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Governicchi e ribaltoni al tramonto

8 Dicembre 2010

Non hanno volto, non hanno identità. Sembra che non tutti i cospiratori coinvolti siano in grado di disegnarne la figura. Degli ectoplasmi? Ectoplasmi invocati per mettere paura, ma assolutamente inesistenti, come i fantasmi dei castelli scozzesi? Leggende? Leggende metropolitane?

Ieri a Ballarò lo scassagoverni Fini (venivano i brividi a sentire parlare in quel modo partigiano e contro il governo una carica istituzionale super partes) ha dichiarato che il Fli non si alleerà mai con il Pd. Ciò significa che intanto il Pd è stato invitato a tenersi fuori dalla festa dei governicchi e dei ribaltoni.

Con chi potrebbe allearsi il Pd per fare il governicchio o il governo del ribaltone? Con Di Pietro? A qualcuno del Pd è già abbastanza indigesto. Ma non basterebbe, comunque. Allora inoltra la richiesta di alleanza a Rutelli, che dal Pd se ne andò, non trovandovi l’humus di suo gusto? Ma se l’Api dicesse di sì, ancora quei voti non basterebbero al Pd e all’Idv per realizzare il progetto. Allora che si fa? Si bussa alla porta dell’Udc? Ma l’Udc ha già avuto le avvisaglie dalla Chiesa. Se la Chiesa lo sconsiglia di allearsi col Fli, figuriamoci se potrà digerire il Pd! Casini potrebbe anche infischiarsene della Chiesa, ma non se ne infischierebbero i suoi elettori.

Dunque il terzo polo è già spappolato e moribondo. Se qualcuno dei tre volesse allearsi con il Pd, lo potrebbe fare da solo, abbandonando gli altri compagni di viaggio. E Montezemolo? Un illuso. Torni alla Ferrari per vincere il prossimo campionato del mondo, visto che non è stato capace di vincere quello che avrebbe saputo vincere anche un novellino della materia.

Pisanu sembra, stando all’articolo di Fabrizio dell’Orefice apparso ieri sul Tempo, che non intenda intraprendere un’avventura troppo rischiosa per il Paese. Si legge:

“Che cosa è successo nello strano trio Gianfry-Pierferdy-Beppe? Il presidente del ­la commissione Antimafia continua ad avere contatti costanti con il presidente della Camera e il suo prede ­cessore e ha spiegato loro come non li possa seguire sulla linea della crociata contro il Cavaliere. E stavol ­ta non è tattica magari per tenersi pronto come riserva della Repubblica: d’altro canto è chiaro che se Napo ­litano decidesse di dare un nuovo incarico ad un uomo che non sia Berlusconi, que ­sti certamente apparterreb ­be al Pdl (Tremonti e Alfa ­no già si sono chiamati fuo ­ri). No, questa volta la scel ­ta è più profonda. È strategi ­ca, ed è di fatto un abbandono ai leader di Udc e Fli.

Adolfo Urso, coordinatore dei futuri ­sti, ieri in Sardegna, ha provato a ricucire rilancian ­do Pisanu tra i possi ­bili pre ­mier, assie ­me a Let ­ta, Alfano, M a r o n i. Un tentati ­vo forse tardivo, l’ex capo della segre ­teria politi ­ca di Zaccagnini ap ­pare sempre più nei ranghi berlusconiani.”

Dunque, sempre di più si evidenzia quale sia la soluzione migliore per il Paese: o una maggioranza ampia e solida a favore dell’attuale governo; oppure un ricorso rapido alle urne per dare la parola agli elettori. Solo così si potrà scongiurare che la speculazione finanziaria si indirizzi contro di noi.

Tertium non datur.

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4 Comments

  1. Commento by Felice Muolo — 8 Dicembre 2010 @ 18:10

    Bart, pare  che finisca a tarallucci e vino. Promette comunque litigate per altri due anni.

  2. Commento by Mario Di Monaco — 8 Dicembre 2010 @ 18:14

    Aldilà dei tatticismi, l’ asprezza del dibattito politico di questi giorni dimostra l’importanza della posta in palio.

    Ridotta all’osso, la materia del contendere riguarda due aspetti fondamentali della nostra democrazia: il principio della sovranità popolare e la governabilità del paese.

    Da un lato, vi è uno schieramento che preme per un coinvolgimento più diretto dei cittadini nelle scelte dei programmi e della guida del governo, con un esecutivo più autorevole e responsabile e meno soggetto al cambiamento di umore o di casacca di qualche sparuto gruppo di parlamentari.

    Dall’altro, vi sono coloro che vorrebbero ripristinare il regime della prima repubblica, in cui al cittadino era consentito solo di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, lasciando poi alle manovre di palazzo e alle pratiche consociative il potere di decidere sulle  scelte di governo.

    La voglia di ritornare al passato da parte del vecchiume della politica nostrana è forte e comprensibile. Il sistema consociativo garantisce longevità alla carriera del parlamentare perché la responsabilità del malgoverno è sempre di tutti e quindi di nessuno.

  3. Commento by sergio — 8 Dicembre 2010 @ 23:27

    D’accordo su tutto ma sulla Ferrari non esageriamo! E’ il marchio italiano più famoso al mondo, probabilmente il marchio più noto al mondo superando per notorietà anche Microsoft, Apple e IBM. Automobilistamente ha vinto più di tutti e la gestione Montezemolo ha riportato lustri ad un periodo buio che durava da anni. Tra l’altro Montezemolo ha ripescato la Maserati da un sicuro fallimento e l’ha riportata ai livelli di massimo prestigio. Il modello Quattroporte è ancora la berlina granturismo ad elevate prestazioni più venduta al mondo nonostante sia un modello che uscita molti anni fa.

    Insomma, se vuole rendersi credibile non tocchi la Ferrari e quello che Montezemolo è riuscito a fare perchè allora è difficile credere a tutto l’articolo.

    Comunque per il resto ha ragione.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 9 Dicembre 2010 @ 09:04

    Mio genero è un appassionato ferrarista. Per fortuna non legge i miei articoli…

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart