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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Giallo: Lo sconosciuto/A detective story: Unidentified Body (Trad. Helen Askham) #1/12

3 Luglio 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

Lo sconosciuto #1

Quando si arriva a Lucca, la prima meraviglia che ci prende è per le sue Mura, uniche al mondo, ancora intatte poiché, costruite tra il XVI e il XVII secolo, non hanno conosciuto guerre, e l’unico attacco a cui hanno dovuto far fronte è stato quello del Serchio – il fiume dei lucchesi ricordato da Dante – il 18 novembre 1812. In quell’occasione, come si è già ricordato[1], le acque riuscirono a penetrare attraverso le sue porte chiuse ed invasero le piccole strade della città. Minima cosa, non un’inondazione, e il merito fu di queste mura poderose volute dai lucchesi a difesa della propria libertà, sebbene costassero 900.000 scudi.
In primavera i suoi alberi, scheletriti d’inverno, le illeggiadriscono, e le molte tonalità di verde ben s’intonano al cupo rosso dei mattoni, che ne costituiscono l’impalcatura, alta 12 metri. Al di sopra delle Mura, dentro la città, svettano le cime dei numerosi campanili e delle torri.
All’interno delle Mura, in corrispondenza di ogni baluardo, si snodano bui corridoi e si aprono delle piazzole dove un tempo si potevano custodire viveri e munizioni necessari a fronteggiare un eventuale assedio. La più parte di questo autentico tesoro di arte militare resta chiusa e immersa nell’oscurità. Chi voglia nascondervi qualcosa può farlo. Non è agevole, infatti, scendere nel sottosuolo delle Mura.
Il commissario Luciano Renzi si trovava nel suo ufficio quando venne raggiunto da una telefonata:
«Venga subito commissario, sotto il baluardo di Santa Croce è stato trovato il cadavere carbonizzato di un uomo. »
S’infilò in fretta la giacca e si affacciò nel corridoio:
«Jacopetti! Jacopetti! »
«Comandi! » si sentì rispondere. Il suo collaboratore comparve in un attimo e fu al suo fianco.
«Novità, commissario? »
«Un altro delitto. »
«Accidenti! Dove? »
«Sulle Mura, sotto il baluardo di Santa Croce. »
«Non è quello dove è cresciuto lei? »
«Proprio quello. »
Jacopetti ricordava tutte le volte che il commissario gliene aveva parlato. Sosteneva che era il più bello di tutti, ricco di corridoi sotterranei e di piazzole che, da ragazzo, aveva esplorato con torce accese.
«Lo conosce molto bene, commissario? »
«Abbastanza. Ma come ci sarà finito quello? »
Uscirono. Sulle Mura si era già formato un capannello di curiosi, che stavano affacciati ai bordi delle cannoniere e della cortina. Si era provveduto a mettere una scala per consentire alla polizia di calarsi sotto. A guardia, stava un agente, onde evitare che si infiltrassero estranei.
In fondo alla piazzola d’ingresso c’era un’apertura che dava sul primo corridoio, che era stato illuminato con torce elettriche. Renzi vi entrò e dopo una serie di curve, si trovò davanti al cadavere.
«Mi dispiace » disse il medico legale «ma così ridotto non riuscirò a cavarne un bel nulla. »
«Guardate intorno, se ci fosse rimasta qualche traccia » raccomandò Renzi agli uomini della Scientifica. Poi tornò ad osservare il cadavere. L’assassino o gli assassini lo avevano denudato prima di dargli fuoco.
«Una qualche vendetta diabolica » brontolò il medico.
«Ma bruciandolo, si sono preoccupati anche di non lasciare alcuna traccia. »
«Sarà dura per lei, commissario… »
«Quanti anni avrà avuto, dottore? »
«Secondo me, non superava i 30. »
