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LETTERATURA: I MAESTRI: Alberto Bevilacqua parla della sua Califfa cinematografica

5 Luglio 2008

 

[da: “Il Dramma”, n. 2, novembre 1968]

D. Erano anni che si parlava della Califfa in film fatto da altri registi. Finalmente lo stai facendo da te. Puoi dirne qualcosa?

R. Inizierò le riprese della Califfa nel mese di gennaio. La seconda metà del film ha bi ­sogno della neve e di certe nebbie come si formano ad un certo punto dell’inverno nella pianura padana; la prima metà – al contra ­rio – ha bisogno della primavera (quella luce straordinaria, vergine, delle albe e dei crepuscoli, che andrò a ritrovare per esempio a Sabbioneta).

D.     Girerai   tutto   il   film   a   Sabbioneta?

R. Non girerò in una sola città, ma in luoghi diversi. Ho citato Sabbioneta. Potrei ag ­giungere Varese – la periferia operaia -, Mantova – le zone del vecchio ghetto, i bor ­ghi, le ville -, la campagna parmense (ma sarà a Parma anche il dominio industriale del protagonista). In poche parole, quella della Califfa deve risultare una città riassun ­tiva di alcuni aspetti fondamentali della pro ­vincia del nord; costruita idealmente con blocchi presi qua e là. Ciò rientra nell’im ­pianto interpretativo del film che, lungo la storia di due personaggi, tenta di catturare un più vasto clima psicologico, morale e po ­litico (c’è la folla sempre presente, che ora divide e ora accerchia le vite individuali di Doberdò e della Califfa, ne condiziona la confessione autobiografica, creando di volta in volta una casistica sociale. La folla dun ­que, quasi con la funzione di un coro monodico, accompagna ai fatti dell’invenzione i fatti della realtà che viviamo giorno per giorno).

D. Quali difficoltà hai dovuto superare dalla stesura narrativa alla stesura cine ­matografica?

R. La Califfa, scritto otto anni fa, si am ­bienta cinematograficamente ai giorni nostri. Non è stata una trasposizione difficile. Gli avvenimenti politici che allora, tra il mag ­gio e il luglio del ’60, portarono alla caduta del governo Tambroni (nel romanzo occupano tutta la prima parte), trovano molti riscontri negli avvenimenti di oggi. Anche oggi, con una grande animazione rivoluzio ­naria, si chiede la modificazione di strutture molte delle quali risalgono al fascismo e al ­l’Italia pre-aventiniana. E così mi pare che di nuovo alcuni protagonisti del « grande ca ­pitale » italiano stiano vivendo – nello stesso modo di Doberdò – il processo politico, lo scontro delle gerarchie ecclesiastiche decen ­trate con la Sede romana, le contraddizioni economiche, certe deformazioni del costume ormai condannate dalla storia. Ma domina su tutto la reazione popolare e, da qui, una specie di rinascita dello spirito della Resi ­stenza.

D. Ma allora, passando dalla forma narrativa alla forma cinematografica, la Califfa si è politicizzata?

 R. Tutto ciò si riferisce – è ovvio – all’atmo ­sfera, dal momento che i primi piani degli attori parleranno nel film come i campi lun ­ghi delle piazze invase dalla folla. Per quanto riguarda più propriamente la storia, invece, essa resta più che mai la storia di una donna; la macchina la segue fino al punto di esserne parte viva, con le sue passioni, la sua « sensualità sprovvista di vizio » che ha richiamato sul romanzo le discussioni posi ­tive de « La Croix » e della stampa cattolica francese, la sua ribellione che è il riflesso di ribellioni più grandi.

D. Hai avuto collaboratori nella sceneggiatura? Ne avrai nella regia?

R. Non ho avuto collaboratori alla sceneggiatura.

D. Dacci una tua definizione della Ca ­liffa cinematografica.

R. Se dovessi mettere una didascalia esem ­plificativa nei titoli di testa, mi rifarei agli interventi di critici quali Antonicelli, Salinari, o lo stesso Simon su « Le Monde », che hanno visto nelle vicende della Califfa e di Doberdò – raccontate con i modi della cantata popolare – le vicende in atto tra classe popolare e classe borghese, con la morte di Doberdò che è la spia di un’im ­possibilità borghese al dialogo.


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1 commento

  1. Pingback by Fontan Blog » LETTERATURA: I MAESTRI: Alberto Bevilacqua parla della sua Califfa … - Il blog degli studenti. — 5 Luglio 2008 @ 18:17

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