Buon Natale e buon anno a tutti voi.
da Fabio Strafforello
Scusate il mio tentativo di farvi gli auguri ponendo in rilievo fra le righe della mia lettera le molte problematiche che ci assillano giornalmente, sul breve o sul lungo termine di questo tempo a disposizione di noi esseri umani, non è demagogia la mia, ma il solo tentativo di ricompattare e di ritrovare un po’ di serenità e di calore umano utile a ricordarci quanto sia maggiormente importante non perdere di vistala Stella Polaredei nostri migliori sentimenti e proponimenti.
A volte non ce ne rendiamo conto, ma c’è sempre chi osserva con attenzione il nostro operato, o chi ascolta l’espressione dei nostri pensieri, in special modo nelle fasi delicate dell’esistenza umana, occorre quindi, da parte di ognuno di noi, dare il meglio delle nostre peculiarità, così da poter consentire a tutti gli occupanti di uno spazio comune un miglior traghettamento verso nuovi orizzonti.
Approfitto ora di questo spazio per fare gli auguri a Bartolomeo, a Benedetti e a tutti coloro che contribuiscono a tenere viva la bella rivista nella quale egli ci concede spazio per manifestare la nostra conoscenza, ad autori, commentatori e non ultimi i lettori… auguri a tutti gli Italiani in Patria e presenti in altre parti del mondo.
Caro Bartolomeo, Caro Gian Gabriele
Come già anticipatovi nella lettera che privatamente vi inviai nel mese di ottobre, per l’esattezza ai primi giorni dello stesso, annunciandovi in essa il mio temporaneo e forse parziale ritiro dal mondo della scrittura, per ovvietà e per necessità di adempiere ad impegni famigliari ed economici più impellenti, eccomi ora a volervi aggiornare sulla mia nuova situazione, approfittando altresì dell’occasione per porgere a voi, ai vostri cari e a tutti i fruitori di rivistaparliamone i migliori auguri per un sereno Natale e di un ancor migliore 2012. Come già anticipatovi nella precedente missiva in questi ultimi mesi del 2011 ho dovuto allentare il mio interesse nella parte teorica delle mie espressioni, praticamente nell’ambito della scrittura, nei miei contenuti di riflessione e nei miei desideri personali, per ritornare al senso, al significato e al valore più pratico delle mie azioni, dando maggior peso agli avvenimenti e agli impegni che giornalmente mi colgono nel campo delle iniziative private e non meno del mio comportamento nella sfera delle pubbliche relazioni. Nel mese di settembre ero partito con l’idea di pubblicare un nuovo testo, il settimo, ponendolo in stampa e in uscita per il Santo Natale, così da poterlo regalare, come ogni anno accade, con grande piacere a parenti ed amici, e sia pur avendolo completato per parte dei due terzi, ho ritenuto più importante rinunciare a questo progetto per dedicarmi con maggior attenzione al procedere organizzativo, psicologico ed emotivo dei componenti della mia famiglia.
In questi ultimi tempi, assieme a mia moglie, abbiamo dato vita ad azioni, come da voi stessi suggeritemi a suo tempo e da me personalmente condivise, tali che possano mirare ad una migliore gestione delle risorse famigliari, spendendo in modo più oculato e più attento i nostri averi, le nostre energie e le nostre idee, dando con intensità emotiva ancora più valore e peso ai sentimenti umani, così da poter trovare un punto di convergenza e di coesione sempre maggiore, utili a supportare e a orientare degnamente e coerentemente i nostri figli, e intenti a non lasciarli naufragare in un mondo che cambia rapidamente l’onda anomala delle sue espressioni.
Altresì quello che non è da sottovalutare e di importanza non minore, è l’incremento dell’attività lavorativa alla quale entrambi abbiamo contribuito attivamente per “tamponare” le crescenti spese del nostro vivere quotidiano e quindi orientandoci verso una maggiore tranquillità famigliare. L’aver spostato i miei interessi personali verso contenuti più materialistici ed organizzativi non mi ha fatto però perdere di vista me stesso, il mio ascolto, i miei obiettivi, ed anzi ho rispolverato con energia e con senso gioioso del dovere la necessità di adempiere con maggiore presenza ai miei obblighi di padre, in modo più attento e più capillare, rinunciando ad una parte dei miei progetti, dei miei desideri e delle mie ambizioni, per dare vita, valore e significato in modo più vero al nostro impegno di genitori e di esseri umani.
Parlare del dolore ci prepara a sopportarlo.
Sarà un 2012 piuttosto difficile quello che ha da venire, anche se spero sempre di essermi sbagliato nel fare le mie previsioni, e spero altresì di poter essere smentito da chi ascolta i miei pensieri e le mie valutazioni personali e non meno il mio modo preoccupato di vedere le cose, ma se tutto questo dovesse inesorabilmente accadere, allora nutro la speranza che dalle mentite spoglie del valore insaziabile del denaro e della sua forza corrosiva alla corruzione, possano rinascere e riprendere corpo le migliori qualità insite nell’essere umano, dando inizio ad una nuova era, dove la centralità dell’individuo si pone al servizio dell’intera umanità. Credo che il mondo intero debba riscoprire la centralità del valore dell’uomo e della vita, espressa anche attraverso la rivalutazione e la riqualificazione del lavoro e delle pari opportunità e non meno della libertà individuale, concedendo a tutti la possibilità di una esistenza quanto meno dignitosa.
Questa competizione “a giocar fra i migliori con le carte, per vedere chi si può eliminare… ci porterà a fare i solitari” e che coinvolge quasi tutti gli Stati del Pianeta Terra, fra colpi bassi di spread ed emissioni in cielo di CO2, ci avvelena l’anima e il corpo, in una crescente virtualità delle azioni, fra mercati impazziti dall’imbroglio e dall’erosione parassitica delle speculazioni, generando per contrasto di presupposti la miseria nelle grandi masse di popolazione e il conseguente distacco dalla realtà oggettiva, allontanando l’essere umano dalla semplice opportunità di vivere una vita costruita intorno alla propria minima necessaria condizione, ponendolo così in un immenso disagio. Il ritorno alla Terra, questo valore concreto nel quale l’essere umano identifica se stesso, come una parte fertile delle proprie opportunità di vita, è un elemento centrale della speranza verso il superamento delle condizioni di disagio, di fame, di frustrazione, di avvilimento generati dall’inafferrabilità di eventi costruiti in modo virtuale e lontani dalla nostra condizione essenziale.La Terra, è per nostra stessa natura il luogo dove immaginiamo il nostro rifugio ideale e anche la certezza di una identità materiale indissolubile, inoccultabile, imperdibile, nella quale l’essere umano intravvede un luogo dove abbandonare anche le proprie spoglie al momento della morte.
E’ lì che l’uomo deve puntare se vuole risorgere dalla tomba creata dell’immaginario e custodita dall’oblio della nostra coscienza.
Nutro una grande speranza… anche se temo d’esser deluso!
Vorrei vedere al più presto e con i miei occhi, il risveglio del mondo e soprattutto vorrei vedere questo nostro “Bel Paese” risorgere con un sussulto di orgoglio, ripartendo dai valori più essenziali e più semplici della vita, e delle consuetudini, per ritrovare o ricostruire la propria identità, onestà, inventiva, capacità di solidarietà, fantasia, ironia, poesia, genialità, voglia di vivere e non meno la speranza per guardare con ottimismo ad un futuro migliore. Gli italiani, un Popolo straordinario in tante cose, dal Sud al Nord del Paese, inventori, scopritori, lavoratori, idealisti, umanisti e artisti che hanno segnato buona parte della storia del mondo… renderli coesi in un solo valore è uno fra i pensieri che maggiormente corrono nella mia mente, tutti insieme saremo una forza senza eguali.
I nostri vecchi, uomini e donne intenti al duro lavoro, dediti alla costruzione fisica, politica, economica e morale di un Paese che ha dato tanto alla cultura del mondo intero, fra scoperte, arte, storia e contenuto sensibile nei valori di riferimento dell’umanità. Persone che dalle privazioni personali delle necessità primarie, hanno tratto spunto per lasciarci in eredità quanto da loro faticosamente costruito, fra rinunce, impegno, passione e costanza delle loro azioni, non perdendo mai di vista l’obiettivo finale di accrescere le maggiori e le migliori opportunità di vita per chi sapevano sarebbe arrivato dopo di loro, nell’avvicendarsi delle generazioni.
