di Bartolomeo Di Monaco
Non v’è dubbio che ha un suo fascino e attira molti lettori. Famosi sono Horace Walpole con Il castello di Otranto, Mary Shelley con Frankenstein, Bram Stoker con Dracula e Ann Radcliffe con I misteri di Udolpho.
E tra gli italiani?
Va detto subito che nessuno dei nostri autori ha raggiunto la fama, il valore e il livello degli scrittori citati sopra (salvo forse Antonio Fogazzaro con Malombra del 1881), ma due di questi in particolare mi hanno interessato e ho voluto scriverci un libro per parlare di alcune loro opere, che furono innumerevoli e tutte lette da un vasto pubblico: Carolina Invernizio e Francesco Mastriani. Mentre la prima è ancora nota, di Mastriani si sono perse le tracce. Eppure al suo tempo (n. 1819-m. 1891) era un nome rispettato e considerato di notevole valore.
Oggi è come il Carneade manzoniano. Ho voluto quindi restituirgli l’onore che merita e metterlo a raffronto con la più duratura Carolina Invernizio. Di entrambi ho esaminato 8 opere ciascuno.
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