Renzi si mise a girovagare intorno al cadavere, sperando di scoprire qualche indizio. Jacopetti scuoteva la testa.
«Che c’è, Jacopetti? »
«Ci vorrà un miracolo per risolvere questo caso. »
«Molte grazie. »
«Mica volevo offenderla, commissario. Ma questo poveretto è irriconoscibile, e nudo poi… Se qualcuno non verrà in nostro aiuto, da dove cominceremo? »
«Diremo ai giornali di fare un bel po’ di chiasso su questo delitto. »
«Ah, per questo non ci sarà da pregarli, vedrà che botto domani. Questo è un caso da prima pagina, dopo la politica s’intende. Ne parlerà anche la televisione nazionale, stia certo. »
«E noi aspetteremo che qualcuno si faccia vivo, se non avremo altro per le mani. »
«Dovremo fare i conti con qualche megalomane. Ce ne sono sempre in situazioni come queste. »
«Ci penserai tu a sbarazzarmene. »
«Ora è lei, commissario, che mi prende in giro. »
«Se non avessi te… »
«È lavorare con lei, che mi ha affinato. »
«Siamo diventati una bella coppia, non è così? »
«È vero. »
Il medico legale si avvicinò.
«Quel poveretto è stato bruciato qualche giorno fa. Lo hanno ucciso con un colpo di pistola alla nuca, poi lo hanno cosparso di benzina e gli hanno dato fuoco. »
«Lo hanno ucciso qui? »
«Impossibile affermarlo. In ogni caso, sappiamo da dove sono entrati. »
«Sì, questo l’ho saputo anch’io. Dalla piccola apertura della sortita[2], in direzione di San Frediano. Sono state rinvenute delle tracce. »
«Io me ne vado. Se avrò delle novità, mi farò vivo, commissario. »
Renzi e Jacopetti uscirono dalla piccola sortita e si trovarono sul prato fuori delle Mura. L’erba appariva calpestata; seguirono le tracce e arrivarono fino alla porticciola da cui si entra in città per andare verso la basilica di San Frediano.
«Difficile dire se si sono immessi sul prato provenendo dall’interno della città o invece dal viale di circonvallazione. »
Tornarono indietro e rientrarono dalla piccola sortita. La Scientifica vi stava ancora lavorando in cerca di tracce.
«Ci sono delle impronte di scarpe, ma troppo labili » riferì uno degli addetti.
«Vedete di accertare se qualcuna di quelle tracce appartenga alla vittima » disse il commissario. «Sarà importante per capire se, quando sono entrati qua dentro, quel poveretto era sempre vivo. »
«Se non ci fossero sue tracce, significherebbe che è stato portato a braccia o in spalla, e quindi poteva essere già morto. Vuol dire questo, commissario? » commentò a bassa voce Jacopetti.
«Avrebbe potuto essere anche svenuto… »
«Già. Ma allora, commissario, a che cosa ci servono queste impronte? »
«Sono degli sgorbi, non delle impronte, non è così? » Renzi si rivolse ad un agente della Scientifica.
«Con queste impronte non andrà lontano, commissario » rispose.
«Capito, Jacopetti? Per ora non ci servono a niente. Non abbiamo in mano niente, e ci vuole proprio un miracolo, come dici tu. »
«Invece qualcosa abbiamo, commissario. »
«Che cosa? »
«Via che lo sa bene… »
«No, che non lo so. »
«Questa » disse, e si batté la mano sulla fronte.
«Caso mai questa » rispose Renzi, e si batté la mano sulla sua.
«È la nostra intelligenza, commissario, e non fa mai cilecca. »
«Scherza, scherza, Jacopetti. Se fra qualche giorno non avremo in mano qualcosa, lo sentirai il Questore. Ti ci mando te, però, a spiegargli che la nostra intelligenza non fa cilecca. »
«Dal Questore ci deve andare lei, commissario. Mica mi riceve, il Questore, finché sono appuntato. »
«Presto mi leverai la sedia di sotto, caro furbacchione. »
«Solo quando andrà in pensione, commissario. Solo quando andrà in pensione… »
«Sfottimi, sfottimi. »  

