti rimasta offesa. » Erano entrati in casa e si avviarono verso il salotto. Entra prima Adele, poi Giorgio. La ragazza, davvero bella, con capelli lisci color oro, è seduta sulla sedia a rotelle.
«Che sorpresa, professore. Stasera non ci contavo proprio di vederla. Mia madre mi aveva detto che era salita su da lei Alessandra, ed allora… »
«Sandra è come un uccello. Non trova poso. Si ferma sul ramo e poi riparte. Non è facile trattenerla. »
«Fossi io, professore » dice la signora Adele «non la lascerei sola un minuto. Sarei gelosa, ecco. Chissà quante donne le ronzano intorno. Cornelia ed io spesso ci troviamo a parlare di lei, ed entrambe siamo convinte che ci siano molte donne che vorrebbero sposarla, non è così? » Sono seduti sul divano e Adele tende ad avvicinarsi ad ogni occasione. Cornelia li osserva e pare accorgersi del comportamento della madre.
«Ma che dice, signora Adele. Nessuna mi fa la corte, mi creda. »
«Una gliela fa: Alessandra. »
«Alessandra è più un’amica che una corteggiatrice. »
«Invece Alessandra le vuol bene. Sono sicura che se lei glielo chiedesse, accetterebbe di sposarla, non è vero Cornelia? »
«Alessandra è innamorata di lei, ma ha timore di essere respinta. »
«Non conoscete Sandra, quella non ha timore di niente. Sono io che non voglio sposarmi. »
«Perché? » Lo dicono insieme, madre e figlia.
«Non c’è una ragione precisa. Sono ormai abituato a vivere da solo. Non mi sentirei a mio agio con un’altra persona che gira per la casa. »
«Ma non sarebbe un’altra persona, sarebbe sua moglie! » dice Adele.
«Non c’è molta differenza. »
«Ma cosa dice mai! Una moglie è come una parte della propria anima. Non è vero, forse, che la moglie è l’altra parte del cielo? »
«Non sono capace di sentire un’altra persona dentro di me. »
«È perché ancora non ha trovato la donna che fa per lei. » Torna ad avvicinarsi a Giorgio impercettibilmente. Se ne accorge solo Cornelia.
«Può darsi. Ma sono propenso a credere di essere nato per morire scapolo. »
«Non lo dica neanche per scherzo. C’è ancora tempo per sposarsi, e per cogliere i frutti deliziosi dell’amore. Anche una ragazzina potrebbe innamorarsi di lei, non è vero, Cornelia? »
«Oh sì, mamma. »
«Vede professore, una cosa è l’amore fugace, provvisorio, raccogliticcio, un’altra cosa è l’amore di una sposa. Quando le succederà d’innamorarsi, troverà nella donna amata la soluzione alle sue malinconie, ai suoi dubbi, ai suoi compromessi, e tenderà a donarsi con tutta la ricchezza che è racchiusa dentro di lei, e questo donarsi la renderà felice. »
«Lei, Adele, lo sposerebbe uno come me? »
«Ma certamente! »
«E tu, Cornelia? »
«Sì » risponde la ragazza.

 

Gigolo #2

 In a bar a short distance away, Pino, a young man with no job, was sitting at table with some friends. Ada, a prostitute, came in and went to the bar.
“Give me 100,000 lire in change.”
Pino heard what she said. “It must be going badly this evening, Ada, if you don’t have change. Who’re you keeping waiting?”
“A better man than you.”
“For sure if he has all that money. I’m penniless myself, but…”
“But what? You surely don’t want everyone to know.” She’d turned, unsmiling.
One of Pino’s friends said, “You’re a good-looking girl, Ada. You could’ve done better for yourself.”
“And you mind your own business.”
“Here you are,” said the barman. “One 50,000 note and five tens.”
Ada took the money. As she went towards the door, a dark-haired boy came in. He was pale and looked washed-out.
Annoyed, Ada said, “I told you to wait in the car.”
“You didn’t come back,” said the boy.
“You didn’t think I’d steal your money, did you?”
There was silence, then Pino said, “So you go with little boys now, Ada? Look at him. He’s wrecked. He can hardly stand. What did Ada do to you, boy?”
The boy was embarrassed but Ada was quick. “No one who goes with me has anything to complain about.”
“Not true,” said Pino. “I have.”
“And when was that?” Ada’s eyes flashed and she looked as if she might attack him.
“Go on, you remember perfectly well.”
“All I remember is that most times you couldn’t get it up.”
Pino’s friends laughed. “Don’t tell me…” one of them began.
“You believe her? She’s a liar. Look at her boobs. She may be young but they’re floppy.”
Ada looked down at her breasts. They were still firm but Pino’s insult had hurt her.
“You can see they’re well handled, Pino,” said one friend.
Another asked Ada, “How much do you charge for handling them, gorgeous?”
“I don’t go with the likes of you. You’ve got the clap.”
The boy was looking at Ada. He wanted to go.
“Give the boy a glass of wine,” Pino called to the barman. “It’s on me.”
“No thank you. I have to go. It’s late.”
“Wine’s good for the blood,” said Pino. “Ada, what on earth did you do to him to get him into this state?”
“Let’s go,” said Ada.
She took the boy’s arm and turned to go, her bottom wiggling in her tight little skirt.
“You’ve got a great bum,” Pino shouted after her. “You’re the best there is.”
Ada didn’t look back. From the window they saw her giving the boy his change. They then got into the car.
“Were you afraid I’d cheat you?” she asked.
“Yes, I was.”
“This was your first time, wasn’t it?”
The boy didn’t answer. Ada leant towards him and touched him gently.
“The world’s a bad place.”
“A lovely girl like you…” The boy was reluctant to finish the sentence.
“Here I am,” said Ada. “Let me out here.”
She opened the door and got out. The boy drove away. In his mirror he saw another car draw up. Ada bent down at the window. A few words and then she got in. The car drove off quickly, overtook the boy and disappeared.

As Giorgio went downstairs he met Adele on the floor below.
“How are you?” she asked.
“Could be better.”
“I heard Alessandra going upstairs. Has she gone?”
“She’s like a train. She pulls in and then pulls out.”
“You should get married.”
“Marriage. It’s not a panacea for the ills in the world.”
“I think it is.”
Adele would have married Giorgio herself. She was a little older than Alessandra, better-looking perhaps, and very sensual. She was a widow and she found it hard living without a man. She had a daughter, Cornelia, paralysed from birth and confined to her wheelchair. She was a wonderful girl, intelligent, with a strikingly beautiful face. Giorgio sometimes went to see her and chat with her.
Adele said, “Won’t you come in and see my little girl?”
“I was just going to go for a little walk in the fresh air.”
“No, no, come in. You’d both like to see each other.”
“Are you sure Cornelia wants to see me? Won’t I be a nuisance?”
“You’re always welcome. You know that. You’re a great favourite of Cordelia’s. You should hear how she talks about you, not just to me but to her friends as well. Giorgio this and Giorgio that. You’ve quite bewitched her.”
“I’ll pop in for a moment then if it really won’t be a nuisance.”
“It certainly won’t. Come in, come in. Cornelia, guess who’s here?”
He heard her voice coming from the sitting room. “Don’t tell me it’s Giorgio, mum.”
“It is indeed. He didn’t want to come in but I told him you’d be hurt if he didn’t.”
They’d gone into the flat and were walking towards the sitting room. Adele went in first and then Giorgio. The beautiful girl with her smooth golden hair was in her wheelchair.
“What a nice surprise,” she said. We really didn’t expect to see you this evening. Mum told me Alessandra had gone up to your flat and so…”
“Sandra’s like a bird. She’s never still. She perches on a branch and then she’s off again. It’s not easy to catch her.”
“If it were me,” said Adele, “I wouldn’t leave you alone for a moment. I’d be jealous, that’s what. Goodness knows how many women you have buzzing round you. Cornelia and I often talk about you. We’re sure there are lots of women who’d marry you.”
They were sitting on the couch and Adele leant towards him now and again. Cornelia was watching and seemed to be aware of what her mother was up to.
“Adele!” exclaimed Giorgio. “There’s no one after me, honestly.”
“There’s one. Alessandra.”
“Alessandra’s more of a friend than a girlfriend.”
“You’re wrong. Alessandra’s in love with you. I’m sure she’d marry you if you asked her. Isn’t that right, Cornelia?”
“Alessandra’s in love with you but she’s afraid of being rejected.”
“You don’t know Sandra. She’s afraid of nothing. It’s me. I don’t want to get married.”
“Why not?” asked mother and daughter in unison.
“There’s no particular reason. I’m used to living on my own. I’ve never been married and I’ve never had children. I’d be uncomfortable with another person in the house.”
“But it wouldn’t be another person. It would be your wife!” said Adele.
“There’s not much difference.”
“No, no, that’s not true! A wife is like a part of you. Your better half.”
“I don’t think I’m capable of feeling like that about someone.”
“That’s because you haven’t found the right woman for you.” She turned and moved very slightly towards Giorgio. Only Cornelia noticed.
“Maybe, maybe not, but I’m inclined to think I was born to die a bachelor.”
“Don’t say that, not even in jest. There’s till time for you to get married and enjoy what love brings. Even a girl could fall in love with you. Isn’t that right, Cornelia?”
“Oh yes.”
“You see, Giorgio, an affair is one thing, a temporary, random thing, but the love of a wife is quite different. When you finally fall in love, the woman you love will give you the answers to all your cares and doubts and compromises. She’ll give you all the riches she has and that will make you happy.”
“You, Adele, would you marry someone like me?”
“Of course!”
“What about you, Cornelia?”
“Yes,” said the girl.

 


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart