Ho appreso con sgomento (confesso di essermi estraniato dalle faccende lucchesi) che il Pdl di Lucca si è diviso in due. Al momento uno si chiama Pdl 7 perché composto da sette consiglieri, e l’altro Pdl 11 perché i consiglieri sono 11.
Siccome tra quelli del Pdl 7 ci sono i più vecchi iscritti del Pdl essi reclamano di potersi chiamare soltanto loro Pdl, e gli altri si diano un altro nome. La questione è stata posta in consiglio comunale davanti al sindaco.
Ciò che sta succedendo a Lucca, mi dicono, capita anche in qualche altro ente locale.
Che sta succedendo?
È mai possibile che da Roma non ci sia qualcuno autorevole che imponga ai consiglieri lucchesi, e agli altri, di smetterla con queste buffonate? Il Pdl è unico, il marchio non è locale, ma nazionale. Sta a Roma stabilire se a Lucca si vuol dare luogo ad una scissione e quindi, se le cose dovessero stare così, toccherà a Roma, agli organismi preposti, cacciare coloro che non stanno alle regole.
Due Pdl nello stesso consiglio comunale fanno ridere i polli.
Stamani ho letto due articoli che si conformano al mio stato d’animo.
Il primo è di Maurizio Belpietro, “Attenti, qui salta tutto” e lo si trova qui, a pag. 45, l’altro è di Gennaro Malgieri, “Nel Pdl è l’ora del divorzio”, e si trova qui, a pag. 44.
Ho letto che Berlusconi rinuncia alle vacanze per mettere ordine nel partito. Bene, lo faccia, ma ci metta del pepe, ci metta del sano autoritarismo.
Richiami quei consiglieri Pdl a cui il sole ha cotto il cervello, e soprattutto, prima della chiusura del Parlamento, ponga in votazione il ddl sulle intercettazioni, così com’è. Dica stop agli emendamenti e chieda la fiducia.
È un’altra carta che Machiavelli e lo stellone gli mettono a disposizione. E’ una carta che non ha valore intrinseco, e potrebbe il ddl contenere anche questo solo articolo: 1 – comma: “Si possono intercettare solo le telefonate delle ganze dei parlamentari. ”, 2 – comma: “La terra gira in torno al sole”. Importante è sapere che così com’è attualmente il ddl non sarà approvato dai finiani. Ciò è più che sufficiente per accendere la miccia e quindi pervenire alla tanto auspicata rotta di collisione. Il fatto che poi, il ddl possa essere dichiarato incostituzionale, non ha alcuna importanza strategica. L’obiettivo deve essere uno: cacciare Fini, che trova comodo stare abbarbicato all’albero del Pdl.
Si tenga all’erta, gentile Cavaliere, o Fini e Napolitano prima o poi faranno cappotto.
Commenti
Una risposta a “Il Pdl a Lucca e altrove”
Ho ricevuto questa precisazione dal consigliere lucchese del Pdl Maurizio Dinelli, che pubblico, insieme con la mia risposta:
— In forum_immoderato_degli_immoderati@yahoogroups.com, maurizio dinelli
<mauriziodinelli@…> ha scritto:
>
> non è esattamente così. Non voglio commenatre il resto dico solo la
> verità sui due gruppi di Lucca. Come capogruppo del primo gruppo
> costituitosi in comune il due marzo 2010 ho semplicemente contestato
> al presidente Agnitti che nel consiglio non possono esserci due gruppi
> con lo stesso nome, quindi che finchè Roma non toglie il diritto di
> fregiarsi del nome PDL a quelli che lo hanno costituito il due marzo
> 2010, non è possibile che lui autorizzi un secondo gruppo con lo
> stesso nome. Tutto lì. Non voglio entrare nel merito dei motivi per
> cui 11 persone anzichè entrare nel gruppo già esistente PDL, ne hanno
> costituito un secondo. Non lo so. Però chiedo a Bartolomeo di non
> scrivere insesattezze che riguardano altri, e ne mettono alla berlina
> la dignità (siccome sono vecchi iscritti al PDL vogliono tenere il
> nome ecc, o comunque ha scritto qualcosa del genere). Se le cose non
> si conoscono non si scrivono, prima ci si informa, e poi si scrive.
> SEna polemica, dica adesso Bartolomeo e chi vuole qualsiasi cosa,
> basta che non facciano affermazioni non reali, mettendo nel mezzo
> persone che soffrono, come me, personalmente di questa situazione
> vergognosa nella quale si trovano, come lo scrivente, nel mezzo loro
> malgrado. Buona serata a tutti, a partire da Bartolomeo
Caro Maurizio, metterò questa tua precisazione sotto l’articolo apparso sul mio
blog e su Legno Storto, com’è doveroso. Ma il problema che il mio articolo
intendeva sottolineare è che, per una ragione o per l’altra, il Pdl si trova a
vivere situazioni grottesche, come accade a Lucca, senza che nessuno da Roma
intervenga con urgenza per dire una parola definitiva ed evitare che gli
elettori ne ricevano un’impressione assai sgradita. Ciao.