Sgorlon, Pardini e Bertozzi, autori a cui ho dedicato 3 libri monografici

di Bartolomeo Di Monaco

Quando si decide di esaminare l’intera produzione di un artista e, come in questo caso, di un narratore, significa che lo si stima al punto di volerne scoprire le aspirazioni e i sentimenti più segreti, e che le sue opere non ci appartengono solo come lettori, bensì come compartecipi delle stimolanti atmosfere che vi si respirano tali da essere non solo formative ma anche capaci di diventare nostre per sempre.
A me è accaduto con questi 3 autori, ai quali ho dedicato i seguenti libri: “Omaggio a Carlo Sgorlon. I romanzi”; “Omaggio a Vincenzo Pardini. Tra racconti e romanzi” e “Enrico Bertozzi. Un grande da scoprire”.
Non esistono in Italia monografie complete come quelle da me redatte e pubblicate.

Carlo Sgorlon, friulano, è da me considerato uno dei più grandi narratori italiani del Novecento. Le magie che ha saputo creare con la sua scrittura e il suo mondo sono irripetibili. In vita vinse tutti i premi letterari maggiori, e anche 2 volte. Non credo ce ne sia un altro con lo stesso primato.
Quando mi decisi a scrivere su di lui ebbi la fortuna di poter avere spesso al telefono la vedova Edda Agarinis Sgorlon, la quale fu prodiga di notizie, suggerimenti e precisazioni. Come dono per il mio lavoro mi spedì l’edizione in giapponese del romanzo del marito “Il filo di seta”. Sono sicuro che è a lei che devo l’invito a partecipare al convegno sull’opera di Sgorlon tenutosi a Udine il 20 dicembre 2019. La mia relazione s’intitolava “Carlo Sgorlon, un narratore che ci manca”, e la potete leggere, oltre che nel libro monografico, qui.

Vincenzo Pardini è lo scrittore che onora la città di Lucca. Lo conosco da tempo ed è stato con me prodigo di utili consigli. Mi ha seguito sin dal principio della mia passione per la letteratura e ha scritto più volte su di me. È uno scrittore al quale devo molto. Tutte le opere che ha pubblicato (romanzi e volumi di racconti) mi hanno colpito per il suo stile aspro e puntuto, privo di melensaggini a cui spesso ricorrono altri scrittori per accontentare il mercato e trovare accesso presso le maggiori case editrici. Pardini è anche giornalista e tiene una rubrica domenicale su La Nazione, presso la quale interviene più approfonditamente molte volte nell’importante pagina letteraria “Il Caffè”. È uno scrittore che ha il merito, assente in molti artisti, di essere generoso con il prossimo, soprattutto allorché vi scorge dei meriti da valorizzare. Come me, è devoto alla santa lucchese Gemma Galgani.

Ed ora eccoci ad un autentico sconosciuto, Enrico Bertozzi, anche lui lucchese, della Garfagnana. Faceva il cassiere presso il Banco di Roma e ha avuto, come me, gli elogi ripetuti del grande studioso della letteratura italiana Giorgio Bárberi Squarotti.
A parlarmene fu la figlia Elena, insegnante in pensione. Un giorno capitò a casa mia e mi parlò di suo padre, rivelandomi che aveva scritto dei romanzi, e lei era intenzionata a farlo conoscere.
Li lessi e li trovai molto belli. Anch’io, come la figlia, lamentai come in Italia siano passati inosservati scrittori come lui, di grande merito. A Bertozzi, in Garfagnana è stato eretto un monumento, che gli tributa il merito che gli spetta.

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