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I governissimi

18 Maggio 2010

I governissimi non hanno mai portato niente di buono all’Italia. Figuriamoci oggi in cui, invece di cento teste a pilotare il momento difficile, ce ne vorrebbero due o tre, e forse anche di meno.

Troppe teste fanno un guazzabuglio. Ci pensate a mettere insieme Bersani e Berlusconi, o Tremonti e Visco? Uno immagina: Ci si mette d’accordo su certe linee e poi tutto sarà facile. Ma a chi la racconti? Quando arriverà il momento di agire, cioè di fare decreti e leggi, si azzopperà l’asino. Emergeranno le visioni diverse della società, e non si concluderà un bel nulla.

No, la crisi la deve governare chi è stato scelto dalla maggioranza degli italiani. A lui le responsabilità di uscire dalle sabbie mobili. In Grecia, in Spagna, in Portogallo, in Irlanda, o in Francia e Germania, mica stanno pensando ad un governo di salute pubblica o di emergenza o di unità nazionale? Chi ha in mano le redini del governo è chiamato a far vedere quanto vale. Una prova maiuscola.

Caso mai sta alla responsabilità dell’opposizione rendersi conto e prendere coscienza che una collaborazione responsabile è necessaria. Come in tempo di guerra. L’opposizione ne guadagnerà più che a mettersi a litigare e a fare le pulci. Gli italiani sanno riconoscere chi si impegna per aiutare il Paese a superare la tremenda crisi e chi invece vuol mandarlo allo sfascio.

Mi dispiace che, come sempre succede nel nostro Paese, comincino a farsi strada le voci sulla necessità di costituire un governissimo. Lo auspica anche Giampaolo Pansa su Libero nel suo articolo: “Verrà un governo di unità nazionale”. Mi domando che razza di democrazia sia la nostra, quando per il puro piacere di occupare uno scranno più alto, magari di sedersi su una poltrona di ministro o addirittura di presidente del Consiglio si rimuginano pastrocchi che invece di curare la malattia, l’aggravano.

E mi domando che politicanti abbiamo mandato in parlamento. Potessi entrare nella testa di alcuni di essi, Fini in primis, vorrei dare un po’ di olio a quelle rotelline arrugginite, che ogni tanto smemorizzano e combinano guai.

Guardate quello che sta combinando il presidente della Camera, ormai completamente in balia dei venti, e capo popolo: “Prove di terzo polo. Fini ospite di lusso alla festa di Rutelli” si legge su La Stampa.

Ma prima di concludere, lasciatemi segnalare il bel gesto (il buono non guasta mai) compiuto dal ministro Carfagna nei confronti del mondo gay.

Un ministro della Repubblica ha chiesto scusa ad un movimento di cui non conosceva niente e per il quale nutriva personali pregiudizi.
Si è accorta di avere sbagliato nelle proprie considerazioni dopo che lo ha conosciuto meglio e, con sorpresa ed anche commozione degli interessati, ha chiesto scusa.
Non capita spesso.

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“Homo ridens” di Edoardo Sanguineti. Qui.


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4 Comments

  1. Commento by Mario Di Monaco — 18 Maggio 2010 @ 19:18

    Fare affidamento sull’apporto dell’ammucchiata dei partiti dell’opposizione è una pura utopia. Già si accapigliano fra loro pur non stando al governo. Immagina cosa potrebbe accadere se dovessero anche concretamente impegnarsi a risolvere i problemi del paese.

    Per quanto riguarda Fini, non credo ad un suo possibile immediato recupero.

    In questo momento è piuttosto depresso  e va capito. La smania di vincere la corsa alla successione di Berlusconi gli ha giocato un brutto tiro. Si è mosso dai blocchi di partenza prima dello sparo dello starter ed è stato squalificato.

    Speravo in un possibile   appoggio almeno da parte del mondo industriale, ed il posto vacante del dicastero dello sviluppo economico   poteva essere la giusta occasione per proporre al premier un loro valido esponente.

    Berlusconi ha provato ad offrire l’incarico a qualche importante imprenditore, ma nessuno si è reso disponibile  ad assumersi una tale responsabilità.
    E pensare che sono soprattutto loro che non perdono occasione per richiamare l’esecutivo ad un maggior impegno.

  2. Pingback by I governissimi- Rivistaeuropea — 19 Maggio 2010 @ 01:01

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  3. Commento by Francesco — 19 Maggio 2010 @ 08:53

    La commozione?

    Ma siamo ancora capaci di guardare negli occhi le persone?
    Parliamo di gente che vive da anni con champagne e coca(cola), incapaci di muovere la minima azione politica degna di questo nome.

    La Lega può solo “vincere” nella sua ingenua semplice equazione: paura uguale voti.
    Quando la paura sarà arrivata alle stelle, voglio vedere il “trota” che fine farà…e così pure il Sig.B con tutti le sue visioni ottimistiche.

    L’Italia ha bisogno di qualcosa in più di fitcion, la Maria De Filippi ed il  Festival di Sanremo. Questo paese ha bisogno di  riconquistare  l’onestà, la capacità di guardare negli occhi il prossimo senza mentire, senza intrallazzare con la “cricca” di destra o di sinistra. Questa azioni sono ormai troppo coraggiose per  uomini  e donne che da anni sono servi della corruzione e del malcostume.

    Ho 32 anni, lavoro da 10 anni, prima come  impiegato e poi come libero professionista. Vivo nel mondo, non sui giornali o protetto da “cricche”, la vedo molto dura…finchè la classe dirigente non smette di “commuoversi” per farsi auto-promozione!

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 19 Maggio 2010 @ 10:07

    “e, con sorpresa ed anche commozione degli interessati, ha chiesto scusa.
    Non capita spesso.”

    La commozione, Francesco, è stata da parte di chi ha ascoltato le scuse della Carfagna.
    Non capita spesso infatti che un ministro si scusi.
    Sul marcio in Italia sono d’accordo, ma Berlusconi ci si è trovato dentro. Credo che ora abbia un compito in più, quello di far pulizia. Vedremo, perché non si tratta di un’operazione facile. Questo tipo di corruzione individualistica è stata sempre presente sotto tutti i governi. Anemone e Balducci lavoravano anche sotto i governi di centrosinistra.
    Che nessuno se ne sia mai accorto? Non ci credo.

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