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Guai se Feltri e Belpietro daranno tregua a Fini

28 Agosto 2010

L’uomo inaffidabile è stato preso, sembra, con le mani nella marmellata. Il caso Fini non nasce da un’azione della magistratura, ma da un’inchiesta giornalistica, del tipo di quelle che travolsero, ad esempio, Nixon, Profumo, Clinton, e così di questo passo. Inchieste giornalistiche e non articoli su veline passate da magistrati interessati.

Qui sta anche la differenza, per esempio, tra il caso Fini e il nascente caso Schifani, causato dalle rivelazioni del pentito Spatuzza. A questo proposito, bisognerebbe chiedere a Peter Gomez del Fatto Quotidiano che scriva anche per il caso Fini ciò che scrive per il caso Schifani, altrimenti è doppiopesismo giornalistico:

“A questo punto però, dopo tutti questi lunghi mesi di silenzio, l’opinione pubblica ha bisogno non di velocità. ma indagini accurate e di verità. Perché Schifani è la seconda carica dello Stato. E qui in gioco non c’è più il suo onore, ma quello del Paese.”

Gli domanderei anche perché il Fatto Quotidiano non si interessi più del caso Fini, terza carica dello Stato. Mi piacerebbe conoscere la sua risposta.

Torniamo alle inchieste su Fini. Quando cominciano, queste inchieste non si devono arrestare, devono concludersi: o con la prova che il soggetto è innocente o con l’altra: che è colpevole.
Interrompere a metà significherebbe prendere in giro i lettori, e più ancora gli elettori, ai quali si lascerebbero dubbi sulla integrità morale del politico oggetto dell’inchiesta.

Leggo che si vorrebbe tentare di far interrompere al Giornale, a Libero e a Panorama (ma anche al Tempo) l’inchiesta su Fini.

Sarebbe un errore. Non solo per le ragioni suesposte, ma anche perché ormai sappiamo che Fini è diventato un personaggio poco affidabile e, molto probabilmente, strumento, consapevole o meno, di una famiglia che presenta, sempre secondo le inchieste in corso, molti lati oscuri. Non è improbabile che la personalità forte di Elisabetta Tulliani abbia su di lui una influenza che ne riduce la autonomia, anche come presidente della Camera. Ciò spiega, a mio avviso, perché sia entrata nell’inchiesta pure la famiglia Tulliani, compresa Elisabetta. Lo dico a chi finge di stupirsi. È a Elisabetta che si fanno risalire le giravolte di Fini. Che, del resto, sarebbe inserito, come anche si è letto, perfino nello stato di famiglia dei Tulliani. Faccenda quanto meno curiosa.

Queste cose le ho già scritte, e segnalate anche con una lettera aperta al presidente Napolitano, il quale ormai, con il suo assordante silenzio, sembra aver deciso di coprire le magagne del presidente della Camera. Se così fosse, egli si macchierebbe di una colpa gravissima, di cui – se Fini risultasse colpevole – dovrebbe rendere conto agli italiani.

Coprire Fini significherebbe dare il via ad una figura irregolare di capo dello Stato, il quale risulterebbe solo formalmente garante delle Istituzioni, e nella sostanza acquiescente ad ogni comportamento degenerativo.

Feltri e Belpietro, dunque, non devono fermarsi. Fini non merita di essere salvato. Ha tradito i suoi elettori, ha tradito il partito che ha coofondato, e ha tradito la carica istituzionale che gli è stata affidata sul presupposto della sua onorabilità.

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“La cricca nell’ufficio di Fini” di Franco Bechis. Qui.

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“Granata fa l’antimafia a giorni alterni”. Qui.

“Aspetto soldi da Bocchino da 14 anni” di Francesco Kramer. Qui.

“Il porcellum non si può toccare. L’espulsione di Gianfranco va avanti” intervista a La Russa di Francesco Bei. Qui. Da cui estraggo, con riferimento alla casa di Montecarlo:

«All’epoca io ero il coordinatore di An. La Morte e Pontone avrebbero dovuto chiedermi di rinnovare il mandato a vendere la casa, un mandato che era scaduto nel 2005. E io glielo avrei sicuramente rinnovato. Adesso invece mi viene qualche sospetto sul perché non me l’abbiano chiesto ».


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8 Comments

  1. Commento by Mario Di Monaco — 28 Agosto 2010 @ 13:21

    La sfortuna di Fini è quella di essersi imbattuto in due abili inquisitori come Feltri e Belpietro i quali stanno giocando con lui come il gatto fa con il topo.  

    Secondo me, i due smaliziati giornalisti hanno deciso di condurre l’inchiesta attraverso una pratica di logoramento consistente nel pubblicare solo una parte delle informazioni in loro possesso riservandosi poi di svelare gli ulteriori elementi allorquando l’accusato proverà a contrapporre una propria tesi difensiva.

    Si può capire pertanto la cautela di Fini, suggerita probabilmente anche dal suo consulente legale, nel voler rilasciare nuove dichiarazioni, ben sapendo che se non fossero supportate da prove assolutorie certe e convincenti,  potrebbero essere smentite da nuove rivelazioni dei due giornalisti, con la conseguenza di costringerlo all’inevitabile passo delle dimissioni dalla Presidenza della Camera.

    Il suo prolungato silenzio, tuttavia, induce a pensare sempre più all’ipotesi di un suo   coinvolgimento in un affare dai risvolti poco chiari.

    Una via di uscita potrebbe essere quella di trattare direttamente una tregua con i due giornalisti, gli unici intenzionati seriamente ad andare fino in fondo alla vicenda.      
    Un eventuale tentativo di intercedere presso Berlusconi, sarebbe destinato ad un sicuro fallimento conoscendo la fermezza più volte dimostrata dai due accaniti accusatori nel  difendere la loro autonomia professionale.

  2. Commento by Ambra biagioni — 28 Agosto 2010 @ 18:03

    Il silenzio arrogante di ini ha, secondo me, una sola spiegazione: l’uomo è strumento cosciente e consenziente di un disegno eversivo, nel quale si è trovato invischiato per supeficialità o sfrenata ambizione.
    Di certo non   parte da lui che, secondo precise testimonianze, ha il coraggio di un coniglio, ma , proprio come tale, è  finito in gabbia.

  3. Commento by ilaria — 28 Agosto 2010 @ 19:24

    e perche’ non indagare anche sui profitti del premier che tanto onesti non sono?

    non sono una simpatizzante di fine…tanto meno di berlusconi e non sono comunista!

  4. Commento by Mario Di Monaco — 28 Agosto 2010 @ 19:38

    @ ilaria
    Lei crede veramente che finora non ci sia stato nessuno che abbia  indagato sui profitti del Premier?

  5. Commento by Ambra Biagioni — 28 Agosto 2010 @ 19:43

    Forse, Mario, la Signora non ha sentito parlare della mriade di incursioni della Guardia di Finanza nelle aziente di Berlusconi.Forse per lei Feltri e Belpietro sono mlto più importanti della G.d.F….

  6. Commento by Ambra biagioni — 29 Agosto 2010 @ 11:48

    Da Libero di oggi

  7. Commento by Ambra biagioni — 30 Agosto 2010 @ 19:51

    Ho postato qui, sul Legno, i due link su Fini, guarda se lì riesci ad aprirli.

  8. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 30 Agosto 2010 @ 23:44

    Non riesco ad aprirli nemmeno lì. Non riesco a capire da cosa possa dipendere. Grazie comunque.

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