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Intimidazioni attraverso la magistratura

11 Dicembre 2010

Ci siamo già passati al tempo delle elezioni regionali.
Per ostacolare la maggioranza si fece di tutto per lasciarla addirittura fuori dalla competizione. Cosa mai vista. Un’esperienza devastante. Senza avversari l’opposizione avrebbe fatto in Lombardia e a Roma cappotto su tutta la linea.

Chi fu lo strumento di questa iniziativa che definire antidemocratica è dire poco? Fu la magistratura. Si ricorse ad essa per cercare di intorbidare le acque. Per fortuna, la faccenda si risolse con la conferma dei risultati usciti dalle urne. Ma si mise la democrazia ancora una volta in pericolo.

Oggi si tenta la stessa operazione.
Sono sempre stato contro i cambiamenti di casacca e chi mi legge lo sa. Ma il mercato delle vacche è una piaga italiana antica quanto la prostituzione e gravissima quanto la mafia.
Nessuno ha fatto mai intervenire la magistratura.

Del resto, che la politica sia sempre stata connivente lo dimostra la cattiva e complice interpretazione dell’art. 67 della Costituzione che è stato sbandierato in tutti questi anni come l’articolo che autorizza il cambio di casacca.

Oggi sarebbe da ipocriti sostenere che tutti i cambi di casacca del passato non abbiano avuto una contropartita in favore di chi li praticava. La fantasia di ciascuno di noi è autorizzata a sbizzarrirsi.

E tuttavia, nonostante questi precedenti vergognosi, solo oggi si chiama ad intervenire la magistratura. E la si chiama, come lo si fece in primavera, proprio nel mentre si sta esercitando una delle funzioni più importanti della democrazia. Là il voto dei cittadini, qui il pronunciamento del parlamento.

Ha fatto bene il Pdl a protestare che questa è un’ingerenza inammissibile, e il procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara, farebbe assai meglio a riflettere sull’affaire Montecarlo che ha coinvolto il presidente della Camera, di cui ha chiesto l’archiviazione, visto che lì di materia su cui discutere ce n’è anche troppa e tutta largamente e definitivamente provata.

Si modifichi l’art. 67 della Costituzione se veramente si voglia porre fine a questo mercimonio e non si venga oggi a denunciare un malcostume della nostra democrazia che tutti i partiti hanno voluto scientemente coprire. Di ciò che sta avvenendo, ossia del mercato delle vacche, tutti i partiti sono colpevoli, compresi il Pd e l’Idv, e tutti i partiti dovrebbero essere indagati dalla magistratura.
La domanda è: perché non lo si è mai fatto? E perché lo si fa ora?

Attenzione. Non tiriamo troppo la corda. Gli elettori del centrodestra sono noti per la loro pazienza e per la loro moderazione. Ma fino ad un certo punto.

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“Per il direttore di Libero Maurizio Belpietro, però, è inutile lamentarsi dei cambi di casacca. Il modo per eliminarli ci sarebbe, ed è modificare la Costituzione. Ma nessuno ci ha mai provato, forse perché conviene a tutti.” (Vedere anche il video).

Ancora Belpietro. Qui. Da cui estraggo:

“Per sostenere il primo governo a guida post-comunista della storia d’Italia, fu necessaria una transumanza di 27 onorevoli, i quali lasciarono il Polo della libertà per fondare un nuovo partito a guida Mastella. Il cambio di casacca fu premiato con tre ministeri e otto sottosegretari, così gli aderenti alla neonata formazione videro soddisfatte le proprie ambizioni, potendo disporre di ufficio, segretarie e auto blu in quantità. Un deputato leghista registrò le conversazioni con un transfuga: si parlava di duecento milioni e di incarichi governativi.”

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Che differenza c’è tra un deputato eletto nelle liste del Pdl che cambia partito e ritira la fiducia al premier a cui era abbinato e un deputato eletto nelle liste dell’Idv che cambia partito e fa il percorso inverso al suo collega? Un abisso. Il primo è un eroe ravveduto, il secondo un infame traditore. E se dietro all’uno come all’altro si può supporre che ci sia un interesse personale (garantirsi un futuro incerto con seggi, incarichi, prebende), il primo resta un incensurabile politico, il secondo è un corrotto da destinare alla gogna e al tribunale.
E ancora. Che differenza c’è tra un direttore del Tg1 che spende 7mila euro al mese di spese di rappresentanza e un direttore del Tg1, suo predecessore, che ne spendeva ventimila al mese per una suite? Un abisso, il primo è un delinquente da cacciare e da censurare in azienda, in commissione di vigilanza, in tribunale e in comitato di redazione; il secondo è un galantuomo che doveva pur trovarsi un tetto per esercitare il suo mestiere.”

