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Il magistrato che sbaglia paghi

3 Febbraio 2012

Ci si sta già muovendo alacremente (si veda anche l’articolo a firma di Marcello Sorgi) affinché il Senato annulli in pratica la decisione della Camera con la quale si stabilisce che il magistrato che sbaglia per colpa grave è tenuto a pagare il risarcimento per i danni recati alla vittima.

Si faranno pressioni sul Pdl e forse si riuscirà nell’intento. Ma sarebbe una sciagura. Finalmente, come scrive Alessandro Sallusti, si pone fine ad una immunità che molti hanno finora giustificato con ipocrisia, mettendo in mano alla magistratura, come si è visto e come si vede tutti i giorni, un potere smisurato, tale che può incidere direttamente sugli assetti politici scaturiti dalla volontà popolare.

Sappiamo come la pensano i cittadini che nel1987 amaggioranza più che bulgara decisero per la responsabilità civile dei giudici che sbagliano per colpa grave. Poi ci pensò la cattiva politica a mettere una pezza, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
Oggi i cittadini voterebbero con una maggioranza ancora più netta.

Dunque, hanno fatto bene Pdl e Lega Nord a recuperare la volontà popolare, e, se poi si aggiunga che anche dalle file della sinistra, nel voto segreto, sono arrivati voti di consenso, sarebbe intollerabile una marcia indietro.

Il pericolo di dover pagare di tasca propria i danni provocati ingiustamente all’imputato (così come avviene per tante altre professioni e attività) ha un grande merito, che solo i fanfaroni politicanti si adoperano per mascherare. Ossia, che il giudizio del magistrato sarà d’ora in poi più ponderato e responsabile. Mentre oggi è frettoloso e ispirato a finalità che poco o niente hanno a che fare con la giustizia. Chi sa se al tempo in cui Oscar Luigi Scalfaro condannò a morte il brigadiere Domenico Ricci (si veda il bel servizio del “Il Giornale”, qui), pur non essendo sicuro della sua colpevolezza, si sarebbe comportato allo stesso modo, in presenza di una legge quale quella che la Camera ha indicato come necessaria.

Certo che è curioso pensare che l’Italia ha avuto due presidenti della Repubblica che avrebbero, a detta degli esperti, qualche macchia nel loro passato. Scalfaro con quella condanna a morte comminata forse un po’ troppo alla leggera, preso dalla foga antifascista. Napolitano con quella sua celebre giustificazione dell’aggressione nel 1956 dell’Urss all’Ungheria, che causò centinaia di morti.
Sono, entrambi i casi, la certificazione, a mio avviso, d’una nostra intrinseca superficialità e d’una vistosa ipocrisia.

Tornando al tema. Non ho alcun dubbio nel dichiarare che l’introduzione della responsabilità civile per i giudici che compiono errori gravi è un notevole passo avanti in direzione di una civiltà giuridica che da noi è da anni che fa acqua da tutte le parti. (Da ultimo si veda il rimbrotto della Corte dell’Aja sulla richiesta alla Germania da parte dell’Italia dei risarcimenti relativi ai crimini di guerra).

Mi aspetto fermezza dal Pdl.
Però, un po’ ne dubito.

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Altri articoli

“La giustizia? Un pretesto” di Giovanni Bianconi. Qui.

“Sul risarcimento dei giudici il Pdl sentenzia: avanti tutta” di Adalberto Signore. Qui.

“L’ultima della Merkel. Neanche un euro per le stragi dei nazisti” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Tutte le bugie dei giudici sulla punibilità” di Mariateresa Conti. Qui.

“Fini Gianfranco e l’appartamento di Montecarlo. Ecco come il presidente l’ha fatta franca” di Tommaso Montesano. Qui.


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