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Ci vuole tempo, ma la verità viene sempre a galla

23 Dicembre 2011

Si tratta del processo in cui Berlusconi è accusato di aver pagato David Mills con 600 mila dollari affinché testimoniasse il falso, e così scagionasse il Cavaliere.
Trovate il resoconto dell’udienza qui, qui e qui.

È avvilente quanto è accaduto, ove si pensi che Mills ha confessato di aver testimoniato il falso, e che Berlusconi non c’entra niente in questa storia e che, pressato dal fisco inglese che gli chiedeva conto di quella cifra, egli si è inventato di averla ricevuta da Silvio Berlusconi. Ha precisato che ai pm italiani ha pronunciato quel nome giacché era il nome di Silvio Berlusconi che essi volevano sentirgli dire:

“Nel 2004, Mills riferì ai pm che i 600mila dollari li aveva ricevuti da parte di Berlusconi. Interrogato in merito, ha detto di aver «adottato la strategia della minore resistenza, dicendo quello che immaginavo che i rappresentanti dell’accusa volevano che dicessi ». Il legale inglese, rispondendo alle domande del pm, ha chiarito inoltre di aver fatto il nome dell’armatore Attanasio ai pm nel 2004 solo in una pausa dell’interrogatorio.”

Sembra, dunque, che i soldi siano stati versati dall’armatore Attanasio, che aveva rapporti con Mills, e che questo nome sia stato fatto già nel 2004, sia pure in una pausa dell’interrogatorio.
Nessun pm ne prese atto cercando di approfondire.
Il perché gli italiani lo sanno bene. Taluni pm hanno agito  nei confronti di Berlusconi con la pregiudiziale che egli fosse colpevole di ogni cosa che gli venisse, anche surrettiziamente, attribuita.

Vi ricordate quanto a lungo si è parlato di questo processo, il quale avrebbe dovuto, secondo la sinistra e i quotidiani fiancheggiatori, portare dietro le sbarre delle patrie galere il Cavaliere?
Già si disegnavano scenari di fotografi ammassati davanti alla villa di Arcore o a palazzo Grazioli intenti a fotografare l’uscita di Berlusconi ammanettato e scortato dai carabinieri.
La sinistra dava a questo processo l’importanza del grimaldello che avrebbe finalmente consentito di togliere di mezzo l’odiato nemico.

Sappiamo invece come sono andate le cose, e che a far fuori Berlusconi non è stato il processo Mills, bensì il duo Napolitano – Monti.
La sinistra è rimasta ugualmente contenta, non avendo ancora afferrato che i partiti della nuova anomala maggioranza pagheranno il fio per aver svenduto la volontà popolare, ma non vi è dubbio che i sinistri sarebbero stati ben più felici se i pm di Milano avessero incassato, anziché l’estraneità di Berlusconi alla vicenda, una ribadita colpevolezza.

Vedrete, comunque, che i pm faranno il diavolo a quattro per non mollare l’osso succulento che darebbe loro fama e successo, ma ho l’impressione che sbatteranno la testa contro il muro. E sarebbe l’ora.

P.S. Consiglierei Berlusconi di non rinunciare alla prescrizione. Di certi pm che lo odiano non mi fiderei affatto. Del resto, la testimonianza di David Mills è inequivocabile e che dica la verità lo prova quell’accenno all’armatore Attanasio già indicato nel 2004 e non tenuto in conto dai magistrati.

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Altri articoli

“E in aula il professore svela la doppia verità dei partiti” di Fabio Martini. Qui.

“Scoperto il bluff Mills scagiona il Cav: “Non mi ha pagato” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Tra il vecchio e il finto nuovo” di Mario Sechi. Qui.

“Dai Monti alla palude” di Maurizio Belpietro. Qui.


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Bart