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Globalizzazione e neutrini

25 Settembre 2011

Che c’entrano? Vediamolo insieme.
Stamani sul Corriere della Sera, nella pagina culturale, appare un articolo di Angelo Panebianco che, senza che lo nomini, in realtà risponde alle sollecitazioni poste da Piero Sansonetti con quell’attacco perentorio a Napolitano e alla sinistra, specialmente del Pd.

Ovviamente l’articolo non è sbattuto in prima pagina. La prima pagina tocca ad un’altra bordata di quelle che il Corriere ha programmato nel tentativo di liberarsi del Cavaliere. Ciò per dare modo ai poteri forti che si nascondono dietro certa stampa sinistroide di spartirsi la torta di quel che resta di buono nel nostro Paese. Poiché riuscire a travolgere Berlusconi significherà proprio questo: una accolita di unni farà terra bruciata dello Stato, e lo asservirà alle proprie voglie.

La bordata di stamani è affidata alla penna livorosa di Ernesto Galli della Loggia, il quale incita i parlamentari del centrodestra a lasciare il nero Cavaliere. Insinua che essi lo desiderano in cuor loro, ma non hanno il coraggio di agire. Insomma, suona la chiamata per Pisanu e compagni, veri punti deboli e melmosi del centrodestra.

È una bordata che si affianca a quella, sempre di oggi, di Eugenio Scalfari, alla quale siamo ormai stancamente abituati da molto tempo. C’è ormai il detto che quando Scalfari vuole abbattere qualcuno, per sua beffa gli allunga la vita.

Il Corriere ci offre, forse senza saperlo (o forse sì dal momento che ha scelto di relegare nelle pagine 36 e 37 l’intervento di Panebianco), due stili diversi di affrontare i problemi. Ernesto Galli della Loggia ci fa la figura del canino che abbaia per obbedire alle istruzioni ricevute. Angelo Panebianco si esprime, al contrario, con la serietà dello studioso che vuol capire e si sforza di consigliare.

In questo caso, Panebianco difende a tutto campo il liberismo, rispondendo implicitamente a Sansonetti.
Tuttavia mostra anche lui nella parte finale qualche incertezza, soprattutto allorché, affermando che il liberismo va di passo con la libertà, riconosce che conla Cinasi registra una notevole eccezione, visto che il libero mercato praticato dai cinesi cozza con le libertà, che in quello Stato sono mancanti.

È a questo punto che mi sono convinto che anche Panebianco si è trovato in difficoltà, e forse nemmeno lui ha il passepartou per aprire la porta magica dietro la quale si nasconde il nostro futuro.

L’altro giorno abbiamo letto che forse è stato scoperto che le particelle conosciute come neutrini sono in grado di viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce, una eventualità che il grande scienziato Einstein aveva sempre escluso. Sembrerebbe che, se questa nuova teoria verrà confermata, il mondo si dovrà preparare a nuove significative rivoluzioni.

I neutrini mi hanno fatto ricordare che una novità di questo tipo è già avvenuta in economia, e ha il nome di globalizzazione. I suoi rivolgimenti cominciano a divenire visibili ed anche cominciano a divenire visibili le difficoltà che pone al nostro modo abituale di ragionare in economia.

Tanto Sansonetti che Panebianco offrono, dal loro punto di vista, soluzioni divergenti per tentare almeno di aggredire la crisi mondiale che ci attanaglia, ma le ricette di entrambi non riescono a fare i conti con la globalizzazione. Ossia, il fenomeno è in realtà ancora del tutto sconosciuto nella sua integrale potenza. La potenza dei suoi sconvolgimenti non è stata ancora misurata del tutto, né è stato trovato l’anticorpo per arrestarne il corso.

Siamo in presenza, a mio avviso, di un mutamento delle leggi dell’economia paragonabile a quello delle ere geologiche. Allo stesso modo che in quelle lontane circostanze, anche l’attuale mutamento richiederà tempi lunghi, ma durante il suo corso saranno destinate a sparire stratificazioni sociali e politiche che hanno retto le nostre società per tanti secoli. Forse scomparirà perfino il senso della divisione tra Occidente e Oriente che ha imperversato invincibilmente sulla nostra civiltà.

Troppa scienza, troppe invenzioni, troppe scoperte (si pensi a internet) rendono difficoltoso l’arresto di un processo che è riuscito ormai ad affermarsi e ad imporre la propria esistenza.
Cosa fare?
C’è solo un modo di agire: quello di mettersi tutti insieme e ragionarne. Cercando di individuare scelte e soluzioni comuni.
Difficile dire se vinceremo, ma non c’è altra strada.

Nel frattempo, godetevi questa sfuriata di Giuliano Ferrara.

Altri articoli

“Gianfranco senza pudore: torna nella casa di Montecarlo” di Gian Marco Chiocci e Mariateresa Conti. Qui.

“Il mercatino improvvisato” di Francesco Damato. Qui.


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