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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Giallo: Gigolò/A detective story: Gigolo (Trad. Helen Askham) #6/22

16 Agosto 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Gigolò #6

Rio de Janeiro, grosso modo nelle stesse ore. Siamo in un vicolo sporco, fiancheggiato da baracche fatiscenti. Qui lavora una missionaria italiana. È giunta da poco, è al suo primo incarico. È giovane, inesperta, ma piena di entusiasmo. Si chiama Maria. Prima di partire ha detto alle sue compagne:
A chi mi chiede il senso di questa partenza, mi sento di rispondere semplicemente: perché questa è la mia vocazione, a questo il Signore mi ha chiamata da sempre. Sono contenta, anche se ogni tanto riaffiorano i timori e le incertezze che accompagnano ogni cambiamento, ma in fondo si sta realizzando il sogno della mia vita, poiché il desiderio di andare in missione l’ho avuto da sempre… la missione è stata il primo amore della mia vita.[1]”
Maria insegna ai bambini a leggere e a scrivere. È il suo incarico principale, ma quando ha finito aiuta le compagne. Anche se prima di partire aveva visto le immagini alla Tv ed era stata preparata, non avrebbe mai creduto che potesse esistere sulla Terra una miseria così grande, che colpisce anche lo spirito.
La chiamano perché uno dei suoi bambini sta male. Da qualche giorno non viene a scuola, Maria è stata a trovarlo, sembrava una cosa da niente; invece ora sta morendo.
Maria è al suo capezzale, lo accarezza. Il bambino apre gli occhi, sorride.
«Sto morendo? Non voglio morire. Tu mi salverai, vero? »
«Posso pregare Dio per te. »
«Dio è tuo amico. Allora mi salverà, se glielo chiederai. Chiediglielo, chiediglielo. » Di nuovo chiude gli occhi. La mamma è in disparte. Il ragazzo non ha il padre, non lo ha mai conosciuto. La madre è sicura che Maria possa fare qualcosa per salvare il suo bambino. Sta lì e attende. Maria è inginocchiata, ha il capo chino e prega. Nessuno ode le sue parole, che sono pronunciate direttamente per Lui, per il suo Sposo.
Vedere un bambino che muore è la cosa più straziante che possa accadere su questa Terra; chi vi assiste paga un grosso pedaggio al dolore.
In quei luoghi, e nei tanti simili sparsi nel mondo, queste cose accadono ogni giorno, e un bambino lascia la sua vita senza capire perché. Mentre cresce, muore.
Maria prega Dio perché lo salvi, perché salvi anche lei, sebbene abbia molta fede e sia preparata a non comprendere.
Ma il pianto improvviso della madre, le sue grida disperate, le dicono che il figlio è morto. Maria si alza, non ha il coraggio di posare gli occhi sul bambino né sulla madre. Con le lagrime agli occhi e lo smarrimento nel cuore esce da quella casa.  

Nella vicina Argentina, a Buenos Aires, Il presidente americano Bill Clinton viene fischiato dalla folla. Lo si accusa di colonialismo nei confronti di quel Paese e di tutta l’America latina. Lungo le strade dove passa, e nelle piazze, si bruciano le bandiere americane.
«Ci vorrebbe un altro Che Guevara » dice uno dei manifestanti, mentre appicca il fuoco alla bandiera e la lancia contro il corteo.
«Il capitalismo è ancora più potente. Più passano gli anni, più s’impadronisce di noi. Il Che ha perso allora, figuriamoci oggi. »
«Non ci resta che manifestare il nostro disprezzo. Basterà? »
«No che non basta. Loro se la ridono delle nostre manifestazioni. Non contano niente. Le mettono già in bilancio, ogni volta che fanno un passo avanti nella loro marcia di conquista. »
«Ma cosa resta ancora da conquistare, se hanno praticamente tutto? »
«La nostra anima. »
«È mai possibile che mirino anche a questo? »
«Quando ci saremo stancati, quando ci avranno umiliato, allora saremo disposti a vendere la nostra anima. Sarà la fine di tutto, e per sempre. »
«Dunque la vita è stata creata, il mondo è stato creato solo per i ricchi e per i potenti? »
«Comincio a credere che sì. Sono loro i destinatari della Terra. »
«Dio ha creato tutto ciò per i potenti? »
«Anche Dio è potente, anzi onnipotente. »
«Ma misericordioso, buono verso i deboli e i miserabili come noi. »
«Dio non l’ho mai incontrato. Ma penso che sia più amico dei potenti che nostro. »
«Sarebbe meglio che non esistesse, allora. »
«Forse è proprio così. Ma per noi, esista o non esista Dio, non cambia nulla. »
«Maledetto il capitalismo e i suoi rappresentanti » grida, mentre in quel momento transita il corteo presidenziale.
Non molto distante da lì, in uno scantinato, due rivoluzionari stanno affrettandosi per piazzare una bomba, prima che sopraggiunga l’auto del presidente.
«Farà un bel botto, e addio presidente. La tua America la rivedi dall’inferno. »
«Sbrigati, o non faremo in tempo. »
«Questo gingillino è il rimedio a tutti i mali. Quando non ce la fai più, li facciamo saltare in aria. La guerriglia è la sola arma rimasta ai poveri. »
«Un giorno o l’altro, te la taglierò quella lingua. Smettila di parlare, e fai presto. L’auto del presidente è vicina. »
«Caro amico, ora si apre il sipario ed entra in scena la disperazione. Ma c’entra con tutta la dignità che le è consentita su questa Terra. Andiamo. »
Stanno per uscire in strada, quando una raffica di mitragliatrice li colpisce in pieno petto. Cadono a terra, e cade anche la bomba già innescata, che esplode e riduce in mille pezzi i loro corpi.

