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Il voto a Milano

24 Aprile 2011

Non ci crederete, ma ciò che mi interessa di più a riguardo dei risultati che si avranno nelle elezioni al comune di Milano, sono i voti che prenderà Roberto Lassini, l’autore dei noti manifesti contro le procure.

Pongo questa ipotesi: Lassini prenderà molti voti, forse anche di più di quelli che otterrà la Moratti. L’unico che lo batterà sarà Berlusconi, ma Lassini sarà secondo solo a lui.
Perché è interessante questa ipotesi. Perché ho la sensazione che gli italiani abbiano nella stragrande maggioranza un’avversione profonda contro certi modi di esercitare la giustizia.

Gli esempi più negativi e irritanti vengono   da talune procure che, pur essendo circoscritte, tuttavia hanno indotto i cittadini alla generalizzazione e all’estensione del giudizio negativo a tutte le sedi giudiziarie.
Ormai non c’è articolo in cui non si accenni ai privilegi dei magistrati e alla loro poca voglia di lavorare, oltre alla loro incapacità di darsi anche una minima organizzazione.

Le procure ad esempio di Milano, di Palermo, di Roma, sono salite alla ribalta per vicende che hanno messo a nudo un modo di condurre le indagini alquanto discutibile, e forse perfino superficiale.
I casi Ruby, Ciancimino jr, e Fini (con l’archiviazione dell’affaire Montecarlo), sono le più recenti fiammate di un incendio che sta sgretolando la giustizia in Italia.

Lassini, pur esagerando coi suoi manifesti, ha in realtà messo in risalto il malanimo e la disperazione in cui sono sprofondati molti italiani.
Siamo abituati, infatti, a leggere sui giornali i casi più clamorosi, ma essi sono solo la punta dell’iceberg. Una micro ingiustizia è diffusa in tutto il nostro territorio e colpisce milioni di persone.

Lassini, cosciente o meno, si è eletto a loro rappresentante. Il suo gesto potrebbe rappresentare il grido collettivo di molti che non hanno voce e hanno dovuto subire in silenzio. Potrebbe essere il vessillifero di una esigenza di giustizia sentita da tutti. Non solo dagli elettori del centrodestra ma anche da molti elettori di aree contrapposte.

Potrebbe succedere così che i meno fanatici, quelli che non sono legati braccia e piedi ai loro partiti di riferimento, si sentano attratti da una denuncia che ai loro occhi appare giusta nella sostanza e tale da rappresentarli in una protesta che non ha mai avuto modo di esprimersi attraverso le urne. E questa potrebbe essere la prima volta.

Lassini a Milano ha indubbiamente posto la questione giustizia all’attenzione degli elettori, allo stesso modo di un referendum, e i voti che andranno a lui, saranno inequivocabilmente i voti di coloro che disapprovano e perfino condannano quella tal magistratura considerata ingiusta, proterva, privilegiata e invadente.

Perciò, se Lassini verrà eletto, sarà difficile agire contro di lui.

Altri articoli

“La truffa Ciancimino. Ecco tutti i complici del grande imbroglio” di Giuliano Ferrara. Qui.

“Quel minareto a Milano. E’ un altro passo verso l’islamizzazione” di Magdi Cristiano Allam. Qui.

Intervista a Giorgio Bocca. Qui. Da cui estraggo:

“D. E La Repubblica?
R. Non è che mi senta soddisfatto.

D. Perchè?
R. Perchè non si può andare avanti per venti pagine con Berlusconi e le amanti di Berlusconi. Le sembra giornalismo? Che me ne frega se a lui piacciono le puttane. Il troppo stroppia.”

“Preferenze: flop Berlusconi e Lassini. Volano Boeri e Sara, l’«anti Minetti »”. Qui.


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2 Comments

  1. Commento by Sergio — 16 Maggio 2011 @ 23:54

    …. un fine politologo che comprende l’elettorato.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 17 Maggio 2011 @ 08:19

    Si fa quel che si può, a volte si fa centro e a volte si strologa. Come tanti altri. Oggi su La Stampa c’è un’intervista a Lassini che dice: “Ma se negli ultimi dieci giorni non ho fatto neanche campagna elettorale. Io ho detto di votare Silvio Berlusconi e Letizia Moratti”. Dunque sembra che Lassini si sia ritirato nei fatti dalla competizione. E infatti sul Messaggero, sempre di oggi, dichiara: “sono stato io stesso a dire ai miei elettori di non votarmi.”

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