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“E una volta andata via, quel giorno?
«Ho chiamato Berlusconi. Gli ho detto: alle 5 torno nel Pdl. Lui mi ha risposto che era felice. In quei tre mesi non mi aveva mai chiesto, mai, neppure una volta, di tornare nel Pdl ».”

“Scilipoti: “Non mi vergogno, io sto con gli italiani” di Stefano Filippi. Qui. Da cui estraggo:

“«Non avevo intenzione di andarmene finché non è successo un fatto gravissimo. Lunedì pomeriggio il capogruppo Massimo Donadi mi telefona per dirmi che aveva già concordato con il Pd e Repubblica una campagna per denigrarmi. “Nemmeno la tua famiglia ti riconoscerà più, ti giuro che userò tutti i mezzi legali”, mi ha detto. Non potevo più restare, devo difendere i miei cari e mettere in guardia il popolo italiano ».
Donadi le ha aperto gli occhi?
«Credevo di militare in un partito che voleva migliorare l’Italia e mi accorgo invece che vigono sistemi sovietici: delegittimazione, dossieraggio, mascalzonaggini ».”

“«Ma la campagna scatenata da Di Pietro è basata sul nulla. Dossier su vicende personali che non c’entrano con la politica. Chi mi ripagherà il danno morale profondissimo che mi creano? La lingua uccide più del coltello. Chi spiegherà a un’opinione pubblica distratta che ‘sto Scilipoti non è un venduto ma vittima di una montatura? Resterò marchiato a vita e non fregherà nulla a nessuno. In questi giorni mi arrivano mail di minaccia, scrivono che devo stare attento a uscire da casa, che mi dovrebbero sparare alle spalle. Questo è il clima che stiamo attraversando ».”

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“Noi Sud contrattacca: mercato? I pm indaghino su Fini” Qui.


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13 Comments

  1. Commento by Cesare — 11 Dicembre 2010 @ 04:59

    sai Bart che otterrai, continuando a passar sopra a casi come questi?

    Che, alle prossime elezioni, tu darai il voto questo signore:

    http://www.youtube.com/watch?v=xI7beHoBLgk#t=02m10s

    (e la cosa sarebbe quasi da ridere)

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 11 Dicembre 2010 @ 08:20

    Battiti anche tu, come me, per la revisione dell’art. 67 della Costituzione, che è la fonte di questa corruzione.
    Secondo te, agli altri che nel passato hanno cambiato casacca, non è stato offerto niente come contropartitta?
    Vediamo se tutti i partiti si muoveranno per fare in modo che in futuro chi cambia casacca deve dimettersi. Vediamo, Cesare. Finora, il fenomeno era conosciuto (anche da Di Pietro), ma a tutti è tornato bene lasciare che le cose continuassero così.

  3. Commento by Mario Di Monaco — 11 Dicembre 2010 @ 08:40

    L’intromissione della magistratura in questa delicata fase parlamentare è di una gravità inaudita. Il solo effetto intimidatorio che l’iniziativa del magistrato produce sul comportamento del parlamentare costituisce una grave violazione della libertà di coscienza.

    Qualcuno ha già ventilato la proposta di inventare un’ipotesi di reato ad hoc per impedire qualsiasi comportamento che possa favorire la fiducia al governo Berlusconi.

    Per intenderci, una specie di quella cervellotica incriminazione che è il concorso esterno in associazione mafiosa, che servirebbe, magari, anche in futuro per arrestare, così come chiede oggi il Fatto Quotidiano, chiunque si azzardi a votare per Berlusconi.

     

  4. Commento by Marzio Messora — 11 Dicembre 2010 @ 11:01

    La cosa ancor più grave è aver permesso ad alcuni magistrati di entrare in politica… Questi si approfittano (o comunque possiamo tutti temere che possono farlo) delle loro amicizie e conoscenza di indagini e rapporti per INTIMIDIRE parlamentari ecc.
    Forse non ci si rende conto di questo?
    La semplice presenza di questi  magistrati all’interno delle camere è causa di timori e disagio… la libertà di pensiero e azione dei nostri rappresentanti è  istantaneamente compromessa. Non è il caso di ridere o pensare che almeno… righeranno dritti.
    La questione è gravissima.  Avrei anche potuto tollerare un semplice giudice di pace o di cause civili, ecc. Mai personaggi del calibro di pietro o magistris… che addirittura si sono “occupati” di politici… Faccio un esempio di danno alla politica: provate a immaginare se dovesse ripresentarsi un certo Martelli alla politica… ok, avrà pure fatto qualche errore, ma non solo quelli in tutta la sua carriera… e tuttavia se rientrasse in politica troverebbe i suoi aguzzini pronti a “linciarlo”. Mi volete dire che dopo ciò che ha fatto è meglio che se ne stia fuori? Non è un discorso democratico… è da “stato di polizia”… inoltre LUI ha già pagato! Questa è la democrazia che viviamo: uno stato di magistratura, l’inquisizione moderna !!! Chi non lo vede e non ne parla… è solo un  opportunista… oggi ride, ma quando il vento cambierà direzione si arrampicherà sulle barricate causando il solito ribrezzo.

  5. Commento by Cesare — 11 Dicembre 2010 @ 16:04

    A me sembra che quell’articolo 67 che tu tanto opponi affermi una cosa sacrosanta, vale a dire i deputati e i senatori devono essere liberi di agire come meglio credono e secondo la loro coscienza.

    Io trovo questo principio del tutto giusto. Mi sembra sbagliata l’intenzione opposta, quella secondo cui un deputato o senatore eletto in un partito/coalizione debba sempre votare come dice il partito, e non secondo la sua coscienza. Non mi stupisce quel che hai notato, vale a dire che tra gli oppositori dell’articolo 67 durante i lavori costituenti ci fossero alcuni deputati comunisti, proprio perche’ in quella visione vetero-comunista il partito aveva un ruolo non solo centrale, ma dominante. Io preferisco che il deputato/senatore abbia piu’ liberta’, non meno, anche col rischio che avvengano situazioni come quelle che per esempio portarono all caduta del secondo governo Prodi. E lo dico con convinzione e non come una provocazione.

    Secondo me, il problema e’ semmai quello di far si’ che i cittadini abbiano la possibilita’ di scegliere chi li rappresentera’ in parlamento. Se quel tale Razzi che ora passa al centrodestra dovesse essere votato dagli elettori di centrodestra per ritornare in parlamento – sia tramite primarie o con un sistema di scelta previsto dalla legge elettorale-, ecco, se quel tale Razzi dovesse essere giudicato dagli elettori e non solo dal dominus del partito, io avrei un minimo di speranza che quegli elettori sceglierebbero un altro o un’altra.

    Immagina invece la tua riforma dell’articolo 67. Se il deputato votasse la sfiducia in opposizione al suo partito, dovrebbe dimettersi da parlamentare.   Ma con la promessa di essere ricandidato in una lista bloccata e sicura per le prossime elezioni. Cioe’ con la certezza di essere rieletto. Avresti limitato costituzionalmente la liberta’ dei deputati, e non avresti eliminato il problema.

    Si tratta invece di rendere piu’ democratici sia la vita interna dei partiti, sia il sistema elettorale. Questo e’ il mio punto di vista.

  6. Commento by Cesare — 11 Dicembre 2010 @ 16:29

    un’altra cosa che non riguarda l’articolo 67.

    Su notizie e voci quali quelle pubblicate in questi giorni come quelle riportate in questa intervista, mi sembra che la magistratura abbia non solo il diritto ma pure il dovere di indagare – questo non c’entra nulla con il malcostume della promessa di posti, candidature, etc. Si parla di soldi e di prezzarii. Mi sembra un passo oltre, o no? E se queste offerte ci sono state, e s saranno configurabili col reato di corruzione, lo decidera’ la magistratura. Altrimenti si dica apertamente che pagare un deputato per votare in un certo modo non e’ un problema.

     

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 11 Dicembre 2010 @ 19:53

    Leggi l’editoriale di Belpietro di oggi, da cui estraggo:
    “Per sostenere il primo governo a guida post-comunista della storia d’Italia, fu necessaria una transumanza di 27 onorevoli, i quali lasciarono il Polo della libertà per fondare un nuovo partito a guida Mastella. Il cambio di casacca fu premiato con tre ministeri e otto sottosegretari, così gli aderenti alla neonata formazione videro soddisfatte le proprie ambizioni, potendo disporre di ufficio, segretarie e auto blu in quantità. Un deputato leghista registrò le conversazioni con un transfuga: si parlava di duecento milioni e di incarichi governativi.”

