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Il ministro Brunetta alza la voce, ma ci coglie

19 Settembre 2009

Oggi fanno notizia le parole pronunciate dal ministro Brunetta a Cortina d’Ampezzo, al convegno del Pdl veneto: qui.
L’opposizione naturalmente non la pensa allo stesso modo: qui e risponde che un tale allarme è sollevato per nascondere l’incapacitĂ  della maggioranza a governare il Paese.
E’ il momento, ancora una volta, di schiarirci le idee.
La domanda è semplice: Si può accettare che un governo legittimamente eletto possa essere mandato a casa per una congiura di palazzo?
La risposta non può che essere altrettanto semplice: No.
Ne consegue quest’altra domanda: Si deve fare qualcosa per impedire che le manovre di palazzo sovvertano le regole democratiche?
Ad essa fa seguito una naturale e ovvia risposta: Sì.
Ancora: E allora che cosa si deve fare?
Risposta: Non far finta di niente, come facemmo nel dicembre 1994, quando la congiura Scalfaro/Bossi mandò a casa un governo legittimamente eletto, quello del primo Berlusconi.
Ancora: Se lo abbiamo mandato a casa nel 1994, perché non potremmo lasciare che anche questa volta i boiardi si sostituiscano al popolo e sovvertano la volontà popolare?
Risposta: PerchĂ© a questo malcostume ereditato dalla prima Repubblica bisogna metterci riparo una volta per tutte. Stare ancora zitti significa abdicare al nostro libero esercizio di voto e autorizzare i boiardi a prosegurie per il futuro su questa strada. Significa ossia ammettere la nostra inferioritĂ  rispetto ai boiardi. Gli scippatori della democrazia sono una specie di cancro all’interno delle istituzioni; un bubbone che rende questo Paese non lontano dal peggiore bizantinismo.

Così stanno le cose. Qualcuno potrebbe ricorrere all’antico ritornello: Berlusconi accumula nelle sue mani troppo potere; è un dittatore.
La risposta è ancora una volta semplice e netta: Quando gli italiani hanno deciso di chiamare l’attuale premier a reggere il governo del Paese, Berlusconi non si trovava in condizioni diverse dalle attuali. Si conoscevano molte, se non tutte, le sue magagne, anche giudiziarie.
Il solito scippatore allora si prova ad insinuare: Dimentichi gli scandali sessuali che hanno coinvolto Berlusconi in questi ultimi tempi.
Risposta: Nessuno li dimentica. Ma essi attengono alla morale e non sono stati, almeno fin ora, fonte di reato. ToccherĂ  a Berlusconi correggersi sotto questo aspetto.
– Non si correggerĂ  mai.
– Staremo a vedere. Ma tutto ciò non è sufficiente a far cadere un governo legittimamente eletto. Farlo cadere equivarrebbe a porre in atto un colpo di Stato.

Per fortuna leggo anche che Fini e Berlusconi hanno deciso di incontrarsi: qui.

Voglio sperare che Fini si sia reso conto – o qualcuno gli abbia fatto capire – che ha scoperto troppo presto le carte e che ogni sua velleitĂ  è stata bruciata. Meglio tornare a defilarsi, accontentandosi di qualche regaluccio. C’è un vecchio proverbio che recita: A ciascuno il suo. E’ proprio convinto Fini che il suo sia la presidenza della Repubblica? Speriamo di no.

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qui, un’intervista al ministro Brunetta.

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart