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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Giallo: Gigolò/A detective story: Gigolo (Trad. Helen Askham) #3/22

13 Agosto 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Gigolò #3

 Una lussuosa villa, fuori città. Un giovanotto è entrato nel salone. La padrona lo invita a salire la bella scalinata.
«Sali, ti prego. Sei tu Alberto? »
«Sono io. »
«Sei davvero uno splendido ragazzo. »
«La ringrazio. »
«Spero che tu non mi deluda. »
«Non è mai successo. Tutte sono rimaste contente. »
«Ti hanno richiamato, allora… » Lo dice in un modo sbarazzino, chinando un po’ la testa da una parte.
«Qualcuna sì e qualcuna no. »
Senza tergiversare, la signora lo fa accomodare nella camera da letto.
«Non abbiamo molto tempo. Mio marito rincaserà per l’ora di cena. Spogliati. »
«Devo farlo davanti a lei? »
«E dove vorresti, altrimenti? » Alberto si spoglia lentamente. Vede che la signora è contenta. Ora è completamente nudo. Lo sguardo della signora è rivolto al petto, poi scende verso il pube.
«Sì, sei un bel ragazzo, mi piaci. » Si avvicina, lo tocca. Il giovanotto comincia a spogliarla. Non ci vuole molto, perché tolta la vestaglia, la signora sotto è già nuda. Ha un corpo attraente, giovanile, sebbene abbia passato i cinquant’anni. Alberto le tocca i seni, le natiche, s’inginocchia a baciarla. La signora va a distendersi sul letto.
Scende la sera.
Ora Alberto si alza, va a vestirsi. Ma la signora lo chiama.
«Non vestirti ancora. Resta così, ti prego. »
Alberto torna indietro. Si china su di lei. La copre di baci. Lei lo tocca, si ferma sul pube.
«Sono stata felice. »
«Ora devo proprio andare » dice lui.
«Da un’altra donna, vero? » Non risponde.
Lei lo guarda vestirsi.
«Sei un bravo amante. »
«Mi richiamerai? »
«Non posso fare a meno di te. Certo che ti richiamerò, e presto. » Si alza. Nuda com’è corre ad abbracciarlo.
«Sei forte. »
Lui le carezza i capelli.
«La prossima volta, avrò più tempo per te, vedrai. »
«Dimmi, Alberto, ti piaccio? »
«Sei fatta per l’amore, Giulia. »
«Davvero sei stato bene con me? »
«Quando tornerò, sono certo che ti amerò anche col cuore. »
«Ti voglio già bene, Alberto. »
Alberto ha finito di vestirsi. Giulia lo accompagna fino alla scalinata.
«Fai attenzione che nessuno ti veda, amore. »
«A presto » dice lui, voltandosi prima di aprire la porta.
Giulia, da lassù, gli manda un bacio. Alberto risponde. Esce, chiude il portone.

Bude, Cornovaglia. Dopo aver attraversato il campo da golf, William e Rosy entrano nel piccolo paese. Lui tiene il braccio sopra la spalla di lei. Si fermano un istante a guardare una vetrina, dove sono esposti dei giocattoli. Lei non vorrebbe andarsene, ma William desidera raggiungere la spiaggia prima che faccia buio. Attraversano la strada e scendono verso il mare, che mugghia. Tira un po’ di vento, i capelli di lei si scompigliano e Rosy sembra ancora più bella. William le dà un bacio mentre scendono la china. Le poche cabine sono chiuse. Qualche altra coppia è lì a passeggiare. Vedono una panchina libera.
«Ci sediamo, Rosy? »
«Solo un istante. Ho voglia di camminare. Siamo qui per questo, no? »
Nel cielo volano i gabbiani. Il loro verso riempie l’aria di frenesia.
«Quando saremo sposati, William, voglio abitare sempre qui, a Bude. Ci siamo nati, non dobbiamo mai lasciarlo. »
«Di sicuro non lasceremo l’Inghilterra, e meno che mai la Cornovaglia. »
«Me lo prometti? »
«È una promessa che faccio anche a me stesso, cara. »
«Sei un tesoro. » Un gabbiano si posa a poca distanza. Li guarda e poi guarda il mare.
Rosy strappa un filo d’erba e lo lancia verso l’uccello. Che fugge, riprendendo il volo. Presto è sopra l’oceano, si mescola agli altri e Rosy non è più in grado di riconoscerlo.
Si sta alzando la marea e le piccole imbarcazioni sulla spiaggia sono lambite dalle onde. Qualche coppia va ritirandosi dalla spiaggia.
Si alzano anche William e Rosy e si dirigono verso il camminamento sulla scogliera. Non essendo ancora buio, qualche mucca sta pascolando.
«Da che sono nata, non ho mai sentito raccontare che una mucca o una pecora sia caduta in mare. Sono più intelligenti di noi. »
Sotto, il mare continua a crescere e ora l’acqua lambisce la roccia. In certe insenature mugghia e dà una sensazione di cupezza.
«Sei certo che tuo padre mi voglia bene? »
«Sì, Rosy, certissimo. Non devi pensarci più. »
«L’altra sera è stato sgarbato con me. »
«Aveva avuto una giornata nerissima. Lo sai che mio padre non sopporta di essere imbrogliato, e quel giorno aveva preso proprio una bella fregatura. »
«Non lo sapevo. Perché non me lo hai detto subito? Non ho dormito la notte, sai, pensando che tuo padre non era contento di me. »
«Mio padre ti adora. »
«Lo dici per rassicurarmi, ma non sono così sicura che sia la verità. »
«Non ti basta il mio amore? »
«Vorrei che vivessimo tutti felici, non solo noi due. »
«La felicità è una pura combinazione, come il gioco della tombola; può uscire o non uscire. Noi siamo solo delle piccole pedine pronte per essere colte. Ma potrebbe non succedere mai. »
«Mia madre e mio padre sono infelici. Nonostante si siano separati ed abbiamo sposato un’altra persona, non sono stati più gli stessi di prima, di quando si conobbero voglio dire. »
«A noi non accadrà. Sento di amarti più di me stesso. »
«Ma sei certo che tuo padre mi vorrà bene? »
«Non devi sposare mio padre, ma me, cara. »
«Tu non mi sposerai mai senza il consenso di tuo padre. »
«Mio padre non è stato fortunato. Mia madre è scappata di casa, quando ero ancora piccolo. Ecco perché ha tanta diffidenza verso le donne. Ma io lo conosco bene, e ho capito che ha della simpatia per te. Tu sarai mia moglie, Rosy, perché io ti amo, e mio padre sarà l’uomo più felice di questo mondo quando ti porterò all’altare. »
«Non ci lasceremo mai, vero? »
«Piuttosto che lasciarti, mi ucciderei. »
«Lo dici ora, perché ci amiamo, ma domani chissà se penserai allo stesso modo. »
«Allora tu non mi conosci, Rosy. I miei sentimenti sono solidi come le rocce di questa scogliera. »
«Ti amo, ti amo tanto, William. Possa il nostro amore volare alto come questi gabbiani, al di sopra delle miserie del mondo. »
«Oh Rosy, quanto sono felice che il cielo mi abbia fatto incontrare te, la ragazza più dolce di questo mondo. »
Cominciano ad accendersi le luci nelle case di Bude, i negozi si illuminano. Dal vicino pub provengono i primi schiamazzi dei bevitori.
Rosy si pone davanti al suo William, aspetta un bacio da lui. William le passa una mano sulla fronte, le carezza i capelli, la bacia.
 

Gigolo #3

 Out of town, a young man had gone into the drawing room of an elegant villa.
“Please go upstairs,” said the lady of the house. “So you’re Alberto.”
“I am.”
“You’re certainly a handsome boy.”
“Thank you.”
The staircase was magnificent.
“I hope you won’t disappoint me.”
“That’s never happened. They’ve all been satisfied.”
“They ask you back then…” she said slyly, her head on one side
“Some of them.”
She showed him into the bedroom.
“We don’t have much time. My husband’ll be home for dinner. Take your clothes off.”
“In front of you?”
“Where else?”
Alberto undressed slowly. He could see that the woman was pleased with what she saw. She looked at his chest and then down at his genitals.
“Yes, you’re a handsome boy. I like you.”
She went to him and touched him. He started to undress her and found she was naked under her dressing gown. She had an attractive, youthful body despite the fact she was over fifty. Alberto touched her breasts and her buttocks, then knelt down and kissed her. The woman went and lay down on the bed.
When it was beginning to get dark, Alberto got up and went to get his clothes but the woman called him back.
“Don’t get dressed yet. Stay as you are.”
Alberto went back to her, leant over her and covered her with kisses. She touched him, her hand stopping on his private parts.
“I’ve been happy,” she said.
“I really have to go now.”
“To another woman, is that it?”
He didn’t answer. She watched him as he got dressed.
“You’re a good lover.”
“You’ll call me again then?”
“I can’t do without you. Yes, I’ll call you, and soon.” She got up and, naked as she was, she ran to him and put her arms round him. “You’re special.”
He stroked her hair. “Next time, I’ll have more time.”
“Tell me, Alberto, do you like me?”
“You were made for love, Giulia.”
“Did you really enjoy being with me?”
“The next time I come I’ll love you with my heart as well.”
“I love you already, darling.”
Alberto had finished dressing. Giulia went with him as far as the stairs.
“Take care no one sees you.”
“See you soon,” he said, turning to her before he opened the front door.
Above, Giulia blew him a kiss. Alberto did the same. He went out, closing the door behind him.

Bude, Cornwall. After a walk over the golf course, William and Rosie went into the little town. He had his arm round her shoulders. They stopped for a moment to look in the window of a toy shop. She would have lingered but William wanted to get to the beach before it got dark. They crossed the street and went down towards the sea which was crashing on to the shore. There was a slight wind and Rosie’s hair was ruffled. She looked prettier than ever and William gave her a kiss as they went down the slope. The few cabins were shut. Some other couples were out for a walk. They saw an empty bench.
“Shall we sit down, Rosie?”
“Just for a moment. I want to walk. That’s what we’re here for, isn’t it?”
Seagulls were flying above them, filling the air with their urgent squawking.
“When we get married, William, I want to stay here in Bude for always. We were born here. We mustn’t ever leave.”
“We’ll certainly never leave England, and Cornwall even less.”
“Promise me?”
“I promise myself as well, dear.”
“You’re a darling.”
A seagull landed a few feet away. He looked at them and then at the sea. Rosie pulled a blade of grass and threw it towards the bird which flew away. Soon it was high above the sea with other gulls and Rosie couldn’t make it out any longer.
The tide was coming in and waves were lapping round the little boats on the beach. Some couples were leaving the beach. William and Rosie stood up and went towards the cliff path. It wasn’t yet dark. Some cows were grazing there.
“In all my life,” said Rosie, “I’ve never heard of a cow or a sheep falling into the sea. They’re smarter than we are.”
Beneath them, the tide was still coming in and the sea had reached the rocks. They could hear the waves crashing into little inlets. The sound was doleful.
“Are you sure your father likes me?”
“Yes Rosie, quite sure. You don’t have to worry about that any more.”
“He wasn’t very nice to me yesterday evening.”
“He’d had a really bad day. You know my father can’t stand being cheated and that day someone had cheated him really badly.”
“I didn’t know that. Why didn’t you tell me? I couldn’t sleep for worrying that your father wasn’t pleased with me.”
“My father adores you.”
“You say that to reassure me but I’m not sure it’s the truth.”
“Isn’t it enough that I love you?”
“I’d like us all to be happy, not just us two.”
“Happiness is a matter of luck, like playing bingo. It may happen, it may not. We’re just pawns waiting to be taken. But it may never happen.”
“My mother and father aren’t happy. They got divorced and remarried but they’ve never been the same. Not since they met, I mean.”
“It won’t happen to us. I feel I love you more than I love myself.”
“But are you sure your father will love me?”
“You’re not marrying him, dear. It’s me you’re marrying.”
“You’ll never marry me without your father’s consent.”
“He was unlucky. My mother left him when I was little. That’s why he’s so suspicious of women. But I know him and I can see he’s fond of you. You’ll be my wife, Rosie, because I love you, and my father will be the happiest man in the world when I take you to the altar.”
“We’ll never leave each other, will we?”
“I’d kill myself rather than leave you.”
“That’s what you say now because we love each other but I can’t be sure you’ll think the same way tomorrow.”
“Then you don’t know me, Rosie. My feelings are as solid as these rocks”
“I love you, I love you so much, William. May our love fly high like these seagulls, far above the miseries of the world.”
“Oh Rosie, how happy I am that heaven sent me you, the sweetest girl in the whole world.”
Lights were beginning to come on in the houses in Bude and the shop windows were lit up. From the nearby pub they could hear the sound of the first customers of the evening.
Rosie stood in front of William, waiting for a kiss. William stroked her brow and then her hair and kissed her.

 


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart