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Il governo è chiaro solo sulle tasse

5 Dicembre 2011

Naturalmente quella che si è tenuta ieri sera era solo una conferenza stampa, con i limiti che essa comporta. Aspetteremo i prossimi giorni e soprattutto il dibattito in parlamento per capirci meglio e toccare con mano i reali contenuti della manovra, soprattutto sul punto della crescita.

Infatti, ciò che è emerso con chiarezza difficilmente contrastabile è che i soldi che servono allo Stato per la manovra di 24 miliardi proverranno dai soliti onesti contribuenti, mentre nulla sarà fatto per aggredire gli evasori. La misura della tracciabilità non può dirsi idonea a risolvere questa piaga, essendo facilmente eludibile.

Dunque, i soliti contribuenti, e ancora una volta non i nuovi, sono chiamati a pagare di più, e l’area che si è sempre sottratta ai sacrifici diventa ormai sempre di più un’area protetta. Se un governo di illustri professori non ha trovato di meglio che dichiarare, rispondendo alla domanda di una giornalista, che se ci si fosse messi a cercare i grandi patrimoni, si sarebbero impiegati almeno due anni, e nel frattempo essi sarebbe fuggiti, si può ormai dire che gli evasori, quelli abili e incalliti, hanno saputo crearsi una zona di invisibilità che nessun raggio infrarosso riuscirà mai a scovare.

Tocca perciò agli onesti stringere la cinghia e pagare anche per questi malandrini, praticamente certificati e protetti dallo Stato.
Perciò:

1 – non aumenterà l’irpef come si prevedeva, ma in compenso l’addizionale regionale irpef aumenterà dallo 0,90 all’1,23 % , che se non è zuppa è pan bagnato;

2 – entrerà in vigore l’Imu che incorporerà anche la tassa della prima casa gravata da un’aliquota dello 0,40% circa (con una detrazione  di 200 euro), che salirà allo 0,76 sulla seconda e ancora di più sulla terza e così via;

3 – le rendite catastali saranno rivalutate per il 60%. Avete letto bene: 60%! Nei giorni scorsi si parlava di un aumento del 30%, e lo si giudicava già una bella stangata;

4 – le pensioni oltre i 960 euro lordi mensili saranno congelate per il 2012 e il 2013;

5 – tassa di bollo come per i conti correnti anche sui titoli depositati in banca.

Mi pare di aver capito che da questa tassazione lo Stato incasserà due terzi dell’occorrente, mentre il restante terzo proverrà da varie riduzioni di spesa (compresa quella che andrà a toccare la composizione dei consigli regionali).
Nessun intervento, invece, è stato annunciato sul fronte delle vendite del nostro patrimonio immobiliare, pure richieste da varie parti politiche Una dimenticanza? Vedremo.

Per quanto riguarda la crescita, quando ha parlato il ministro dello sviluppo Corrado Passera, mi è parso di riudire il vecchio linguaggio politichese. Tanto fumo e niente arrosto.
Passera ha enunciato solo linee molto, ma molto generali, tanto che il mio timore è che capiterà ciò che abbiamo già visto accadere con gli scorsi governi, compreso l’ultimo di Berlusconi. Tanti propositi resteranno pie illusioni. Lo Stato continuerà ad essere un colabrodo, e là dentro finiranno le nuove tasse che il solito popolino bue si trova costretto a pagare.

Non vi nascondo che mi sto preparando ad udire anche il Pdl plaudire alle “novità” positive contenute nel decreto, e rifilarci la panzana che esso è da convertire subito in legge poiché è il solo capace di salvare l’Italia. Non per nulla Monti ha provveduto a imprimergli un marchio doc, fin troppo suggestivo per i gonzi. Esso ha un nome che entrerà nella storia del nostro Paese: “Decreto Salva Italia”.

Vi giuro: lo spero anch’io con tutto il cuore, e attendo con ansia che il ministro Passera esca fuori dalle nebbie dicendoci chiaramente le cose da fare e i tempi certi per mettere in moto la crescita e quindi l’occupazione. Non solo, ma ci dica anche come intende ridurre consistentemente il nostro debito pubblico. Scegliendo di torchiare i contribuenti onesti, o vendendo un po’ di gioielli di famiglia, come farebbe chiunque abbia un po’ di sale in zucca?

P.S. Per il momento le sole dichiarazioni che mi sono state chiare e che giudico positive riguardano la rinuncia immediata di Monti al suo compenso di presidente del Consiglio, e la sua riserva di valutare più avanti se rinunciare anche all’indennità di parlamentare spettantegli per la sua carica di senatore a vita. Beh, non è da tutti, lo riconosco.

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“Un’amara medicina” di Dario Di Vico. Qui.

“Molte tasse poca crescita” di Massimo Giannini. Qui.

“Piange il governo, noi di più” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Turarsi il naso. E votare tutto” di Mario Sechi. Qui.


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