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Il governo nato da un colpo di mano

24 Aprile 2012

Si ha voglia di dire che Berlusconi si è fatto da parte volontariamente. Capisco il Pdl e capisco anche quando Napolitano lo ringraziò per il suo gesto. In realtà Berlusconi fu costretto a lasciare Palazzo Chigi con un colpo di mano a cui il tramortito premier non seppe reagire. Oggi si tende ad accreditare la tesi che il suo fu un gesto di grande responsabilità, ma lo si dice solo per rendere un po’ meno amaro il calice che la democrazia italiana fu costretta a bere.
L’ordito di Napolitano sarà oggetto in futuro di molte analisi, ma sono sicuro che saranno in pochi ad assolverlo.

I colpi di mano non portano fortuna, e questo governo ha il malocchio. Sin da quando è nato. Non dimenticherò mai, fin che vivo, quel deplorevole laticlavio che fu concesso a Monti (una grassa pensione a vita) a mo’ di lusinga affinché accettasse l’incarico di sostituire l’odiato Berlusconi. Non c’era bisogno di mettere sulle spalle dei cittadini, già stremati dalla lunga crisi, un altro fardello per gratificare un uomo di cui non si riuscivano a scorgere i meriti. Eppure lo si fece, senza tanti scrupoli.

Così, comunque andranno le cose, tra le tante incertezze del nostro futuro, resta una certezza: Monti riscuoterà il suo bell’assegno mensile di circa 25 mila euro, per tutta la vita, a prescindere dalle qualità e dalle capacità dimostrate nella sua azione di governo.
La regola vorrebbe che un individuo fosse premiato dopo aver dimostrato il suo valore. Ma nel caso di Monti, poiché avrebbe dovuto costituire l’alibi (lo chiedeva la Merkel) per cacciare Berlusconi, si fece un’eccezione.

Ieri Andrea Indini, sul Giornale, riproponeva un suo articolo dell’estate scorsa, allorché lo spread, che si stava rialzando spaventosamente, faceva gridare alle opposizioni che la soluzione dei nostri mali sarebbe stata la cacciata di Berlusconi.
Leggendolo (lo trovate qui) si ha la sensazione che sia stato scritto in questi giorni, dato che le cose che stanno accadendo in economia non sono mutate, spread compreso. Solo una nota finale ci avverte che si tratta di un vecchio articolo. Dunque, con Monti nulla è cambiato, salvo le critiche che l’opposizione muoveva al governo Berlusconi, le quali si sono volatilizzate ed oggi gli stessi che gridavano allora, tacciono ipocritamente.

L’Europa si sta sgretolando. La politica impostale dalla Germania si rivela mortale. A sostenere la Merkel rimane ormai il solo Monti, che le deve la sua nomina. Ma la strada su cui i due camminano porta al baratro.
Difficile tornare indietro. La speculazione ormai ha addentato l’Europa e non lascia la presa, sicura di divorarci in qualsiasi momento, non appena avrà lucrato abbastanza sulle nostre incapacità.

Scrissi che la Germania deve molto all’Europa, ed era arrivato il momento che si sacrificasse per noi quel tanto da aiutarci a riemergere dai nostri errori.
Purtroppo oggi a guidarla è una donna a cui manca una tale sensibilità, e pur di fare grande la Germania (in realtà la danneggerà), è disposta a mandare in malora i sogni di un tedesco come lei, ma un grande tedesco, Adenauer.
Oggi sarebbe necessario un nuovo Kohl, ma non si vede all’orizzonte nessuno statista di quella levatura. Che accadrà?

Io sono un europeista convinto, e sono addolorato di questo decadimento che si accentua ogni giorno di più.
Monti non è De Gasperi. L’uomo che ha saputo superare l’ex ministro Vincenzo Visco nell’imporre tasse agli italiani, fino ad arrivare ad una percentuale vicina ormai al 50%, si è rivelato il premier sbagliato per guidare l’Italia e l’Europa fuori dalla crisi. Al pari della Merkel e di Sarkozy. In un momento in cui lucidità, solidarietà ed umiltà avrebbero dovuto ispirare i maggiori governanti europei, ci siamo trovati a fare i conti con dei nanerottoli quando incapaci, quando egoisti, quando fin troppo presuntuosi.

Non so quanto i cittadini europei saranno in grado di raddrizzare la nave finita tra i marosi. Non so che cosa succederà in Francia.
Né quanti italiani saranno capaci di rivoltarsi contro la politica oppressiva e recessiva del governo Napolitano-Monti, ma se non facciamo in fretta Italia e l’Europa si troveranno nella disperata condizione di dover ricominciare tutto da zero.
Un ritardo inammissibile, in un momento in cui altri Paesi, altri continenti, ambiscono a prendere il nostro posto.

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart