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I nastri potrebbero servire a scoprire anche le vere cause della morte di D’Ambrosio

1 Settembre 2012

Ma lo capite o no che questo è un Watergate? Inoltre: i nastri potrebbero servire anche a scoprire le vere cause della morte di D’Ambrosio. La sua famiglia perciò si muova in fretta prima che siano distrutti. Dirò meglio in seguito.

Cominciamo. Ma davvero qualcuno che pretende di orientare l’opinione pubblica (i giornaloni soprattutto) è convinto di turlupinare i cittadini?
Fa invece una miserrima figura e dovrà vergognarsi quando chi sa la verità sentirà finalmente il dovere morale di portare a conoscenza di tutti ciò che si sospetta, e che sospettano anche i paraninfi di Napolitano.

Ma davvero questi paraninfi pensano di darci ad intendere che sono convinti di ciò che ci propinano?
Non ho mai provato tanto disgusto a leggere le ipocrisie maleodoranti che trasudano da certi articoli. Nemmeno al tempo del fascio gli articoli erano stomachevoli e falsi come quelli che compaiono in questi giorni a difesa di Napolitano.

I miei settant’anni mi hanno privato di un po’ di energia, lo confesso, ma la voglia di andare ad incontrare certi signori del giornalismo e prenderli a calci nel sedere è forte. Calci e calci fino a farli ruzzolare nella polvere, fargliela mangiare fino quasi a soffocarli.
Sono quasi tutti dei codardi, fifoni, che si vendono per un pugno di lenticchie.
Il caso Napolitano è lampante, e mi azzardo a dire che chi cerca di difendere il capo dello Stato è debole di comprendonio. Uno che se ha davanti il rosso e gli dici che è nero, lui scrive che è nero.
Infestatori della verità. Pustole della democrazia.
Si provino a contraddire il mio ragionamento.

1 – Loris D’Ambrosio e Nicola Mancino sono intercettati. D’Ambrosio assicura Mancino dell’interessamento del capo dello Stato alla sua vicenda processuale. Interessamento che infatti c’è e assume anche la forma di una lettera di Napolitano con richiesta di un migliore coordinamento tra i processi paralleli di Caltanissetta e di Palermo, come, tra l’altro, Mancino ha chiesto a D’Ambrosio.

2 – Le telefonate finiscono sui giornali e il loro contenuto non è smentito da Napolitano, il quale respinge le dimissioni di D’Ambrosio e gli esprime la sua solidarietà. Di lì a poco D’Ambrosio muore di crepacuore (la mia mente, chi sa perché, ha ricordato un’altra morte, quella di Papa Luciani) ed esce così di scena un testimone molto scomodo. Di che cosa sarà morto D’Ambrosio? Ho già scritto che è morto poiché taluni giornali stavano cercando di dividere Napolitano da D’Ambrosio facendo circolare la voce che l’iniziativa di parlare con Mancino fosse stata presa dal solo D’Ambrosio. Il quale invece si aspettava che Napolitano intervenisse e si assumesse la responsabilità di aver autorizzato (e avallato) quelle telefonate. Ciò che Napolitano non ha fatto. Per questo è morto D’Ambrosio, e non per essere finito sui giornali. Questa è una fesseria. Che è servita però al capo dello Stato per affermarla e incolpare certa stampa di una responsabilità che, a mio avviso, è più sua che di altri. Non è assolutamente (sottolineo: assolutamente) possibile che Napolitano non venisse regolarmente informato da D’Ambrosio di ciò che il suo segretario giuridico e Mancino si dicevano al telefono. Come non è assolutamente (sottolineo: assolutamente) possibile che Napolitano non approvasse e consigliasse l’operato del suo segretario giuridico.
È mia convinzione che quando conosceremo il contenuto delle telefonate tra Napolitano e Mancino, avremo anche la risposta sulle vere cause che hanno provocato la morte per crepacuore di Loris D’Ambrosio.

3 – Volete una ragione perché le telefonate tra Napolitano e Mancino non possono e non devono essere distrutte? Eccola: il loro contenuto, se fosse correlato a quello delle telefonate tra D’Ambrosio e Mancino (come credo), ci svelerebbe la vera causa della morte per crepacuore di D’Ambrosio: non vi sembra un motivo più che sufficiente affinché qualcuno ci dia conto delle vere cause della morte per crepacuore di Loris D’Ambrosio?
Vorrei invitare la famiglia a comunicare tramite un loro legale alla magistratura di Palermo il loro interessamento a conoscere il contenuto delle telefonate tra Napolitano e Mancino in ragione del fatto che è loro desiderio scoprire le vere cause della morte per crepacuore del loro congiunto. A mio avviso, questa iniziativa la dovrebbero prendere per onorare e riscattare proprio lui, D’Ambrosio, ancora oggi considerato dai paraninfi, un magistrato che ha agito di testa sua e non per incarico del presidente Napolitano.