[1] Queste parole sono state pronunciate realmente da una missionaria secolare comboniana di nome Maria. In Toscana oggi del 12 ottobre 1997, cronaca di Lucca.
 

Gigolo #6

Rio de Janeiro, at about the same time, in a dirty alley flanked by tumbledown huts, where an Italian missionary worked. She’d just arrived and it was her first posting. She was young and inexperienced but full of enthusiasm. Her name was Maria. Before leaving home, she’d said to her friends, “When people ask why I’m going away, I feel I can give them a simple answer. It’s because this is my vocation, the Lord has always called me to do this. I’m happy, though the fears and uncertainties that accompany every change come to the surface every now and again. Deep down I am realising my life’s dream because I’ve always longed to be a missionary…that has been the first love of my life.”[1]
Maria taught children to read and write. This was her main task but when she’d finished for the day she helped her fellow workers. Before she’d left Italy, she’d seen pictures on the television and had prepared herself but she’d never imagined that such widespread wretchedness could exist on earth. It pierced the soul.
One night they woke her up because one of her pupils was ill. He hadn’t been at school for a few days and Maria had gone to see him. It had seemed nothing serious but now the little boy was dying.
She sat by his bed, stroking him. He opened his eyes and smiled.
“Am I dying? I don’t want to die. You’ll save me, won’t you?”
“I can pray to God for you.”
“God’s your friend. He’ll save me if you ask Him. Ask Him, ask Him.”
He closed his eyes again. His mother was standing a little way off. The boy had no father, had never known him. The mother was sure Maria could do something to save her son. She stood there waiting as Maria knelt, bent her head and prayed. No one heard the words which were spoken directly to Him, her Bridegroom.
Watching a child die is the most harrowing thing that can happen on this earth. The person who does pays a terrible price in suffering. In such places and in others like them throughout the world, these things happen every day and a child leaves life without understanding why. He dies while he’s still growing. Maria prayed to God to save the child, to save her too, though she had great faith and was prepared not to understand.
The sudden cry from the mother, her despairing screams, told Maria that the child was dead. She stood up. She didn’t have the courage to look at either the boy or his mother. With tears in her eyes and bewilderment in her heart, she left the house.  

In Buenos Aires, in neighbouring Argentina, President Bill Clinton was being whistled at by crowds of people. They accused him of colonialism in their own country and the whole of South America. They were burning American flags in the streets and piazzas that he drove through.
“What we need is another Che Guevara,” said one of the demonstrators as he set a flag on fire and threw it towards the motorcade.
“Capitalism is still more powerful. The more time passes, the tighter its grip on us. Che lost back then so what can we do nowadays?”
“All we can do is show them we don’t like it. Is that enough?”
“No it’s not. They just laugh at our demos. They mean nothing to them. Every time they take another step forward in their march towards conquest, they just brush us aside.”
“What’s left to conquer? They’ve got practically everything already.”
“Our souls.”
“You reckon they’re aiming at them as well?”
“When we’re tired, when they’ve got us on our knees, then we’ll be ready to sell our souls. It’ll be the end of everything, forever.”
“So life was created, the world was created, just for the rich and powerful?”
“I’m beginning to think so. The rich will inherit the earth.”
“So God created all this for the powerful?”
“God’s powerful too. All-powerful, in fact.”
“But He’s merciful and good to the weak and miserable like ourselves.”
“I’ve never met God. Still, He seems more a friend of the powerful than a friend of ours.”
“Better if He didn’t exist then.”
“You could be right, but it makes no difference to the likes of us if He exists or not.” As the presidential procession passed, he shouted, “To hell with capitalism and all those who stand for it!”
In a cellar not far way, two revolutionaries were hurriedly trying to position a bomb before the presidential car arrived.
“A fine big bang and then farewell, Mr President. You’ll see your America from Hell.”
“Get a move on or we’ll be too late.”
“This little beauty is the answer to all our troubles. When there’s nothing else we can do, we can blow them away. Guerrilla warfare is the only weapon left to the poor.”
“Some day I’m going to cut your tongue out. Shut up and hurry up. The car’s coming.”
“Friend, the curtain is going up and despair is about to go onstage. It does so with all the dignity that this earth allows. Let’s go.”
They were about to go out on to the street when a burst of machine-gun fire hit them full in the chest. They fell to the ground and the bomb, already primed, exploded and blew their bodies into a thousand pieces.

[1] These words were actually spoken by Maria, a lay missionary of the Sacred Heart of Jesus in Tuscany. Reported in the newspapers in Lucca on 12 October 1997.  

 

 


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Bart