Il patto tra Fini e la magistratura

Io ci credo. Berlusconi ieri ha dichiarato:

«Ho la copia – affonda il premier – di un accordo sottoscritto a inizio legislatura tra la magistratura e il presidente della Camera. Un patto scritto in cui i pm si impegnavano a non toccare Fini se lui in cambio avesse bloccato la riforma della giustizia. Così è stato ».

Dico però a Berlusconi che, se davvero possiede quella copia, la mostri e la renda di dominio pubblico. Sarebbe la denuncia di un fatto gravissimo, riguardando il presidente della Camera, sui cui comportamenti e sulle cui virate (l’ultima qui) sono fioriti molti sospetti.

Avremmo la risposta alle domande che ancora sono irrisolte.
La prima riguarda l’archiviazione del caso Montecarlo, che, a mio avviso, ha mostrato una trascuratezza ed insufficienza delle indagini, oltre che una negligenza di fronte a prove documentali ufficiali, da lasciare sbigottiti e sgomenti.

La seconda riguarda la mancata indagine sulle raccomandazioni che il presidente della Camera ha rivolte alla Rai, e con successo, per dare lavoro ai Tulliani. Eppure la denuncia è stata fatta sui giornali da chi quelle pressioni ha subito, eppure la procura competente ha fatto orecchi da mercante.

Ci sono stati nei confronti di Fini, sempre a mio avviso, benevolenze incomprensibili, che offendono le più elementari regole della giustizia.
Dunque, quel documento deve essere reso pubblico. Altrimenti si diventa complici, inconsapevoli o meno, della malagiustizia.

E a proposito di malagiustizia, non dimentichiamoci il caso Scalfaro a riguardo della trattativa tra Stato e mafia.   Sembra che, ad ogni giorno che passa, il coinvolgimento di Scalfaro paia rassodarsi sempre più, come si legge qui (“L’ombra di Scalfaro dietro Capriotti” di Nicola Imberti). Avrà la magistratura il coraggio di andare fino in fondo?

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