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I lecchini di Fini e Napolitano

18 Agosto 2010

Ieri a Praga sono riuscito a trovare soltanto due quotidiani: il Corriere della Sera e la Repubblica. La lettura che ne ho fatto e’ quantomeno da voltastomaco. Io mi domando come si possa essere lecchini fino a questo punto. Se continueranno cosi’, a certi opinionisti si consumera’ la lingua. Capisco che devono guadagnarsi la pagnotta, ed allora e’ sempre meglio schierarsi con Fini e Napolitano, che rappresentano due terzi delle tre cariche istituzionali super partes. Due e’ sempre meglio di uno.

Il libero pensiero va a farsi fottere. Svenduto. Per fortuna, chi vi scrive non ha bisogno di guadagnarsi la pagnotta e ha il privilegio di non doversi vendere a nessuno e puo’ quindi mantenersi fedele alle proprie convinzioni. Che oggi sono le seguenti:

1 – Berlusconi, checche’ ne dicano i lecchini e gli azzeccagarbugli, e’ stato eletto dal popolo, sulla base di una legge elettorale che ha innovato sul punto, anche se essa non e’ ancora di rango costituzionale. Non si capisce perche’ Napolitano si senta in dovere di convocare ed affidare l’incarico al leader della maggioranza che ha vinto le elezioni, e poi, in caso di crisi di governo, si senta nel diritto-dovere di mandare questo leader e questa maggioranza all’opposizione. E’ un comportamento illogico e da schizofrenici. La Costituzione formale fa a cazzotti con quella materiale, ed e’ di tutta evidenza che tanto i partiti che gli elettori hanno scelto quest’ultima. Anche se oggi, per interessi di parte, qualche partito vuol far risorgere sul punto la Costituzione formale.

2 – Tanto Fini quanto Napolitano hanno bellamente violato piu’ di una volta il loro ruolo istituzionale super partes. Napolitano si arrabbia se qualcuno glielo ricorda. Non deve arrabbiarsi, ma prendere atto che cosi’ non la pensa solo Bianconi, ma tutti gli elettori del centrodestra, salvo quei pochi che hanno deciso di accompagnare il viaggio drammatico di Fini. Che Napolitano la faccia spesso fuori dal vaso, la penso anch’io, e non ci vuole il cervello di un Einstein per accorgersene. Napolitano crede di dare lui la rotta alla maggioranza, decidendo questo si’ e questo no, e cio’ non gli e’ consentito. Se non se ne e’ accorto, di queste frequenti esondazioni, allora significa che e’ distratto o male consigliato. Non e’ super partes, e non lo e’ da un pezzo. Se ne capaciti. Spero che il grande picconatore, che ieri se n’e’ andato, facendoci un po’ orfani, nelle quattro lettere che ha lasciato alle quattro piu’ alte cariche dello Stato, qualche sassolino nella scarpa se lo sia tolto, magari anche nei confronti di Napolitano che non ebbe scrupoli a pretendere l’impeachment di Cossiga, come non lo ebbe il Pci, il suo partito, anni prima, nei confronti dell’innocentissimo galantuomo, Giovanni Leone. Oggi nessuno, nei suoi confronti, ha mai pensato di richiederlo a suo carico, e dovrebbe essere grato ai partiti della maggioranza, che non si comportano con lui allo stesso modo che il Pci si comporto’ con i due presidenti.
Fini va a braccetto con Napolitano. Anzi cerca di sopravvanzarlo per la conquista di una ipotetica maglia rosa. Fa il capopartito, mostra il suo odio nei confronti del leader della maggioranza, decide come i suoi finiani debbano votare in Parlamento, fra poco fondera’ un partito per ostacolare il governo Berlusconi, e i lecchini sostengono che non e’ super partes. Per la marianna, come si puo’ essere lecchini fino a questo punto! Che Fini non e’ super partes lo capiscono anche i bambini. E dunque Fini dovrebbe, per una questione almeno morale, dimettersi. Anche perche’ non ha piu’ la fiducia della maggioranza che lo ha eletto, e comunque non ha la fiducia di una larga parte del Parlamento. Insistere a rimanere attaccato alla scranna e’ tale una enormita’ da muovere a compassione. Fini e Napolitano, l’ho gia’ scritto, per testimonianze apparse in questi mesi sulla stampa, non sono mai stati dei cuor di leone. Pavidi, indecisi, e mal consigliati. Poco adatti, senza offese per loro, all’importanza della carica che ricoprono. Altra tempra Francesco Cossiga! Fini del resto lo confesso’ a Folgorino, che lo scopri’ rincattuciato e tremante. A lui Fini disse che il coraggio non lo aveva e non era come gli altri. Il coraggio pare allora venirgli solo nell’occasione di mantenere la carica che gli da’ prestigio e denaro. Come Napolitano anche Fini non e’ super partes, lo scrivano i lecchini!

Sarebbe compito dell’opposizione segnalare queste violazioni, ma l’opposizione e’ abituata a chiedere l’impeachment di Leone e di Cossiga, ma chiude gli occhi di fronte alle violazioni macroscopiche della prima e della terza carica dello Stato, la cui intesa e’ ormai uscita in questi giorni, con la clamorosa intervista all’Unita’, allo scoperto.

Il punto che dimostra inequivocabilmente questa intesa, quasi sicuramente volta a danneggiare il governo Berlusconi, e’ la difesa che Napolitano ha fatto di Fini sullo scandalo di Montecarlo e sulle raccomandazioni in Rai.

Napolitano sta difendendo la terza carica dello Stato senza che nemmeno, a quanto pare, si sia presa la briga di raccogliere sullo scandalo la verita’ dell’interessato. Si deve pensare che non l’abbia raccolta, poiche’ se lo avesse fatto, avrebbe dovuto dire al Paese che cosa ha saputo da Fini. Si tratta di sospetti gravi sulla terza carica dello Stato, e Napolitano sembra invece difenderlo ad occhi chiusi.

Quando, ad un testimone che lo accusa di averlo visto a novembre 2009 nel negozio romano per acquistare una Scavolini da inviare a Montecarlo, e Fini si limita a rispondere che a novembre non e’ mai andato in quel negozio, si rende conto Napolitano, o devono dirglielo i cittadini, che questa e’ una risposta del cavolo? Puo’ anche essere che il testimone si sbagli sul mese, ma la domanda a cui deve rispondere non e’ affatto quella, bensi’ un’altra. Ossia: Ha mentito quando ha detto agli italiani di aver appreso che il cognato abitava nella casa di Montecarlo grazie all’inchiesta del Giornale, al punto che ne e’ rimasto sorpreso? Tutte le testimonianze finora raccolte sono contro di lui. I testimoni dicono che lui ne era a conoscenza. Dunque, risponda direttamente alla domanda, e non svicoli.

Napolitano si e’ posta la grave questione se la terza carica dello Stato abbia mentito agli italiani? Non gli interessa appurarlo? Se Fini verra’ sbugiardato, questo si’ che potrebbe essere un caso di impeachment! Coprire – se fosse dimostrato che e’ una copertura – un eventuale mentitore istituzionale, non e’ cosa da nulla. L’impeachment a Clinton fu avviato per questo motivo. E nel caso di Napolitano, il riconoscimento eventuale delle colpe di Fini, vi trascinerebbe anche le sue, proprio perche’, disinteressandosi di conoscere la verita’, lo avrebbe sostanzialmente coperto. Dunque, l’effetto Clinton colpirebbe entrambi. Non so se Napolitano abbia pensato ad una conseguenza di questo tipo. Gli consiglierei, come sto facendo da giorni, di farsi consegnare da Fini la verita’ e di comunicarla agli italiani. Gli italiani dubitano ormai delle dichiarazioni di Fini a fronte di documenti e testimonianze che li inducono a pensare che stia mentendo. Assicuri dunque Napolitano gli italiani. Fa parte dei suoi doveri. Garantire l’onesta’ della terza carica dello Stato e’ compito suo. Non si puo’ tirare indietro.

Mi perdonera’ Napolitano se parlo con schiettezza. Non mi piace rimanere nel dubbio se Fini sia o non sia un intrallazzone che approfitta della sua carica mentre fa lezioni di moralita’ a tutto il mondo. Neppure mi piace pensare che Napolitano lo stia coprendo.

Chiedere che siano anche i lecchini a porsi queste domande e a porle ai due interessati, Fini e Napolitano, e’ chiedere troppo.
Dunque lo faccio io.


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3 Comments

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » I lecchini di Fini e Napolitano — 18 Agosto 2010 @ 05:50

    […] Link fonte: Bartolomeo Di Monaco » I lecchini di Fini e Napolitano […]

  2. Commento by gianniguelfi — 18 Agosto 2010 @ 13:25

    Voi berlusconiani non solo non conoscete la costituzione formale, l’ unica esistente e quindi l’ unica valida, ma nemmeno la legge porcata fatta dai vostri beniamini. Ecco cosa prevede l’ Art.2 comma 3 del porcellum

    Contestualmente al deposito del contrassegno di cui all’articolo 14, i partiti o i gruppi politici organizzati che si candidano a governare depositano il programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come capo della forza politica. I partiti o i gruppi politici organizzati tra loro collegati in coalizione che si candidano a governare depositano un unico programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come unico capo della coalizione. Restano ferme le prerogative spettanti al Presidente della Repubblica previste dall’articolo 92, secondo comma, della Costituzione.

    Letto bene, Di Monaco? Non solo non si parla di candidati premier ma di capo della coalizione o della forza politica, ma si riaffermano le prerogative del PdR. Quindi, contrariamente a quanto da lei sostenuto, Napolitano ha il DOVERE di nominare il PdC.

    Non se n’ abbia   a male ma al pari di ogni berlusconiano medio, lei in fatto di funzionamento delle istituzioni è troppo disinformato per i miei gusti signor Di Monaco (è questa una della ragioni per cui vota Berlusconi). Quindi non le risponderò più perché per me è solo una perdita di tempo. Auguri

     

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 18 Agosto 2010 @ 19:06

    Guelfi, lei vive sulla luna. Pare non conoscere la disputa dei costituzionalisti (se n’e’ occupato anche il Corsera ieri o ieri l’altro). Se la ripassi.

    Oggi anche qui.

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