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Il ragionamento di Eugenio Scalfari

14 Ottobre 2009

Tutte le sere ho l’abitudine di mettere un film. A me piace il cinema, lo considero l’erede del romanzo ottocentesco, quello che adoro. Ieri avevo deciso di guardarmi uno sceneggiato che ebbe un grande successo ai suoi tempi, e che non avevo visto: “Uccelli di rovo”. Stavo guardando la prima puntata, quando dal piano terreno sale su mia moglie Raffaella e mi dice: Su Raitre c’è quel signore con la barba bianca che siamo andati ad ascoltare a Lucca.
Capisco che si tratta di Eugenio Scalfari. Ha l’aspetto del patriarca; quando parla con quella sua cadenza lenta e ben scandita suscita rispetto e ammirazione. Ha un fare calmo che rassicura. Oggi, che ha raggiunto una venerabile età, anche il suo passo è lento, si aiuta con un bastone che sembra assorbito signorilmente nella sua persona.
Quella volta venne a Lucca a parlare del mio concittadino Mario Pannunzio, grande ed impareggiabile maestro di giornalismo, fondatore di quel “Mondo” a cui attinsero tante coscienze.
Se ne considera discepolo, avendo, giovanissimo, collaborato con lui. Di altro avviso è invece il direttore del Centro Mario Pannunzio, Pier Franco Quaglieni, che in un convegno a Lucca del 14 febbraio 2009 ricordava che, vicino a morire, Pannunzio confidò che non avrebbe gradito che Scalfari fosse presente ai suoi funerali. Sembrava, dunque, che del suo giovane collaboratore (tra i  due c’erano 14 anni di differenza) non avesse quella considerazione che oggi Scalfari ostenta quando parla del maestro. Probabilmente Pannunzio non dimenticava che il suo collaboratore era stato un giovane ed entusiasta fascista.

Decido di interrompere la visione del film e di sintonizzarmi su Raitre. E’ proprio lui, imponente con la sua barba bianca. Sul divanetto gli siede accanto l’intervistatrice Serena Dandini. Capisco che mi sono imbattutto in uno dei vari programmi messi sotto accusa da Berlusconi allorché li indica per dimostrare che non è vero che i media sono tutti schierati con lui, e che anzi la maggioranza dei programmi televisivi fa di tutto per contrastarlo e metterlo in ridicolo. Non gli do torto. Mi vengono in mente Anno Zero, Ballarò, L’infedele, vere e proprie corazzate, e giusto il programma della Dandini, Parla con me.
Quando arrivo io, stanno parlando delle primarie del Pd. Scalfari, che il 25 ottobre andrà a votare, fa questa critica al sistema della elezione: il 25 ottobre dalle urne usciranno i risultati per i tre candidati: Bersani, Franceschini e Marino.
Con questi risultati i 3 si presenteranno alla successiva Assemblea nazionale (il vecchio Comitato Centrale), la quale eleggerà il nuovo segretario. Ora – continua a ragionare Scalfari – se dalle primarie nessuno è uscito con la maggioranza assoluta del 50% più 1, in Assemblea (composti da mille rappresentanti) potrebbe accadere che colui che è uscito terzo dalle primarie si allei con quello uscito secondo, e così quello che è uscito con la percentuale più alta viene scavalcato e non sarà segretario. Continua Scalfari: gli elettori di costui a questo punto potrebbero lamentarsi di aver scelto loro il segretario, poiché uscito vincitore dalle urne, e invece con il voto dell’Assemblea se ne ritrovano un altro uscito sconfitto. Questo non è possibile, conclude Scalfari.
Il suo ragionamento non fa una grinza e lo approvo. Non so se il Pd, avendo ormai avviato la macchina, potrà apportare la modifica auspicata da Scalfari. Forse no.

