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Il Corriere della Sera sta suonando la carica

22 Settembre 2011

L’altro giorno Sergio Romano ha scritto un articolo che ho definito mellifluo e che potrei aggettivare anche con scaltro. Si carezza, ossia, l’avversario politico per guidarlo nell’abisso. Ci si illude che, dandogli uno zuccherino, egli si faccia guidare verso la sconfitta.

Sergio Romano è stato ambasciatore e quindi conosce bene quest’arte. Ma sottovaluta e offende l’intelligenza del premier, il quale ha tutto il diritto di governare finché il parlamento continuerà a dargli fiducia. Oggi si discute il caso Milanese, e vedremo come andrà a finire. Se anche questa volta Berlusconi otterrà voti sufficienti a garantirgli una solida maggioranza, ha il dovere di proseguire, non solo, ma anche il dovere di ascoltare e mettere ad esecuzione le richieste del suo elettorato, ahimè disattese. In specie la riforma della giustizia e una nuova architettura dello Stato, in evidente frantumazione. E deve procedere, come scrissi un anno fa, come un ariete, non avendo paura di niente e abbattendo gli ostacoli. È una battaglia di rinnovamento che richiede un coraggio estremo, anche quello personale della propria vita, visto che ci sono alcuni esponenti politici che si augurerebbero la sua morte e addirittura ne vanno in qualche modo trasmettendo il messaggio.

Oggi il Corriere piazza con massimo Franco un’altra cannonata, un po’ meno ipocrita di quella dell’ex ambasciatore.

L’editorialista approfitta del fatto che un Obama affaticato e distratto ha dimenticato di ringraziare l’Italia per l’azione militare in Libia, per trarne la conseguenza che il nostro Paese è isolato e non interessa più a nessuno.

Sappia, Franco, che l’Italia non potrà mai essere messa da parte, perfino se i nostri politici si dimostrassero perpetuamente inadeguati, giacché la sua forza incomparabile le deriva dalla posizione geografica che nessuno potrà mai mutare, se non con uno sconvolgimento tellurico del Continente.

L’Italia è cerniera e punto di aggregazione naturale di tutta l’area mediterranea, destinata a crescere d’importanza a causa ciò che si sta preparando con quella che è stata definita primavera araba, e che sarà, secondo me, foriera invece di instabilità e di minaccia per l’intero Occidente. I movimenti che già si rincorrono su quelle rive (Iran, Turchia, Cina) la dicono lunga su ciò che si sta disegnando.

Però a Massimo Franco interessa concludere che quella dimenticanza di Obama nasce dalla considerazione che il nostro Paese è guidato da un governo poco stimato, che è meglio non citare per non farci una brutta figura.

Va troppo avanti, Franco. Bisognerebbe chiedere al segretario di Stato Hillary Clinton, se l’Italia è stata davvero eliminata dagli interessi strategici di Obama. Non credo proprio. Sarebbe un errore tanto mai clamoroso da mettere in discussione le capacità politiche e di preveggenza dell’amministrazione americana.

Ma Franco scrive questo perché il Corriere della Sera ha deciso di far partire le sue bordate più devastanti nel momento in cui crede più debole il governo.   Giorni fa fu Verderami a scrivere un articolo gossiparo sulle donne di Berlusconi.
Nei prossimi giorni, toccherà forse a Pierluigi Battista, e così via di bordata in bordata.

Cari lettori, questa è la nostra classe dirigente, disposta a massacrare il Paese pur di liberarsi di Berlusconi.
Che pena!
Scrive Franco:

“Quando si accredita un nostro ruolo in politica estera superiore alla realtà dei rapporti di forza, alla lunga il risveglio è brusco. Molto meglio guardare in faccia l’isolamento e individuarne l’origine; e smetterla di fingere che esista ancora una maggioranza politica e di fare piani per l’eternità: perfino nel centrodestra ormai c’è chi misura l’eternità del governo in termini di mesi ma anche di giorni.”

Avete capito l’antifona? Sembra di ascoltare Bersani.
Bisognerebbe domandargli, a Franco, perché non si preoccupa del fatto che oggi in Italia a tirar giù un governo potrebbe anche essere facile, ma il difficile è tirarne su un altro migliore.

A Franco interessa il futuro dell’Italia? O non riesce a vedere più in là del suo naso.
Qualsiasi governo sostituirà in questo momento e prima delle elezioni l’attuale, non potrà che essere peggiore.

Facile la previsione, come dire che due più due fa quattro.

Aggiornamento.
Poco fa, alle ore 12,12 circa,  il parlamento ha negato l’arresto di Marco Milanese. Un’altra brutta figura dell’opposizione, che ha puntato molto sul voto segreto.


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Bart