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Il capitalismo di sinistra

22 Ottobre 2010

Tre giorni fa scrivevo l’articolo “Avviso ai lavoratori”. Pareva che me lo sentissi. Infatti, ieri sera ad Annozero è andato in scena il capitalismo di sinistra.

Ne volete sentire qualcuna? Comincia Roberto Saviano che da Berlino dove teneva uno spettacolo ha parlato del suo prossimo programma su Raitre, “Vieni via con me”, oggetto di un braccio di ferro tra lui e Fabio Fazio da una parte e il direttore generale della Rai Masi dall’altra. Nel corso della trasmissione, Belpietro ha accennato anche all’eccessivo compenso che è stato richiesto dagli invitati per intervenire e Paragone, il conduttore dell’Ultima parola, ha rivelato che Fabio Fazio con i suoi due milioni di euro all’anno è uno dei giornalisti più pagati dalla Rai.

Saviano ha risposto proprio come un perfetto capitalista, esperto di mercato quanto un liberista di New York. È giusto – ha detto – che gli ospiti siano pagati secondo il loro valore, incorrendo, tuttavia, in una sciocchezza quando ha aggiunto che ciò permette allo spettatore di criticarlo. Cosa che non sarebbe del tutto corretta se egli avesse reso la sua prestazione gratuitamente. Un po’ discutibile, questa tesi, se non addirittura campata per aria.

Ma in soccorso è venuta lei, la Concita nazionale, la direttrice (oggi si dice con brutto termine direttora) dell’Unità, la quale ha paragonato gli alti compensi distribuiti dalla Rai ai compensi che si praticano nel calcio. Se uno vale deve essere pagato secondo il mercato. Avete capito bene: la Concita De Gregorio, la direttrice del giornale dei lavoratori, non ha speso una parola per sottolineare che questi compensi stratosferici sono moralmente inaccettabili, e soprattutto lo sono in una società dove la stragrande maggioranza dei cittadini vive in una condizione di sopravvivenza. Ripeto: non una parola. Per la Concita, come per Saviano, queste sono cifre che appartengono alla normalità. Essi esprimono, dunque, quel nuovo capitalismo su cui anche la sinistra si è comodamente adagiata e di cui si nutre golosamente.

E poi di Saviano abbiamo potuto vedere un brano dello spettacolo che sta tenendo a Berlino: un monologo in cui – e ti pareva – parla male dell’Italia e del governo. Fa passare il nostro Paese come una sentina di vizi, di violenza, di gossip, di censura e così via.

Ha fatto pure lui come hanno fatto altri intellettuali alla moda, i quali quando sono all’estero non sanno fare di meglio, per attrarre pubblico e interesse, che infangare il nostro Paese. Parlano di fango, e non si accorgono che sono proprio essi gli spargitori.

Secondo la De Gregorio, poi, un programma della Rai dovrebbe andare in onda a scatola chiusa; ossia, sotto la responsabilità dei suoi autori. Una vera sciocchezza, visto che stiamo parlando di un servizio pubblico destinato ad una vasta e varia platea, pagato, in sovrappiù, con i soldi anche dei cittadini.

A giustificazione degli alti compensi che la Rai paga per taluni suoi ospiti (qui si parlava di Benigni), Saviano ha portato il fatto che quei soldi sono sottratti agli introiti della pubblicità, e non al canone Rai. Una giustificazione ipocrita, un’arrampicata sugli specchi. Quando si spende, si spendono le entrate da qualunque fonte provengano, ed è difficile distinguere l’una dall’altra Ma ciò che qui importa è che una eventuale distinzione non sanerebbe affatto lo scandalo che suscitano certi compensi.

Insomma, ieri sera ad Annozero abbiamo visto i nuovi campioni del capitalismo. Un capitalismo di sinistra che non fa nessuna differenza con quello che già conoscevamo. Salvo l’ipocrisia. Questo è l’unico progresso che la sinistra è in grado di proporci. Una brutta imitazione di ciò che esiste già, e i cui difetti molti di noi denunciano da anni, e la sinistra finge, pro domo sua, di ignorare.

I lavoratori, se ancora non lo avessero già capito da soli, sono avvertiti.

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“Non c’è rimedio: questa Rai va chiusa subito” di Marcello Veneziani. Qui.

“Preparatissimi” di Filippo Facci. Qui.

“Rai, intesa sugli ospiti Fazio-Saviano. Contratti al ribasso. Benigni va gratis”. Qui.


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9 Comments

  1. Commento by Cesare — 22 Ottobre 2010 @ 12:04

    Scusa Bart, ma lo hai scoperto ieri sera che la sinistra ha abbracciato i valori del capitalismo? Sono decenni che la sinistra europea ed americana ha scelto il mercato – basti pensare a Bill Clinton o a Tony Blair. O da noi, a Prodi. C’e’ solo piu’ Berlusconi, in occidente, a parlare del pericolo comunista. Fa un po’ ridere, ma a quanto pare da noi funziona ancora.