    Riguardo all’art.67, l’interpretazione giusta è quella che ho riportato nella ricerca. Nessuno temeva che si realizzasse la previsione nefasta ma lungimirante di Grieco.

    Credo che in democrazia conti molto di più la coerenza di un eletto alla maggioranza e al PROGRAMMa per il quale è stato eletto. Tutto il diritto di cambiare casacca, ma alla prossima tornata elettorale. Durante il mandato deve mantenere ciò che ha promesso agli elettori. Non ci piove.

  8. Commento by Cesare — 11 Dicembre 2010 @ 22:10

    Bart, quel deputato leghista sarebbe dovuto andare da un magistrato. Sarebbe anche utile sapere chi era il legihsta, chi il transfuga, e chi cerco’ di corromperlo con duecento milioni.

    Riguardo a quanto scrivi sull’articolo 67, non vedo proprio come si possa introdurre una norma che punisca il parlamentare per un voto che dovrebbe essere libero e ragionato. Con la tua idea, i voti dei parlamentari diventerebbero inutili, e non ci sarebbe neppure piu’ la necessita’ di tenere votazioni in parlamento.

  9. Commento by Ponza — 11 Dicembre 2010 @ 23:58

    Be’, si! Cesare ha pienamente ragione. Perchè eleggere quasi 1000 parlamentari se poi non fanno altro che votare tutto quello che il partito impone. Dove è la democrazia? Il popolo li ha eletti, il popolo li giudicherà!

  10. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 12 Dicembre 2010 @ 00:19

    Siamo lontani, Cesare. La libera coscienza può essere l’alibi per tradire. Un impegno è un impegno. Se non lo si condivide più, si lascia. E ci si  sottopone all’elettore al successivo appuntamento elettorale.
    Accettare l’altra logica, è aprire la strada alla corruzione, come infatti è stato.
    Su questo punto, Cesare, non ti seguo. Mi dispiace.

  11. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 12 Dicembre 2010 @ 00:31

    Ponza, solo se la propria maggioranza disconosce il programma scelto dagli elettori, e ne realizza un altro, si può dissentire. Ma, secondo te,  cambiare casacca significa entrare in un partito che ha lo stesso programma presentato agli elettori dalla maggioranza? Non credo proprio. Maggioranza ed opposizione non portano mai agli  elettori lo stesso programma. Dunque, cambiando casacca non si rimedia alle deficienze dalla maggioranza in cui siamo stati eletti.

    Dunque, cambiare casacca equivale SEMPRE ad accettare un programma diverso da quello per cui si è stati eletti.  
    Non si rimedia alle deficienza della propria maggioranza cambiando casacca, perché così facendo  non esercitiamo il dissenso (all’interno della nostra maggioranza attraverso gli organismi direttivi preposti), ma assumiamo definitivamente come proprio un programma diverso. Da dissidenti si diventa traditori.    

  12. Commento by Marzio Messora — 12 Dicembre 2010 @ 01:35

    Purtroppo, devo anche io ammettere che preferisco una Camera libera ANCHE di tradire il mandato… piuttosto che finire governato da miseri contratti.
    Noi votiamo UOMINI…  che possono affrontare qualunque situazione, argomento o imprevisto.  Questi rispondono (o dovrebbero) con la loro faccia  agli elettori. E’ controproducente legarli a programmi in un mondo  che muta continuamente… essi devono essere  liberi di fare ciò che ritengono giusto… cascasse pure il governo!
    Se ciò avverrà, la prossima volta  tutti presteranno  maggiore attenzione… nulla di più semplice e corretto. Ma un altra considerazione è ancor più importante: dobbiamo mirare ad una evoluzione  degli uomini nella politica… invece che tentare di sostituirli con regole fisse tendenti a garantirci prestazioni uguali o migliori. Non esistono regole  che ci possono garantire nulla di certo! Sicuramente neppure uomini, ma dovendo scegliere…

  13. Commento by Marzio Messora — 12 Dicembre 2010 @ 01:50

    Io sono incazzato nero col traditore fini… ma non posso chiudere gli occhi davanti all’evidenza che questo governo aveva troppe falle !!! fini diceva, riguardo al predellino: “siamo alle comiche finali”. Quindi, dove credevamo di andare cosi conformati? Diciamo pure che qualcuno ha chiuso il naso per convenienza, ma era naturale l’epilogo…

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