E’ proprio da questa gente comune passata nel tempo a miglior vita che deriva la grossa parte dell’eredità culturale, economica, umana, sociale, storica, emozionale, decisionale e della nostra libertà individuale e di importanza vitale per tracciare la continuità dei migliori intenti verso le nuove leve. L’uomo moderno per sopravvivere da questo torpore e da questa immagine avvelenata d’incanto, dovrà reagire con consapevolezza, con realismo, con sobrietà, con forza e con senso di rinuncia ai propri soli interessi personali, per rispondere con energia e con lucidità di prospettiva al dilagare della perdita di coscienza e all’avanzamento inesorabile dell’oblio verso l’allontanamento dai suoi valori di verità. In questo frangente di difficili congetture Nazionali ed Interazionali, le famiglie sono esposte all’impegno fisico e psicologico in prima linea, e ponendo a maggior rischio la tenuta della loro integrità, per la richiesta crescente dello sforzo economico e per la mancanza di obiettivi stabili, utili a poter riconoscere con visione profetica quale raggio di luce sia il giusto riferimento per guidarli nella direzione del sorgere del sole.
Vorrei dirvi che con le parole si crea l’odio o l’amore. Genitori parlate con i vostri figli e spiegate loro che all’avversità degli avvenimenti occorre sempre rispondere con forza d’animo, con carattere e talvolta con sopportazione del dolore, per quel che ci duole dentro in modo forte nel nostro modo di sentire, nella visione e nella prospettiva di poter trasformare in pace il male, creando noi stessi una nuova fonte di energia e di pensiero, che conduca la specie umana per intero verso un equilibrio di valori essenziali e solidali, superando noi stessi nell’avvicinarci al nostro traguardo personale.
Figli ascoltate i vostri genitori e con essi traete dai reciproci sentimenti quei motivi e quelle giustificazioni che portano l’essere umano a vincere se stesso, nell’obiettivo comune di rimanere uniti nell’amore, nella comprensione e non ultimo nell’umiltà, consapevoli che al consumare di una candela corrisponde il poco tempo disponibile per vederla accesa.
Parlate con i vostri amici e non temete di manifestare il vostro amore… la paura del giudizio è un uomo che manca la propria occasione.
L’uomo che sa trasformare il bene nel desiderio degli altri, ha trovato fra il male la fonte nascosta dell’amore eterno.
Auguro ai parenti, agli amici e a quanti seguono i miei lavori letterari un pacato Santo Natale, consapevoli che alla nascita di una speranza, ci sia sempre chi debba contribuire scaldando gli animi con l’amore.
Bellissimi 19/12/11
Fabio Strafforello
Commenti
Una risposta a “Gli auguri natalizi a tutti noi da Fabio Strafforello”
Auguri non convenzionali, i tuoi. Tutt’altro! I significati espressi vanno da una disamina attenta e precisa della realtà, in cui viviamo, alla esternazione di un intimo sentire, arricchito da contenuti coincidenti con i principi intangibili della coscienza.
Il messaggio rappresenta il centro nodale di una sensibilità individuale che si apre all’ansia della condizione esistenziale.
Pienezza espressiva, densità di pensiero, trasparenza umana, intenzionalità operativa racchiudono il microcosmo (o macrocosmo?) di un uomo capace di cogliere le proprie potenzialità (pur riconoscendo naturali limiti) da porre al servizio di sé, ma soprattutto della famiglia, dell’altro e della natura. C’è l’anelito di un’anima che, spogliandosi da ornamenti superflui, fonda la sua speranza ed ogni prospettiva su di un agire altamente propositivo, per un’avventura di vita in grado di maturarsi nel bene stagione dopo stagione. Così emerge il concetto vero dell’essere nella sua purezza e forza percettiva e soprattutto nel suo ampio respiro verso l’impegno sociale, civile, religioso, familiare…
È vero che subiamo il contraccolpo dei miracoli mancati, ma non devono venir mai meno le prospettive dei traguardi auspicati e a portata di mano. Basta volere l’inversione alfabetica di un vivere superficiale ed errato.
E in questo modo per noi, uomini di buona volontà, il Natale sarà sempre Natale, il Natale avrà significazione vera e ed essenziale, nonostante il mondo veda, pensi e si muova spesso come vuole.
In tal senso, vivissimi auguri a te, Fabio, e a tutti coloro che attendono con fede, amore e carità la nascita del Bambino Divino.
Gian Gabriele Benedetti