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La casa è di Giancarlo Tulliani

27 Gennaio 2011

Chi ha assistito stamani agli interventi dell’opposizione che hanno preceduto le comunicazioni del ministro degli Esteri Frattini, ha ricevuto una sgradevole sensazione: si cercava con tutti i mezzi di evitare che il ministro parlasse sull’argomento della casa di Montecarlo, oggetto dell’interrogazione parlamentare.

Mi piacerebbe che questi senatori (Rutelli, Finocchiaro, D’Alia, Li Gotti, Viespoli) riascoltassero i loro interventi per scoprirne il ridicolo.
In pratica erano tutti messaggi volti ad intimorire il ministro. Stia attento a quello che dice (Rutelli); è un dibattito squisitamente politico (Finocchiaro); mi vergogno, non solo ma questa materia è di competenza del ministro della Giustizia (D’Alia); si sta violando il segreto istruttorio (Li Gotti); Viespoli è stato il solo che, pur opponendosi, ha dichiarato di non aver nulla in contrario a che si facesse chiarezza, ma anche sul tema delle società off-shore.

Ai cavilli del regolamento a cui si sono appigliate le opposizioni, ha risposto la presidenza del Senato. Su questo, non sono in grado di disquisire.
Sto ai fatti, e i fatti sono che la presidenza del Senato ha ritenuto legittimo, citando alcune norme del regolamento, il dibattito e i tempi celeri con cui esso è stato calendarizzato.

Dopo più di un’ora di pietose schermaglie, finalmente il ministro ha potuto parlare.
La malignità dell’opposizione aveva prefigurato chi sa quali scenari complottardi in danno di Fini.
Invece il ministro ha occupato solo pochi minuti, non credo abbia superato i due minuti. Ha spiegato che nell’estate scorsa erano stati avanzati sospetti, dall’opposizione come dalla stampa, circa presunte manipolazioni dei documenti di Saint Lucia nei quali era scritto che le due società off-shore fanno capo a Giancarlo Tulliani.

Premesso ciò, il ministro si è limitato a dire che quei documenti sono stati confermati dal governo di Santa Lucia come autentici, anche nel contenuto.
Poi si è passati ad altro.
Dimenticavo di accennare all’ironia che Rutelli ha messo nel descrivere lo Stato di Santa Lucia, ferendone la dignità. Si è perfino allontanato dall’aula per non assistere al dibattito.

Ormai l’opposizione è allo sbando, e cominciano ad essere troppi e troppo ravvicinati i suoi eccessi.
Ieri ha fatto karakiri con la sfiducia a Bondi, respinta con ben 22 voti di differenza. Stamani si è resa ridicola nel tentativo di non far conoscere la verità al Paese.
E quale luogo più autorevole per farla conoscere se non un’Aula parlamentare?

Da questa vicenda si ricava ancora una volta che Gianfranco Fini è un superprotetto. Dalla magistratura e dalle opposizioni, che arrivano a rendersi ridicole pur di evitargli la vergogna.

Infatti, ora Fini è davanti ad una scelta. Visto che la casa, come ha rilevato il ministro Frattini, fu inequivocabilmente acquistata da Giancarlo Tulliani, intende mantenere la sua promessa di dimettersi, fatta in tv davanti a tutti gli italiani?
Staremo a vedere.

Articoli correalti

“Frattini sbugiarda Fini Gianfranco, ora dimettiti”Qui. Da cui estraggo:

“PONTONE ACCUSA – Ad attendere il ‘fatale gesto’ di Fini è anche un suo ex collaboratore, l’ex tesoriere di An Francesco Pontone: “Fu lui a fare questa promessa, no? Chiedete a lui se, nel caso, ha intenzione di mantenerla”, risponde a chi gli chiede delle dimissioni del presidente della Camera. Al Corriere della Sera, poche ore prima della relazione di Frattini, Pontone ricostruisce gli avvenimenti legati alla casa di Montecarlo: “Io firmai la vendita dell’appartamento, avevo solo l’ordine di firmare. Andai lì, trovai il notaio e due emissari della Printemps. Feci il mio lavoro. Poi, chi ci fosse dietro quei due emissari, francamente, non lo sapevo e non lo so”. Tulliani? “Non avevo la più pallida idea di chi fosse”. Riguardo alla vendita, “non decisi mica io il prezzo dell’appartamento, non avevo alcun potere di fare simili valutazioni”. “Noi di An – spiega Pontone – non eravano un’agenzia immobiliare. Avevamo un patrimonio da gestire. E quello facevamo. Punto. Quella vendita, infatti, fu un caso eccezionale”.

