Il Pd ha un senso solo se vince Renzi

di Giuseppe De Bellis
da “il Giornale”, 24 novembre 2012)

Matteo Renzi è il primo possibile leader del centrosinistra che ci piace. La sua candidatu ­ra rivoluziona le logiche viste e vissute negli ul ­timi vent’anni.
Questo permette di ragionare in maniera nuova e diversa, questo ci spinge a fare ciò che mai abbiamo fatto finora: un en ­dorsement per le primarie del Pd. Perché stavolta non sono tutti uguali. Noi, domani, stiamo con Renzi. Scegliamo lui contro Bersani, Vendola, Puppato e Tabacci. Sceglia ­mo qualcosa che non c’era e che ades ­so c’è: un personaggio in grado di scar ­dinare vecchie ruggini e vecchie sco ­rie.

Se ragionassimo con la cieca oppor ­tunità politica faremmo esattamente il contrario. Strizzeremmo, cioè, l’oc ­chio a Bersani, perché diciamolo: è l’avversario con il quale un candidato di centrodestra avrebbe gioco più faci ­le. Partirebbe ultra svantaggiato e i son ­daggi lo dicono chiaramente, ma con ­tro il segretario Pd la partita sarebbe meno impossibile. Renzi è più difficile da battere per il semplice fatto che at ­trae un’area moderata che Bersani non attrae.

Ecco, sapete che c’è? Chissenefrega dell’opportunismo. Scegliamo Renzi perché è un uomo nuovo: è il primo ve ­ro leader totalmente post-comunista, è l’unico a indicare al Pd la strada della socialdemocrazia liberale che in Euro ­pa e negli Stati Uniti c’è da sempre e che da noi non c’è mai stata. Noi vor ­remmo che vincesse lui, domani. Per ­ché Renzi garantisce la possibilità di avere un dialogo vero, nuovo, reale. Parla di temi, non di inchieste giudizia ­rie. Parla di prospettive, non rinfaccia il berlusconismo. È avanti e non per ra ­gioni anagrafiche. Al netto delle esage ­razioni e di qualche errore, la rottama ­zione che propone è l’istanza di un gio ­vane, ma soprattutto un’idea di politi ­ca diversa: ha sconfitto il pregiudizio e non ha la cultura dell’inciucio come unica alternativa alla rivalità. Una parte delle sue proposte non ci convince.

Ma di cose condivisibili ce ne sono molte: la semplificazione fi ­scale per le imprese, l’inversione del paradigma classico della sinistra per il quale il lavoratore ha più diritti del da ­tore di lavoro, il divorzio breve. La for ­za del suo programma sta nello spirito liberale e nell’essere studiato con il buonsenso di chi non pensa di poter ri ­solvere i problemi del mondo come s’illude di fare Vendola.Il sindaco di Fi ­renze ha avuto la tenacia di resistere al ­l’assalto pazzesco subito dall’esta ­blishment del suo partito. Hanno cer ­cato di abbatterlo, di screditarlo, di de ­legittimarlo, di renderlo costume anzi ­ché politica. Gli attacchi subiti sono stati solo personali. Vi sembra norma ­le? Lui ha rimbalzato tutto e ha mobili ­tato la gente come pochi. Ha costretto il Pd a scendere sul suo terreno, a mi ­surarsi, l’ha obbligato a usare le trup ­pe cammellate per sconfiggerlo. Forse non vincerà (così dicono tutti i sondag ­gi), ma l’Italia ha trovato un leader.Per il presente, non solo per il futuro. Da domani, comunque vada, bisognerà fare i conti con Renzi e capire che idea ha del Paese. Con lui se ne può parlare.


Qui Alessandro Baricco su la Repubblica, a favore di Renzi.

Anch’io domenica andrò a votare per Renzi, una novità che mi interessa molto. Vincesse lui, alle politiche potrei confermargli il mio voto. (bdm)

Visto 12 volte, 1 visite odierne.