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I mercati precipitano

9 Novembre 2011

È il dato delle prime ore di oggi. Il Corriere della Sera cerca una toppa e sostiene che ciò si deve alla preoccupazione dei mercati che il governo Berlusconi andrà avanti ancora per un po’ e che il cambio del premier avrebbe dovuto essere praticamente immediato.
Balle.

Dopo tanti giorni che l’opposizione si è divertita a inondarci dei dati in ascesa del mercato a sfavore dell’Italia e ne attribuiva spavaldamente la colpa alla presenza di Berlusconi alla guida del governo, ecco la controprova che pone Bersani & C. di fronte alla propria ipocrisia e, peggio, alla propria irresponsabilità.

Non era difficile immaginare che la caduta di Berlusconi avrebbe aggravato la situazione. Per una ragione molto semplice. Ossia: i mercati prevedono che il governo che succederà a quello berlusconiano sarà peggiore e non saprà affrontare con appropriate misure di lacrime e sangue la crisi italiana.

Chi ha visto ieri sera Porta a Porta ha potuto farsi un’idea della confusione che circola in giro, massimamente dalla parte dell’opposizione, dove la vittoria di Pirro di ieri ha creato in realtà molto imbarazzo. Ora non si tratterà più di chiedere semplicemente le dimissioni di Berlusconi, bensì di mettersi finalmente ad usare il cervello. E in questo le opposizioni sono una scartina. Chi vuol fare una cosa, chi un’altra, chi vuol andare in una direzione, chi all’opposto, chi vuole governare insieme con questo, e chi vuole governare insieme a quest’altro.

I mercati scontano in anticipo i problemi, fiutano l’aria come segugi.
Hanno già messo in conto che Napolitano, garante degli impegni internazionali, avrà da sudare sette camicie e alla fine non potrà che constatare il fallimento di ogni tentativo di scongiurare le elezioni.

Il tempo che trascorrerà tra il dibattito sulla legge di stabilità e i tentativi di formare governi alternativi, e le ormai date per scontate elezioni anticipate, sarà l’occasione per gli speculatori di abbordare la nave Italia e saccheggiarla.

Dovremo ringraziare chi ha voluto questo scenario, in primis l’intelligente (si fa per dire) Pierluigi Bersani, che presto dovrà grattarsi la testa non sapendo più che pesci prendere e come giustificare il caos in cui sarà precipitata, di qui alle elezioni, l’Italia.

Le colpe dovranno essere divise anche con chi ha osteggiato e ostacolato i tentativi di riforma provati da Berlusconi, primo fra tutti Gianfranco Fini, ma anche il Pierferdy che è raggiante di gioia giacché ha potuto esibire la sua importanza e ed è riuscito ad riesumare   dal buio in cui era stato sepolto, quel Cirino Pomicino maître à penser quando il debito pubblico passò rapidamente dal 67% al 102% rispetto al Pil.
Insomma, il dopo Berlusconi sembra già portarci scalogna nera.

www.i-miei-libri.it

Altri articoli

“Napolitano: «Ore difficili e delicate, decisioni presto ». La Borsa precipita”. Qui.

“Berlusconi: meglio votare a febbraio. «Sulla candidatura decidano gli iscritti »” di Cristina Argento. Qui.

“Casa di Montecarlo, parte il “processo” a Fini” di Gian Marco Chiocci e Patricia Tagliaferri. Qui.


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Bart