“Casa di Montecarlo: «Autentiche le carte »”. Qui.

“Casa di Montecarlo, carte autentiche”. Qui.

“Ruby: la Giunta della Camera, «Competente non è Tribunale di Milano »”. Qui.

“In procura le carte di Santa Lucia. Il Pdl: “Fini sempre più incompatibile”. Qui.

“Toglietegli tutto, ma non la poltrona” di Mario Giordano. Qui.

“FINI, ECCO LA PROVA”. Qui.


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4 Comments

  1. Commento by Boris — 28 Gennaio 2011 @ 09:19

    Troppo rumore per nulla, si potrebbe dire!

    Le carte che sono arrivate sono la stessa missiva che abbiamo visto e rivisto e che non prova proprio nulla. Figuriamoci se ci può fidare di una missiva di un governo caraibico. Basta pagare fanno qualunque missiva, succede anche per le aziende.

    Dobbiamo vedere le carte che provano la proprietà, i documenti societari, visto quello che c’è in ballo.

    Siamo punto e a capo!

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 28 Gennaio 2011 @ 09:31

    Troppo facile, Boris.

    La tua tesi accredita proprio il sospetto che l’operazione sia stata combinata per non venire mai a capo di nulla.
    Ti ricordi il contratto d’affitto firmato da Giancarlo Tulliani come inquilino e come padrone? Gli stessi pm hanno ammesso l’identità delle due firme.

    Oppure le testimonianze, rinnovate l’altra sera sul Tg1, dell’impresario Garzelli, che ha tenuto contatti con Elisabetta?
    O il vicino di pianerottolo che nel corso dei lavori ha personalmente visto Elisabetta Tulliani?
    E gli altri inquilini che hanno visto Gianfranco Fini?

    Insomma, Boris, vuoi tenere gli occhi chiusi. Sei padronissimo di farlo.
    Pensa se quello stato caraibico che tu disprezzi avesse documentato qualcosa a carico di Berlusconi. Avresti mantenuto il tuo disprezzo?

  3. Commento by Boris — 28 Gennaio 2011 @ 10:15

    Io non so ancora con certezza di chi quella casa. Il punto è questo! Vorrei saperlo ma per saperlo occorre mostrare qualche documento apprezzabile, come avverrebbe qui in Italia.

    Non è che in italia per mostrare la proprietà di una società si mostra una missiva della Camera di Commercio. Occorre mostrare i documenti societari.

    Non è complicato da capire.

    Rimango sorpreso però del fatto che sia intervenuto addirittura un Ministro per mostrare qualcosa che avevamo già visto.

    Anche io sono portato, per alcuni aspetti, a pensare che la casa sia dei Tulliani ma vorrei conferma da documenti che esistono. Insomma i documenti societari esistono per forza non è che chiedo la luna.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 28 Gennaio 2011 @ 14:26

    Il ministro Frattini ha chiesto chiarimenti perché (proprio stamani riguardavo la stampa dell’estate scorsa), qualcuno parlava di “patacca” e di manipolazione ad opera di settori dello Stato.
    E’ ovvio (e secondo me era obbligatorio) chiedere circa l’autenticità del documento.

    Poi, Boris, dimentichi che si tratta di società off-shore tutelate dai governi locali. Saint Lucia è intervenuta per chiarire, su richiesta, che la lettera del 16 settembre 2010, in cui si attribuiva la proprietà a Giancarlo Tulliani (una lettera confidenziale finita su tutti i giornali) è autentica.

    Gli unici che possono mostrare i documenti sono i Tulliani stessi, ma non lo fanno, come vedi. Perché?

    Vai agli ultimi articoli che ho scritto.

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