Però a me piacerebbe che Scalfari spostasse il suo ragionamento sul nostro sistema politico e ne traesse per coerenza le stesse conclusioni. Facciamo che l’Assemblea del Pd sia il nostro Parlamento e le primarie del Pd le nostre elezioni.
Occorre premettere che, per effetto della legge 270 del 2005, quando gli italiani si recano alle urne trovano sulla scheda indicata la coalizione e il suo “unico capo”. Nel momento del voto sanno, anche per le dichiarazioni ascoltate in campagna elettorale o lette sui manifesti, che il loro voto sceglie la maggioranza e anche colui che diventerà presidente del Consiglio.
Ora facciamo l’esempio.
Se dovesse in questi mesi verificarsi una crisi di governo e fosse deciso dal capo di Stato di non andare a nuove elezioni, gli elettori che hanno votato l’attuale maggioranza e contestualmente il presidente del Consiglio (la Costituzione non prevede ancora l’elezione diretta del presidente del Consiglio, ma la legge 270 la realizza nei fatti), questi elettori potrebbero lamentarsi, anch’essi, di aver votato una maggioranza e un presidente del Consiglio e di ritrovarsi qualcun altro a governare il Paese?
Se dovesse succedere disgraziatamente una cosa del genere, mi piacerebbe tanto che Scalfari ricordasse questo suo ragionamento fatto a proposito delle primarie del Pd nella trasmissione di ieri sera in casa della simpatica Serena Dandini.

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5 Comments

  1. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 15 Ottobre 2009 @ 19:46

    Pienamente d’accordo, Bartolomeo, ma il resto dell’intervista era uno “sputtanamento” di Berlusconi e del Governo ed una sua continua stuccante presa di giro, con battutine anche da quattro soldi, che mi ha schifato. E per fortuna che non c’è libertà di stampa e le televisioni sono tutte in mano a Berlusconi!
    Gian Gabriele

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 15 Ottobre 2009 @ 21:25

    Siamo caduti, Gian Gabriele, veramente nel ridicolo, pur di attaccare Berlusconi.

  3. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 15 Ottobre 2009 @ 21:55

    Hai veduto stasera “Striscia la notizia”? Parlavano di un documentario che gira per le sale e dei commenti a questo documentario di alcuni organi di stampa. Questo documentario surrettiziamente e maliziosamente, ma anche erroneamente, attribuisce a Berlusconi la nascita della TV che fa spogliare le donne. Questo documentario è stato sbugiardato in pieno, come sbugiardati sono stati tutti coloro che avevano scritto in proposito. Insomma, Berlusconi, sarà pure l’orco cattivo, ma gli si vuole attribuire ogni male, anche quando non c’entra per niente. Mi sa che anche questo episodio sia significativo: l’importante è “attaccare” Berlusconi, anche per bischerate: è divenuto lo sport preferito della gran parte della stampa (che, guarda caso, non è… libera), della gran parte della Magistratura e dell’opposizione (quest’ultima si occupasse delle sue lacerazioni interne e si organizzasse seriamente per proporsi alternativa seria sulle cose che contano davvero e non sul gossip!)
    Gian Gabriele

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 15 Ottobre 2009 @ 22:13

    Non ho visto Striscia la notizia. Ma gli attacchi a Berlusconi non mi stupiscono più. Ora, per esempio, ad Anno Zero Bersani dice che il capo dello Stato non si deve attaccare. E in questo ha ragione, però quando gli hanno ricordato che il Pci attaccò duramente Cossiga, facendolo dimettere anzitempo, lui non ha risposto.
    Per non parlare poi del povero Leone, capo dello Stato che fu costretto dal diktat del Pci alla Dc a dimettersi accusato di certi scandali, da cui poi fu assolto pienamente.

    Mi dispiacerebbe se molti giovani che non ccnoscono la storia del nostro Paese si lasciassero incantare da queste falsità.

  5. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 15 Ottobre 2009 @ 22:28

    La politica, caro Bartolomeo, anziché essere alta, basata su principi di valore, è spesso ipocrita e falsa. Ed in questo momento, per colpa di un’opposizione faziosa, sbandata, non di rado poco seria e scarsamente affidabile, che non ha argomenti validi da proporre, si affida all’insulto, alla menzogna, al gossip ed alla Magistratura schierata, pur di dare addosso al Governo. E non si cura, in questo, come dovrebbe, del bene del Paese, specie in un momento difficile quale quello che stiamo vivendo.
    Non solo: fomenta anche la stampa estera contro di noi, dimostrandosi proprio dei bravi Italiani.

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