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Ho partecipato alle primarie PD e ho votato Renzi

25 Novembre 2012

L’ho fatto di primo mattino, intorno alle 9,30. Ieri avevo provveduto, via internet, alla registrazione, così che stamattina è stato tutto più agevole.
Al seggio ho sentito il dovere di esprimere la mia ammirazione per una organizzazione ineccepibile. Il personale, molto gentile e disponibile, era in numero tale da consentire lo scorrimento degli elettori, nessuno dei quali ha trovato un solo motivo per spazientirsi. Queste primarie, aperte a tutti, rappresentano indubbiamente un punto di merito di una democrazia avanzata, non schiava delle vacue ideologie ma con i piedi per terra, al servizio completo della volontà dei cittadini.

Come elettore del centrodestra e di Silvio Berlusconi in particolare, ho potuto trovare in questa vera e propria lezione di democrazia una consolazione di cui avevo bisogno dopo le delusioni che mi ha procurato Silvio Berlusconi.
Perché ho votato Renzi? Scalfari scrive qui, facendo un po’ di pubblicità al suo candidato, che voterà Pierluigi Bersani. “E non credo di sbagliare”, aggiunge. Ed è proprio qui che sbaglia, avallando una scelta che ripropone il vecchio armamentario post comunista, caratterizzato soprattutto dall’ambiguità e dalla menzogna. Come Berlusconi, anche Bersani ha già fatto la sua bella esperienza governativa. Sia pure nelle vesti di ministro non ha mai brillato di luce propria e non ha lasciato alcun segno positivo tale da farlo rimpiangere. Figura grigia, più burocrate che creativo. Scarsamente lungimirante, portato alla conservazione più che al rinnovamento. Dire Bersani è un po’ come dire D’Alema, colui cioè che, apparentemente ritiratosi dalla scena, avrà proprio in Bersani la sua lunga mano.
Se vincerà Bersani e sarà lui il candidato del centrosinistra alle politiche, non ci sarà da sperare un granché. Se non proprio tutto, sicuramente una gran parte resterà come prima.

Matteo Renzi invece è la novità più interessante del momento politico attuale. La sua ostinazione al rinnovamento è riuscita a superare molti ostacoli e la sua figura di ragazzino ne è uscita trasformata in un combattente coriaceo. Pur sapendo di avere scarse possibilità di battere il potente segretario del Pd, ha accettato la sfida portando sulle scena politica quella ventata di rinascimento di cui si sentiva il bisogno.
Se sarà lui il candidato e dovesse vincere le elezioni politiche, governerà, così ha promesso, con personalità di grande competenza e sensibilità sociale. Gli credo, ed anzi, se davvero si realizzasse il suo sogno di battere Bersani (cosa quasi impossibile), è molto probabile che alle politiche io mi ritroverò tra i suoi elettori.

Berlusconi mi ha così profondamente deluso che non mi riesce più credere ad una qualunque delle sue promesse. L’uomo si è dimostrato troppo debole per riformare il nostro Stato.
Renzi ha mostrato una caparbietà ed una resistenza maggiori. Ricevere dentro il Pd un’attenzione quale lui, combattendo, è riuscito a conquistarsi rivela qualità interiori che non si sarebbero immaginate se ci si fosse limitati alle impressioni date dalla sua figura di bel ragazzo, dal volto dolce e sorridente.

Stasera sapremo come si sarà risolta la sfida, e se al primo turno o se sarà necessario il ballottaggio.
Comunque sono convinto di aver fatto bene ad incoraggiare e rendere un po’ più forte   all’interno del Pd un giovane in grado di portare dentro quel partito dalla pelle grinzosa e avvizzita, una ventata di rinnovamento e di maggiore e più forte credibilità.


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Bart