    Detto questo, se la Rai sta sul mercato, i compensi li stabilisce il mercato. Saviano e Fazio attirano pubblicita’ e fanno guadagnare milioni alla Rai sul mercato in termini di pubblicita’. Un programma con Saviano, Benigni e Fazio attirera’ inevitabilmente enormi introiti pubblicitari. Quindi, i loro compensi potranno essere negoziati in base a quegli introiti. Punto. Fa veramente ridere che sia Il Giornale a trovare da ridire su questa banalissima logica capitalista. Il giorno in cui la Rai decidera’ di non ricorrere alla pubblicita’, e si finanziera’ solo con soldi pubblici, come quei socialisti della BBC, allora ne riparleremo.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 22 Ottobre 2010 @ 12:54

    Le ragioni del mio articolo, le trovi qui. Questo, consideralo un seguito.

    Una volta il Pci, da questo punto di vista,  meritava rispetto. Mi pare di ricordare che solo Berlinguer era abbastanza ricco, gli altri, Longo, Pajetta, Trombadori, Occhetto, Macaluso, Ingrao, Natta, Jotti, potevano benissimo rappresentare la classe operaia, e mai credo avrebbero teorizzato il mercato al modo di Saviano e della De Gregorio. Un po’ di pudore, almeno. E invece ne hanno parlato come può parlarne Marchionne o Della Valle.

    Non è forse vero che gli uomini di punta della sinistra sono Saviano, Benigni, Santoro, Floris, Fazio, Scalfari e compagnia bella? Sono loro che portano voti alla sinistra. Mica Bersani, o Franceschini o la Bindy, che, al contrario, li perderebbero.

    Sono i ricconi come questi bellimbusti  a guidare la sinistra! Almeno Berlusconi non nasconde la propria ricchezza e nemmeno le proprie magagne (a partire da quelle familiari), e ottiene i voti per quello che è, senza infingimenti.

    Se fossero di sinistra i bei nomi degli straricchi che ho ricordato più sopra,  e lo fossero non per opportunismo (porte aperte a chi è di sinistra), dei lauti  guadagni che accumulano dovrebbero tenersi il necessario o poco più, e il resto restituirlo alle classi che ne abbisognano. Ma lo fanno? Non credo. Altrimenti mi leverei tanto di cappello.

    Mi devi spiegare che signifca oggi essere di sinistra. Sono di sinistra costoro? O non sono anch’essi dei Berlusconi mascherati?

    Ho letto che le società che fanno capo a Benigni e a sua moglie, hanno realizzato l’anno scorso più di 14 milioni di utili (qui). Alla faccia dell’uomo di sinistra!

    Vedi, Cesare, io sono all’antica e la classe lavoratrice è una cosa seria. Se sostengo il ricco epulone è perché sono convinto che soltanto nel saper resistere con sacrifici a questa crisi si possono salvare posti di lavoro. Oggi non lo si vede e non lo si capisce, ma ora che sta per iniziare la fase destinata all’investimento pubblico, qualcosa di più si riuscirà a vedere e a capire.

    Se ci fossero stati al governo: Prodi, o Bersani, o Visco, o Franceschini, insomma uomini di sinistra, oggi la disoccupazione avrebbe raggiunto livelli astronomici, e noi saremmo dietro alla Grecia.

  3. Commento by gianniguelfi — 22 Ottobre 2010 @ 14:12

    Egregio signor Di Monaco, mi permetta innanzitutto un off topic. Giorni fa i magistrati perugini hanno sentenziato che la colpa della mancata consegna delle liste PDL alle utlime elezioni regionali nel Lazio, fu solo e soltanto dell’ incaricato Alfredo Milioni il quale si allontanò di ben 6 km dall’ ufficio elettorale, come risulta dall’ esame delle chiamate del suo telefonino, e non di solo pochi passi come aveva sempre sostenuto. Quanto alle presunte violenze fische che gli avrebbero impedito di entrare, denunciate in una conferenza stampa da Berlusconi, erano inesistenti. E’ stato lo stesso Milioni ha dichiarare ai magistrati che “Non pronunciarono nei nostri confronti frasi minacciose, non ci fu alcun contatto fisico, fecero un po’ di chiasso e si limitarono a sdraiarsi per terra”. Sono certo che lei darà a questa notizia la diffusione in blog e forum che merita.

    Quanti ai compensi delle star tv, suppostamente stratosferici, ricordo sempre la risposta data da un giovane Gianni Rivera, allora agli inizi della carriera, al giornalista che gli chiedeva se non si vergognasse un po’ di guadagnare in un anno quanto un operaio guadagnava in una vita: “Manco per niente, perché a veder lavorare lui non ci va nessuno mentre a veder lavorare me vengono in centomila”.

    Ecco, e siccome a vedere Fazio e Benigni o a leggere Saviano vanno come minimo in centomila, è giusto che guadagnino molto.

    Tanto guadagneranno sempre di meno di chi edita i loro libri o distribuisce i loro film. Che, guarda la coincidenza, è sempre la stessa persona

  4. Commento by Cesare — 22 Ottobre 2010 @ 14:24

    Bart, mettere Saviano sullo stesso piano di un Bersani o un Berlinguer e’ una forzatura.