4 – Che D’Ambrosio abbia agito di testa sua e senza l’avallo e i consigli di Napolitano, possono crederlo solo gli imbecilli. Dico questo per difendere anch’io personalmente la memoria di D’Ambrosio e come cittadino di questo Stato esonerarlo da ogni responsabilità, avendo egli agito sicuramente – fedele servitore – per conto e in nome del presidente della Repubblica.

5 – Sulle telefonate tra Napolitano e Mancino è nata una tale matassa di illazioni e di sospetti che la massima carica dello Stato (parlo non della persona, ma della Istituzione) è lambita fortemente dal discredito. Napolitano ha giustificato il suo intervento alla Consulta per assicurare le sue prerogative anche ai suoi successori. Ciò significa che egli agisce per tutelarli in futuro da ogni possibilità di intercettazione, qualunque cosa dicano al telefono e con chiunque parlino.
Sbaglia, e per ben due volte almeno.

a – Perché sarebbe un insulto che in uno Stato repubblicano ci fosse qualcuno al di sopra della legge, punibile solo nei due casi citati dall’art. 90 (alto tradimento e attentato alla Costituzione). Nessuno è Dio in uno Stato repubblicano, e non può diventarlo nemmeno Napolitano, ancorché aiutato in questo sforzo incredibile e assurdo dai suoi cortigiani. Secondo me, qualche giurista con gli attributi potrebbe anche scorgervi in questa presunzione proprio un attentato alla Costituzione repubblicana. Né vale controbattere che ciò è impossibile perché Napolitano si è rivolto proprio alla Corte costituzionale per vedersi attribuite queste nuove impunità.
Ho già scritto che i padri fondatori si rivolterebbero nella tomba se la Consulta accogliesse il ricorso di Napolitano.
Nel momento in cui la Consulta emettesse una tale deflagrante sentenza avremmo in Italia un nuovo Napoleone che rifiuta la corona dal Papa e se la pone sul capo direttamente con le sue mani.
Quello che acquisirebbe Napolitano, grazie alla Consulta, sarebbe, in sostanza, un potere vicino all’assoluto. E ciò non è possibile in una Repubblica come la nostra. Sarebbe un golpe.

b – A causa del tempo che occorrerà alla Consulta per emettere la sentenza, la figura istituzionale che Napolitano rappresenta, nei prossimi giorni e nei prossimi mesi continuerà ad essere bersagliata   dalle illazioni e dai dubbi, a dispetto delle manfrine  e delle piaggerie dei saltimbanchi di corte, e dunque Napolitano, che sostiene di essersi mosso per proteggere la figura istituzionale che rappresenta, in realtà la danneggia sottoponendola ad un crescendo di sospetti che diventerà perfino infamante ove si dovesse scoprire che il contenuto di quelle telefonate è “scottante”. Rifletta dunque Napolitano se non si sia nei fatti avviato su di una strada di perdizione.

6 – Chiedo al lettore se è convinto che il silenzio di Napolitano sia un silenzio che salvaguarda la dignità della sua carica.
Sul Fatto ho letto che il giornalista e scrittore William Doyle ha detto che “Il Presidente negli Usa sputerebbe il rospo in 24 ore”, e non oserebbe rifugiarsi dietro l’executive privilege, perché “il tentativo di invocarlo verrebbe ridicolizzato”. In pratica è ciò che ha fatto Napolitano: rivendicare un proprio executive privilege. E dunque, che opinione se n’è fatta il lettore?:  si meriterebbe pure Napolitano un po’ di ridicolo dal popolo italiano?

7 – Il lettore crede che il silenzio di Napolitano sia davvero dovuto all’esigenza da lui dichiarata di salvaguardare anche per il futuro le prerogative della sua carica? O non crede invece che Napolitano agisca per l’immediata distruzione delle intercettazioni indirette che lo riguardano poiché teme le conseguenze del loro contenuto?
Personalmente propendo per quest’ultima ipotesi. Il motivo? Tutto quanto ho scritto sopra – e specialmente sulle telefonate tra D’Ambrosio e Mancino e sulle resistenze incomprensibili di Napolitano –   mi porta al convincimento che Napolitano tema i riflessi su di lui e sul mondo politico di quanto egli e Mancino si sono detti al telefono.

8 – Consiglio a Napolitano ad autorizzare – sentito anche l’altro interlocutore Mancino – la pubblicazione delle sue telefonate o, in alternativa, a rivelarne pubblicamente il contenuto. Faccia presto, anche se ritengo che la sua integrità sia già compromessa.

Concludo. Napolitano le ha sbagliate tutte. E le ha sbagliate per un istinto assai opinabile che lo ha portato, in questo periodo particolarmente delicato, a credersi una specie di superuomo, una specie di intoccabile perfino in uno Stato democratico.
Una democrazia non può concederglielo, e soprattutto non può perdonarglielo.


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