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Il coraggio che manca a Berlusconi

12 Ottobre 2013

Berlusconi teme la fine di Yulia Tymoshenko, la donna leader dell’opposizione in Ucraina, finita in carcere, e per la quale si erano levate voci di protesta un po’ in tutto il mondo, poi ridottesi a poco a poco alla dimenticanza e al silenzio.

Berlusconi, che in tutti questi anni √Ę‚ā¨‚Äú lo abbiamo visto in occasione del voto di fiducia al governo Letta √Ę‚ā¨‚Äú si √® circondato di cattivi consiglieri, alcuni dei quali in malafede, ha paura del carcere. Una mancanza grave per un politico che si considera un leader. La paura fa parte della natura umana, non se pu√≤ fare una colpa se qualcuno ne √® preso e travolto. Lo si pu√≤ perfino giustificare e perdonare. Ma a un leader no. Un leader – se si √® considerato tale almeno fino ad oggi √Ę‚ā¨‚Äú deve aver messo in conto sin dal principio che da lui si pretendono la vittoria sulla paura e la capacit√† di sopportare e resistere oltre ogni limite.
Tempo fa ho citato personaggi storici che hanno subito angherie e patimenti ben superiori e vi hanno resistito, vincendo la guerra contro il potere che opprimeva il loro popolo.

Nei confronti di Berlusconi si sono scatenati avversari potenti sia all’interno che all’esterno del nostro Paese, e soprattutto uno di essi, avvalendosi degli spazi che ingenuamente gli sono stati concessi, √® riuscito a ridurlo nello stato in cui lo vediamo: impaurito, quasi rassegnato, vicino alla sconfitta definitiva che molti hanno cantato anzitempo proprio perch√© sicuri della sua intrinseca debolezza.

A gravare sulla resistenza dell’uomo sono stati anche i tradimenti subiti.
Berlusconi ha sperimentato sulla sua pelle quanto meschina sia la nostra razza e quanto numerosi siano gli uomini posseduti dal demone del tradimento.
Tra le specie peggiori dei vizi che si sono appalesati nel corso dei secoli il tradimento √® il peggiore. L’uomo che tradisce perde per sempre la sua dignit√†, qualunque sia lo scopo del suo tradimento.

Riguardo alla storia di Berlusconi tre sono i tradimenti di cui è stato vittima, colpito alle spalle.
Il primo tradimento, quello da cui prese il via tutto il male che gli √® capitato, venne da chi meno si aspettava, la moglie Veronica Lario, da lui separata da anni, la quale, con la famigerata dichiarazione pubblica, denunci√≤ i suoi vizi privati, aprendo la strada ad una lunga serie di pedinamenti, di spiate, di servizi giornalistici che, per varie finalit√†, tanto politiche che economiche, arrivarono fin dentro la sua camera da letto, facendoci passare all’estero per un Paese abitato da guardoni e spioni. √ą un tradimento che ancora oggi fatico a comprendere, se non mettendo sul tavolo la vicenda successiva del divorzio che sta fruttando a Veronica Lario una pensione di ben 3 milioni di euro al mese! Domando a Veronica Lario se oggi √® contenta e se valeva la pena quel tradimento. Ha messo l’ex marito in pasto alle peggiori belve umane che gli hanno strappato ad una ad una, prima le dita delle mani, poi le braccia, poi le dita dei piedi e poi le gambe, e non contente, hanno continuato a smembrarlo con un cinismo e una malvagit√† che denunciano la miseria umana.

Gianfranco Fini e Angelino Alfano hanno cercato di ultimare lo scempio, trascinandosi dietro un branco di affamati.
Infatti non √® bastato l’assalto di Gianfranco Fini. Sopportato il tradimento di Fini, a fiaccare le residue forze di Berlusconi √® giunto quello di Alfano. Alfano non si ritiene un traditore, ma le giustificazioni che adduce sono ridicole. Non esiste bene pi√Ļ grande in un Paese dell’Occidente di quello rappresentato dalla difesa della democrazia. Non c’√® baratro economico che meriti di essere evitato se un leader dell’opposizione viene eliminato perch√© politicamente resistente e irriducibile. Chi ancora consideri assurda questa ipotesi √® uno sciocco.

Le colpe private di Berlusconi sono un alibi assai debole da portare a giustificazione dello scempio. Esso non riesce a nascondere il vero scopo della sua estromissione, che √® unicamente politico. Mussolini pens√≤ bene di eliminare Giacomo Matteotti, facendolo assassinare; oggi i metodi sono cambiati e a fare questo sporco lavoro √® stata chiamata una parte della magistratura, mentre l’altra non ha saputo opporsi, restando a guardare.

Alfano, nel momento in cui si √® schierato con il governo Letta e con Napolitano, ha mostrato di non capire che la battaglia che si stava combattendo tra il suo leader e il Pd era assai pi√Ļ importante per l’avvenire del nostro Paese del baratro economico, che √® sempre stato un puro pretesto e che, se anche ci fosse stato o ci dovesse essere, non avrebbe avuto e non avr√† mai alcuna attinenza con la lotta per la democrazia in corso da almeno un ventennio, e che forse sta giungendo al suo epilogo nel modo pi√Ļ disastroso.

Se Alfano non lo ha capito, rivela con ci√≤ la sua inadeguatezza. Oppure, se lo ha capito, appartiene √Ę‚ā¨‚Äú nonostante lo neghi √Ę‚ā¨‚Äú alla razza dei traditori.
Qualunque delle due sia la verità (ma lo sapremo presto) si è mostrato comunque un politico inadatto allo scontro.
Con Alfano, con Quagliariello, con Cicchitto, con Lupi, con Formigoni, con Lorenzin, con Giovannardi e altri come loro, il centrodestra non avrà futuro e sarà soltanto succube del centrosinistra.

Berlusconi, a questo secondo tradimento (lo reputo tale) non ha saputo reagire adeguatamente. Come ho gi√† scritto, egli avrebbe dovuto accettare da subito il carcere, nel senso proprio della galera dietro le sbarre. Addirittura avrebbe dovuto pretenderlo – come avrebbe fatto un vero leader -, togliendo con ci√≤ ogni alibi all’avversario. Sarebbe entrato in carcere senza accettare da chi lo ha combattuto slealmente alcuna concessione. Sarebbe rimasto politicamente integro, e sarebbe rimasto leader indiscusso e di grande forza.

Al momento della fiducia, non vi √® dubbio che Berlusconi ag√¨ con una mossa intelligente e a sorpresa. Il Pd e i fuggiaschi del Pdl furono come colpiti da una freccia abilmente scoccata prima che i due corpi si unissero, ma la richiesta depositata ieri di voler scontare la pena con l’affidamento ai servizi sociali, ha vanificato la portata di quella mossa, e ha rimesso Berlusconi sotto la traiettoria del probabile futuro vincitore, al quale ha mostrato il suo tallone d’Achille: la paura del carcere.

Immaginate per un attimo Berlusconi che, al contrario, esige di scontare la pena in carcere. Non vogliono mandarcelo. Sanno che sarebbe un’onta per la democrazia. Fanno di tutto per dissuaderlo. Ma lui √® irremovibile, finch√© sono costretti a metterlo dietro le sbarre. A un Berlusconi gi√† dietro le sbarre avrebbero fatto paura le future (e vicine) nuove condanne che ora teme e di cui si lamenta ‚Äúcome una donnicciola‚ÄĚ? Non le avrebbe temute, poich√© avrebbe compreso e sperimentato che la via del carcere √® la migliore per un politico che vuole vincere la sua guerra.

Sarebbe stato dimenticato come la Timonshenko, come oggi teme? Credo proprio di no. Perché gli Alfano e compagni non avrebbero avuto la sfrontatezza di correre verso i vincitori con il loro leader relegato dietro le sbarre. Non avrebbero potuto costruire nessun alibi, nessuna giustificazione alla loro fuga. Il loro marchio di traditori si sarebbe impresso sulla carne col fuoco.
Di Pi√Ļ: tutto il Pdl, e meglio ancora: tutto il centrodestra si sarebbe ricompattato in difesa dell’uomo che era stato messo in prigione perch√© resistente e irriducibile all’avversario.
Il carcere avrebbe reso pi√Ļ marcate le mosse di tutti: quella di Berlusconi, che con il suo coraggio avrebbe riaffermato le sue qualit√† di leader, e quella del Pdl che non avrebbe potuto, in tutto o in parte, smarcarsi dal suo leader rinchiuso dietro le sbarre, pena il ripudio netto del suo elettorato.

E ora? Quali e quante possibilit√† di rivincita rimangono a Berlusconi? Non vi √® dubbio che pi√Ļ continua a sbagliare, pi√Ļ esse si assottigliano nel tempo; e pi√Ļ si assottigliano, pi√Ļ occorrono virt√Ļ e scaltrezza per renderle efficaci.
√ą anche vero che l’uomo si √® mostrato un contenitore di risorse straordinarie. Perci√≤ aspettiamo (non molto, per√≤) e vediamo se in fondo allo scrigno qualcosa ancora √® rimasto.


Letto 2062 volte.
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10 Comments

  1. Commento by lore — 12 Ottobre 2013 @ 06:27

    … prima o poi il sipario cala per tutti ….

  2. Commento by Giacomo_P — 12 Ottobre 2013 @ 11:09

    Di Monaco, le tue argomentazioni per difendere l’indifendibile Berlusconi hanno……………. dello stupefacente. :wink:
    Bello lo striscione esposto a Copenhagen durante la partita Danimarca-Italia:
                                                                                  Italia nel cuore. Silvio a San Vittore

  3. Commento by zarina — 12 Ottobre 2013 @ 11:59

    Uno degli effetti ¬† della “psicosi di massa” , cos√¨ ben descritta dall’ottimo Diaconale nel suo articolo riportato su questo blog due giorni fa, ¬† √® l’incapacit√† che i soggetti interessati hanno di ¬† comprendere che quel genere di messaggi ¬† fondati ¬† solo su odio personale ¬† non fanno male al sig. Silvio , ma ¬† all’ITALIA e agli italiani, compresi loro. Trattasi di autolesionismo.
     

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 12 Ottobre 2013 @ 15:48

    L’antiberlusconismo √® ormai una malattia, cara zarina. Paventavo che diventasse tale gi√† al suo primo manifestarsi in un confronto di anni fa con uno scrittore che stimo, al quale profetizzavo che esso avrebbe portato l’odio in politica. E’ successo cos√¨, ahim√®, e oggi chi √® contagiato dalla malattia lo si riconosce poich√© si esprime per slogan gi√† confezionati.

    Non √® stata la presenza di Berlusconi a danneggiare la politica. Quanti, in ci√≤, peggiori di lui, l’hanno preceduto! ma l’antiberlusconismo nato ancor prima che si mettesse in moto la magistratura contro di lui. Il suo torto √® stato quello di mandare a monte l’operazione Mani Pulite e la gioiosa macchina da guerra.

    Basti pensare che ad appena 6 mesi dall’inizio del suo primo governo nel 1994 (ripeto 6 mesi!, quando non aveva fatto praticamente niente) si mossero perch√© pagasse subito la colpa di essersi messo in mezzo. Fu orchestrato un avviso di garanzia, del tutto fasullo, e cadde il suo governo, complice l’antiberlusconiano per eccellenza, Oscar Luigi Scalfaro.

    Eppure ancora oggi nessuno si domanda del perch√© tutto ci√≤ accadde. Perch√© tanto odio, e perch√© quella congiura, quando l’uomo non si era ancora messo all’opera e nessuno poteva criticarne la politica. L’uomo era stimato e senza colpe, cavaliere del lavoro per grandi meriti, in politica risultava un perfetto sconosciuto. Eppure all’indomani del risultato elettorale che ne premiava la discesa in campo, divent√≤ il pericolo pubblico numero 1 e ancor prima di cominciare a governare gli fu consegnata a Napoli la lettera di ben servito. Pu√≤ maturare un odio cos√¨ profondo e sterminato in appena sei mesi di attivit√† politica?

    Mi domando perché tanti cittadini non se lo siano ancora domandato. Sono sciocchi? Stento a crederlo.

    Eppure, dietro l’orchestrazione repentina di una tale campagna d’odio non poteva che esserci l’assalto al potere fallito per colpa dell’inatteso intruso.

    Fra poco nella mia mini rassegna stampa pubblicher√≤ l’interrogatorio subito da un’olgettina, soprannominata “Angelina Jolie”. A dimostrazione di quanto danno continui a fare l’antiberlusconismo, malattia destinata a durare, insinuatasi nei gangli delle istituzioni come un cancro. Il giudice poteva limitarsi a chiedere, al fine di condannare l’imputato Tarantini, se avesse fatto sesso con Berlusconi. Invece vuole entrare nei dettagli in modo cos√¨ morboso da fare schifo, allo scopo di sapere che cosa Berlusconi facesse con lei. Una scena degna di un film pornografico di infimo ordine: per guardoni.

    La pubblicherò nella speranza che chi ha tenuto gli occhi chiusi e la mente altrove, li apra e li indirizzi a capire ciò che sta apparecchiandosi per il nostro Paese e si prepari a difenderlo.

  5. Commento by lore — 13 Ottobre 2013 @ 00:59

    L’unica vera malattia √® pensare che in politica un unico uomo sia sempre nel giusto e tutto il mondo sia sbagliato. E’ una forma piuttosto nota che ha conosciuto alcuni precedenti e che dopo Berlusconi si pensa tocchi ai seguaci di Grillo. Quando la propria mente non riesce pi√Ļ a scindere il bene dal male, il giusto dal sinistro allora ci si affida ad una sola persona come unico pensiero, qualunque scelta essa possa fare. Si diventa seguaci non del suo progetto ma della sua persona. Non ci sono argomentazioni che posso distogliere da questo torpore mentale.
    Questo blog √® un esempio illuminante ed √® oggetto di studio per cercare di capire fino a dove si possa arrivare, se l’ossessione ha origini recondite oppure se, meno remote, circoscritte ad un ambito preciso (es. politico, sociale, culturale) oppure ad un ambito emotivo che coinvolge l’intero conscio.
    Normalmente in politica si sceglie di votare qualcuno che si è pronti a criticare anche aspramente dal giorno successivo, come è accaduto in Italia per interi decenni. In questo caso invece chi si vota diventa intoccabile e perfetto: una deformazione psicologica che non permette nessun confronto democratico ma solo di dura contrapposizione.

  6. Commento by zarina — 13 Ottobre 2013 @ 09:28

    Ha centrato il problema: ¬† √® proprio per difendere la nostra, e la sua, ¬† libert√† di poter continuare a ¬† criticare che milioni di italiani ¬† preferiscono votare ¬† Berlusconi: ¬† nessuno come lui, infatti, ha consentito ¬† e accettato ¬† ¬† di essere ¬† “criticato”. Cosa che altri, forse a lei pi√Ļ congeniali, hanno mostrato di non tollerare.

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 13 Ottobre 2013 @ 09:54

    @lore

    Questo commento è esemplare. Dimostra quanta superficialità ci sia in giro, pericolosa allorché ci si nasconde ottusamente alla verità.

    Questo per quanto riguarda ciò che sta avvenendo nella nostra società.

    Per quanto accade in questo blog, lore commette lo stesso errore (che forse √® nel suo dna). Non si √® accorto (“si nasconde ottusamente alla verit√†”) che questo blog ha numerose volte criticato il leader del centrodestra (gli articoli sapr√† trovarli, spero), ci√≤ che invece qui si difende √® il rifiuto di ogni forma di oppressione delle libert√† e di manipolazione della giustizia. Di questi articoli ne trover√† a iosa, e costituiscono la spina dorsale del blog.

     

  8. Commento by lore — 13 Ottobre 2013 @ 19:46

    Ci sono errori che possono risiedere nel DNA di qualcuno! Questa √® l’affermazione che cercavo. Dice tutto o quasi. ¬†
    So che anche in questo blog si √® conclamato il fallimento del sogno liberale, pi√Ļ volte ma rimane interamente incentrato non su di un progetto o una ideologia ma unicamente in una sola persona. ¬†

  9. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 14 Ottobre 2013 @ 00:05

    Mi rendo conto che non sa nemmeno capire la nostra lingua. Figuriamoci il resto!

    Non √® l’errore nel suo dna, bens√¨ ¬† il vizio di nascondersi ottusamente alla verit√† (“ci si nasconde ottusamente alla verit√†). La stessa cosa per cui uno ha coraggio e l’altro paura; un altro √® intelligente e un altro √® lo scemo del villaggio. Ci si nasce. ¬† Difficile liberarsene.

    La prego ora di lasciar perdere. Come vede, sono stato educato a rispondere, ma non insista. Non ne vale proprio la pena. Chiudo qui.

  10. Commento by lore — 14 Ottobre 2013 @ 08:05

    mi dispiace per Lei.

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