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Gotor: uguale Rosi Bindi in pantaloni

26 Febbraio 2013

(a sinistra la vignetta di Giannelli)

Sono rimasto esterrefatto nell’ascoltare ieri sera a Porta a Porta gli interventi scoordinati e contraddittori del neo onorevole Miguel Gotor, il quale viene presentato come il consigliere più stretto di Pierluigi Bersani. Dopo averlo ascoltato, ho capito perché Pierluigi Bersani esce un po’ malconcio dalla prova elettorale, sebbene, grazie al porcellum, la coalizione di sinistra si aggiudichi la maggioranza alla camera, e la maggioranza relativa al senato.
Mi ha ricordato, per il livore e l’acredine manifestati contro il centrodestra, e Berlusconi in particolare, Rosi Bindi. La stessa improntitudine, la stessa confusione, lo stesso sprizzare risentimento e rabbia da ogni poro. Il risultato: una specie di farneticazione. Si intravvedeva sul viso di vari giornalisti presenti, su quelli di Polito e di Belpietro, ad esempio, una specie di compassionevole sorriso tollerante come se si trovassero di fronte ad un ragazzino ancora non del tutto consapevole di quale partita importante stia giocando.
Se il nuovo nel Pd è questo, siamo messi male.

Ferruccio de Bortoli non ha esitato a riconoscere, nonostante la vittoria di misura della formazione di sinistra, che i veri mattatori di questa prova elettorale sono stati Grillo e Berlusconi: il primo perché il M5Stelle è diventato sorprendentemente il primo partito nazionale, il secondo perché si è reso protagonista di una rimonta che ha dell’incredibile, e anch’essa assolutamente inattesa in quelle dimensioni.

Com’era prevedibile, il risultato elettorale ha dato la misura della crisi dei partiti tradizionali. Con il M5Stelle, la protesta dei cittadini ha ora una rappresentanza nuova e consistente, e i suoi giovani eletti saranno chiamati a dare prova di quella forte determinazione al cambiamento dichiarata nel corso di tutta la campagna elettorale.

Gotor, spremendo la sua raffinata intelligenza politica, ha dichiarato che il Pd cercherà un’alleanza con i grillini. Sarà interessante vedere quanto tale lungimirante spregiudicatezza troverà riscontro nel nuovo interlocutore, il quale si è presentato agli elettori promettendo di fare piazza pulita di tutto il vecchiume presente in parlamento.

Con quali arti il mago Gotor intenderà suggestionare il M5Stelle sarà un motivo in più per rendere interessante la legislatura che sta per aprirsi, e varrà la pena assistere ad un corteggiamento che non solo apparirà ridicolo, ma vedrà Bersani sbattere il naso contro la porta che i grillini gli chiuderanno in faccia.

Rosi Bindi mi è sempre stata antipatica per quel livoroso pregiudizio che l’ha sempre contraddistinta ogni volta che si è trovata di fronte al centrodestra. Ma ho riscontrato in Miguel Gotor una sua perfetta controfigura tra i maschi, addirittura assai più somigliante alla Bindi di Dario Franceschini, che è tutto dire.

Nella biografia di Gotor si legge che questo nuovo genio della sinistra è un professore universitario, il che non fa che peggiorare il giudizio che esprimo su di lui, visto che non è il solo a dimostrare l’incompatibilità tra la cattedra universitaria e la sapienza politica. Mario Monti docet.

Monti è il vero sconfitto da queste elezioni (Mario Sechi, suo rappresentante, ieri a Porta a Porta sembrava elemosinare un’alleanza per un governissimo). Il presidente del consiglio stenta a riconoscerlo, e nella sua dichiarazione davanti alle telecamere ha mostrato ancora una volta la sua scarsa lucidità di analisi, nonché la sua presunzione, non rendendosi conto che i cittadini lo hanno in pratica bastonato a sangue.

Come hanno bastonato i suoi famigerati alleati, Casini e Fini; quest’ultimo addirittura è rimasto fuori dal parlamento pagando presso l’elettorato tanto di destra quanto di sinistra il suo tradimento. Mentre Casini, che vi entrerà per il rotto della cuffia, e con un partito ridotto al lumicino, ha pagato finalmente il suo non essere né carne né pesce.

Si preannuncia per i prossimi giorni un inciucio all’italiana, con gli stessi obiettivi di riforma che la grande coalizione che ha sorretto il governo Monti ha dimostrato di non saper raggiungere, fallendo perfino sulla riforma elettorale.

Perciò ci ritroveremo molto probabilmente a ripetere l’esperienza negativa vissuta con il governo Monti. Magari avremo un altro presidente del consiglio, ma il risultato non cambierà. Saranno mesi passati a raccogliere nebbia di campanile.
Vedremo come i grillini sapranno muoversi in questo spazio di desolazione.


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2 Comments

  1. Commento by Felice Muolo — 26 Febbraio 2013 @ 11:47

    Lupi gli aveva fatto notare che si contraddiceva.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 26 Febbraio 2013 @ 14:46

    Ho sentito e mi ha fatto piacere.

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