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Il caso Lassini

23 Aprile 2011

Non capisco di che cosa si stia parlando. Roberto Lassini si è presa la libertà di far attaccare dei manifesti che dicevano grosso modo: Via le Brigate Rosse dalla   procura di Milano. Subito si è alzato un polverone, mentre niente si è fatto a carico di chi invece teorizzava e insiste a teorizzare la necessità di un golpe di Stato per mandare a casa una maggioranza ed un governo regolarmente eletti dal popolo.

Non vi è dubbio che il caso Asor Rosa, ivi compresi i suoi sostenitori, è assai più grave di quello di Lassini, e non meraviglia che Napolitano se ne resti in silenzio senza stigmatizzarlo e condannarlo.
Napolitano si sta rilevando sempre di più uomo di parte, e prima o poi qualcuno, il Pdl stesso, dovrà mettere al primo punto della sua azione politica il comportamento di questo personaggio che sta dilatando enormemente i suoi poteri circoscritti da norme precise della Costituzione. Napolitano e Fini in questo si somigliano.

Lassini ha chiesto scusa, ha perfino dichiarato di volersi depennare dalla lista elettorale, ma ciò si è rivelato impossibile. Così Lassini sarà sottoposto al giudizio degli elettori.
E dunque? E dunque ciò significa che qualsiasi altro giudizio sul suo operato deve ormai interrompersi, giacché in scena sta per entrare il popolo sovrano costituito dal corpo elettorale.

Nessuno potrà più sindacare la sua scelta. Nessuno, né Napolitano, né Berlusconi, né la Moratti, né Bersani, Di Pietro, Fini, Casini e quanti altri mai. Se lo facessero delegittimerebbero nientepopodimenoche la sovranità del popolo, ciò che nessuno può permettersi di fare. Significherebbe fare proprie le tesi golpiste di Asor Rosa.
Se, pertanto, il popolo deciderà di eleggere Lassini, egli avrà tutto il diritto di diventare consigliere comunale e di esercitare il suo mandato con piena legittimità.

Su quello che si legge sui giornali, ossia dell’intenzione di certi gruppi di disertare le riunione del nuovo consiglio che sarà eletto fino a che Lassini non abbonderà l’incarico, va subito detto senza mezzi termini che se essi attuassero questo loro dissennato proposito sarebbero né più né meno che degli eversori.

Continuo a leggere che in Siria i rivoltosi sono ripetutamente soppressi in un bagno di sangue. Non seguo gli avvenimenti, ma immagino che da quando sono cominciate le rivolte le vittime debbano essere salite ad un numero preoccupante.

Però laggiù nessuno interviene. Ecco perché la guerra di Libia è una guerra sporca e tale la definii sin dal principio.
Perché essa possa ricevere un po’ di credibilità, sarebbe necessario che gli Usa e la Nato intervenissero anche in Siria, come in altri paesi del medioriente dove le guerre civili stanno seminando morti e rovine.

Altri articoli

“Ecco tutta la verità sui “casi” del Pdl” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Assad fa mattanza della primavera siriana” di Antonio Manero. Qui.

Il caso Ceroni. Qui.

“Caso Lassini, il Pdl insiste “Se eletto deve dimettersi” E la Lega: “No ai Tafazzi”. Qui.


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Bart