    Io credo che, a differenza di un politico, un artista debba regolarsi come crede con la sua coscienza – altrimenti torniamo al modello della Cina maoista o della DDR. Tanto piu’ che non sono certo Saviano o Benigni a dover risolvere i problemi dei lavoratori, ma lo stato. Certamente, poi ognuno giudichera’ dei comportamenti e della coerenza di queste persone. Ma che un bravo artista sia pagato bene non e’ certo uno scandalo, a mio modo di vedere.

    Altra cosa se quei soldi fossero soldi pubblici. Ma, anche in quel caso, se un’azienda finanziata con soldi pubblici opera nel mercato, dovra’ certamente fare i conti con le regole del mercato.

    A me sembra che un’azienda pubblica come la Rai debba operare con oculatezza, avendo soprattutto in mente la qualita’ dei programmi e cercando di non sprecare denaro pubblico – che non significa cercare di spendere il meno possibile o di non pagare le persone, ma cercare di spendere bene. Per tornare all’esempio che facevo, credi che la BBC, in un regime di mercato qual e’ quello in cui opera, non paghi profumatamente i suoi documentaristi o gli autori dei suoi programmi di qualita’? Ma forse quei soldi pubblici sono ben spesi. (ti ricordo che la BBC opera senza trasmettere un secondo di pubblicita’)

    A me invece scandalizza che si paghino fior di milioni a conduttori di programmi insulsi e cretini. Questo si’ mi sembra una vergogna ed un insulto.

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 22 Ottobre 2010 @ 14:26

    Sul primo punto non sono aggiornato. Comunque il punto è che non si escludo da una lista il partito di maggioranza a causa di un incidente. Il Pd ha inistito sfacciatamente per non rimediare a questo vulnus democratico.

    Quanto al capitalismo di sinistra, vedo che sono più io che lei a rappresentare la classe lavoratrice.

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 22 Ottobre 2010 @ 15:10

    La risposta sopra era per Guelfi.

    Per te, Cesare, dico semplicemente che questi uomini della sinistra, proprio perché si vantano di essere di sinistra, sono eccessivamente ricchi.

    250/300 mila euro per mezz’ora di Benigni sono troppi, e sono soldi sfacciati. E sono soldi pubblici, anche se provenienti dal miscuglio pubblicità/canone, come ho scritto.

    Un uomo veramente di sinistra potrebbe anche guadagnare molto, utilizzando il mercato, ma il suo fine dovrebbe essere quello di mettere le sue qualità e i guadagni che ne derivano al servizio delle classi più deboli.
    Non mi risulta che lo facciano.

    Sai quante mense dei poveri si potrebbero aprire a Firenze con i tanti soldi di Benigni, a Salerno con quelli di Santoro, non so dove per Floris, a Milano per Scalfari e così via.

    Naturalmente queste buone azioni dovrebbero farle tutti i paperoni italiani, ma a maggior ragione quelli che si definiscono di sinistra.

    Vedi, Cesare, quando io penso ad una umanità che aiuta i più deboli, ne trovo una soltanto, quella dei missionari. Eppure nessuno di loro è ricco. Quanto aiuto danno ai più deboli! Non si misura tanto è immenso.

    E perché non possono farlo quelli che dicono di appartenere alla classe lavoratrice, poiché  si dicono di  sinistra?

    La sinistra non c’è più in Italia. Gli uomini di sinistra, oggi, sono fasulli, ambigui e falsi. Nessuno si interessa più delle classi più deboli. Ecco perché la scelta di chi deve governarci deve essere orientata a  individuare uomini che sappiamo mandare avanti la macchina Paese, creando ricchezza e lavoro.

    In mano a certi politicanti di sinistra nel giro di qualche lustro ci troveremmo ad essere come l’Urss di Breznev.

  7. Commento by Carlo — 22 Ottobre 2010 @ 15:35

    collettivisti coi soldi degli altri ma avidi individualisti con la roba loro

  8. Commento by Cesare — 22 Ottobre 2010 @ 15:49

    Bart, io non credo che i problemi sociali si risolvano con la beneficenza dei benestanti. Per quel che mi riguarda, una volta che queste persone hanno pagato le tasse sui loro guadagni, il loro debito verso lo stato e la societa’ e’ saldato. Tocca allo stato, con i soldi delle tasse, attuare e relaizzare le politiche sociali. Non certo a Benigni e Saviano o Floris!

  9. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 22 Ottobre 2010 @ 16:29

    Da Pippo Baudo o Bruno Vespa non le pretendo queste cose (moralmente s’intende) poiché non sbandierano qua e là di essere di sinistra, e quindi vicini alla classe lavoratrice, della quale  potrebbero anche fregarsene abbastanza.

    Abbiamo punti di vista diversi. Da chi si dichiara vicino alla classe lavoratrice, pretendo molto di più rispetto a chi non se ne è mai fatto una bandiera.

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