[1]Nel giallo “Le tre sorelle”.
[2]Più propriamente, lo stretto corridoio che conduce all’esterno delle Mura. Si veda il racconto “Via Pelleria” in: Lucca racconta.

 

Unidentified Body #1

    When people come to Lucca, they’re first of all struck by the Walls. They are unique, were built in the sixteenth and seventeenth centuries and are still intact because they were never involved in a war. The only time they ever came under attack was by the Serchio (the river near Lucca, mentioned by Dante) on 18 November 1812. On that occasion, as has already been mentioned , water got in through the closed gates and ran through the little streets of the town. It was nothing serious, however, not a flood, thanks to the mighty walls built by the people of Lucca to defend their liberty at the enormous cost of 900,000 scudos.
The trees on the Walls are skeletal in winter but spring makes them beautiful and all the different shades of green harmonise with the dark red bricks of which the Walls, twelve metres high, are built. Beyond them, within the town, soar the numerous campaniles and towers.
In every bastion – baluardo – inside the Walls, there’s a network of dark passages and emplacements where provisions and ammunition could be stored and used in the event of a siege. Most of this treasure trove of military art is in darkness and anyone wanting to hide something there could do so. It’s not easy, however, to go down into the depths of the Walls.
Detective Superintendent Luciano Renzi was in his office when the phone rang.
“Come at once, sir. The burnt body of a man has been found under Baluardo Santa Croce.”
Renzi quickly put his jacket on and called out into the corridor, “Jacopetti! Jacopetti!”
“Coming, sir,” was the reply. His colleague appeared at once. “Something new, sir?”
“A murder.”
“My God. Where?”
“On the Walls, under Baluardo Santa Croce.”
“Isn’t that near where you grew up, sir?”
“That’s right.”
Jacopetti thought of all the times his boss had talked about it. In Renzi’s opinion it was the finest of all the baluardi, with a maze of underground passages and emplacements that he’d explored when he was a boy, by the light of a burning torch.
“You know it well, sir.”
“Pretty well. But how’s this case going to turn out?”
They left the office. Some curious bystanders had already gathered on the Walls and were looking over the sides of the embrasures and the curtain wall. A ladder had been brought to let the police climb down. An officer was detailed to prevent any unauthorised people getting in.
At the end of the first emplacement there was an opening giving on to the first passage that was now lit with torches. Renzi went in and after a few bends found himself beside the corpse.
“Have a look round and see if there are any footprints,” he said to the forensic scientists. Then he turned to look at the body. The killer or killers had removed the clothes before setting it alight.
“Some kind of diabolical revenge killing,” muttered the police surgeon.
“Burning it means they were anxious not to leave any traces.”
“This is going to be a tricky one for you, superintendent.”
“How old was he, doctor?”
“I should think not more than thirty.”
Renzi began walking round the body hoping to find something useful. Jacopetti was shaking his head.
“What’s up, Jacopetti?”
“It’ll take a miracle to solve this one.”
“Thanks a lot.”
“I didn’t mean to offend you, sir, but this poor soul is unrecognisable, and no clothes either. If no one comes forward, where do we start?”
“We’ll speak to the newspapers and get them to give this a lot of coverage.”
“We won’t need to ask. Wait till you see the fuss tomorrow. This is front-page stuff, after politics I mean. It’ll be on national TV for sure.”
“And then we’ll have to wait for someone to appear if we haven’t got hold of anyone else.”
“We’ll have to deal with lunatics. They always turn up in situations like this.”
“I’ll leave it to you to get rid of them.”
“Now it’s you that’s mocking me, sir.”
“If I didn’t have you …”
“It’s working with you that’s made me so sharp.”
“We’ve become a fine couple, I’d say.”
“True.”
The police surgeon came over. “The poor devil was burned a few days ago. He was shot in the back of the neck. Then they poured petrol over him and set fire to him.”
“Did they kill him here?”
“Impossible to say. In any case, we know how they got in.”
“Yes, I know. By the sortita on the San Frediano side. They’ve found some footprints.”
“I’m off then,” said the doctor. “If there’s anything new to tell you, I’ll be in touch.”
Renzi and Jacopetti went out by the sortita on to the field outside the Walls. The grass appeared to have been trampled on. They followed the footmarks and came to the little entrance to the city that leads to the Church of San Frediano.
“Difficult to say if they went on to the grass coming from the city centre or from the ring road.”
They turned back and re-entered through the little sortita. The forensic scientists were still examining the scene.
“There are some shoeprints but they’re too faint,” one of them reported.
“See if you can ascertain if any of them belonged to the victim,” said the superintendent. “It’ll be important to know if he was still alive when they came in here.”
“If there aren’t any of his footprints it would mean he was carried in, in someone’s arms or on their shoulders, and could already have been dead. Is that what you mean, sir?” said Jacopetti in a low voice.
“It could also mean he was unconscious.”
“That’s true. But, sir, what use are these footprints?”
“They’re not footprints, just marks. Isn’t that right?” said Renzi to one of the forensics.
“You won’t get far with these prints, sir,” he answered.
“You see, Jacopetti? At the moment these prints are of no use at all. We have nothing and we need a miracle, just as you said.”
“We have something, sir.”
“And what’s that?”
“You know.”
“No I don’t.”
“This,” said Jacopetti and knocked his hand on his forehead.
“This,” said Renzi and did the same.
“Our brains, sir. They never fail.”
“Ah, you’re jesting, Jacopetti. If we’ve nothing to go on in the next few days, I’ll speak to the prosecutor. No, I’ll send you, so you can explain that our brains never fail.”
“You’ll have to go and see him yourself, sir. There’s no chance he’ll see me until I’m promoted.”
“You’ll soon be taking the seat from under me, you sly dog.”
“Only when you retire, sir. Only when you retire.”
“On you go, have your little joke.”


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3 Comments

  1. Pingback by Giallo: Lo sconosciuto/A detective story: Unidentified Body (Trad. Helen Askham) #1 — 3 Luglio 2008 @ 06:34

    […] Go to the author’s original blog: Giallo: Lo sconosciuto/A detective story: Unidentified Body (Trad. Helen Askham) #1 […]

  2. Commento by Carlo Capone — 3 Luglio 2008 @ 11:00

    Ottimo, Bart: stile secco e asciutto, storia che decolla sin dalle prime battute.
    Saluti

    Carlo

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 3 Luglio 2008 @ 11:39

    Grazie, Carlo. Come sai, l’incipit di un romanzo è sempre una cosa difficile. Occorre essere assistiti da un momento di grazia. L’incipit de “Lo sconosciuto” mi è sempre piaciuto, e credo che sia nato proprio in virtù di uno di quei momenti rari.
    Giulia, ad esempio, il giallo precedente, forse ha una trama molto ricca e interessante (mia opinione, ovviamente, tutta da verificare), ma ha un incipit assai meno felice. Quel giorno, non ero assistito dalla grazia:-) Lo potrei rivedere, ma è sempre difficile mettere mano ad un incipit, e preferisco, al momento, lasciarlo così com’è.

    Bart

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