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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

La risposta che D’Ambrosio non ha dato

17 Ottobre 2012

di Bruno Tinti
(da ‚Äúil Fatto Quotidiano‚ÄĚ, 17 ottobre 2012)

Traffico di influen ¬≠ze: io conosco uno che conosce uno che conosce uno che potr√† parlare al giudice. E il fatto che, il pi√Ļ delle volte, il processo si svolga senza in ¬≠terferenze √® solo merito di una magistratura che il no ¬≠stro paese non si merita. Ma questa era la logica di Man ¬≠cino.

Il carteggio di Loris D’Ambrosio con il presidente della Repubblica √® stato reso pub ¬≠blico proprio da Napolitano. Dice D’Ambrosio: “…con ri ¬≠guardo ai procedimenti sulle stragi ho sempre ritenuto e stigmatizzato in qualsiasi col ¬≠loquio le criticit√† e i contrasti sullo svolgimento di quei procedimenti … che impor ¬≠rebbero, per la loro comples ¬≠sit√†, delicatezza e portata, strategie unitarie … oltre che il ripudio di metodi investi ¬≠gativi non rigorosi … criticit√† e contrasti esistono e sono gravi ma a essi non si riesce a porre effettivo rimedio”.

Va chiarito subito che il pro ¬≠blema non √® se criticit√†, con ¬≠trasti e metodi investigativi non rigorosi esistano o no. Il problema √® se √® legittimo che D’Ambrosio e Napolitano se ne debbano occupare; e dun ¬≠que, poich√© se ne sono oc ¬≠cupati (il che non vuol dire che vi sia stata una interfe ¬≠renza concreta nelle indagi ¬≠ni), se hanno fatto bene o ma ¬≠le.

IL SISTEMA legalmente fun ¬≠ziona cos√¨. Esistono le Procu ¬≠re Distrettuali Antimafia (Dda √Ę‚ÄĒ in ogni Corte d’Ap ¬≠pello) e la Procura Nazionale Antimafia (Dna √Ę‚ÄĒ presso la Procura Generale della Cas ¬≠sazione). Le indagini le fanno le Dda. La Dna ha poteri di coordinamento e, se non rie ¬≠sce a coordinare, di avocazio ¬≠ne (cio√® si prende l’indagine e la fa lei). Quando due o pi√Ļ Dda indagano sugli stessi fatti ci sono quattro possibilit√†. Le Dda si coordinano sponta ¬≠neamente: per esempio una Dda vuole eseguire alcuni ar ¬≠resti; ma ci√≤ pu√≤ pregiudicare l’indagine di un’altra Dda (con gli arresti tutti vengono a sapere dell’indagine e ma ¬≠gari sono in corso intercetta ¬≠zioni); allora ci si mette d’ac ¬≠cordo per posticiparli.

Oppure le Dda non ne voglio ¬≠no sapere di coordinarsi; in questo caso la Dna, in appo ¬≠site riunioni, fornisce diretti ¬≠ve e indicazioni a seguito del ¬≠le quali, magari con un po’ di mugugno, il coordinamento si fa. Se il coordinamento proprio non riesce, la Dna pu√≤ prendersi l’indagine, sot ¬≠traendola alle Dda; questo pe ¬≠r√≤, in pi√Ļ di 20 anni, fin dalla creazione delle Procure An ¬≠timafia, non √® mai avvenuto. Residua un’ultima ipotesi che √® comunque di carattere ge ¬≠nerale, cio√® riguarda tutte le Procure e non solo quelle an ¬≠timafia. Se una Dda sostiene che l’indagine √® di sua esclu ¬≠siva competenza ma un’altra Dda non √® d’accordo; se in ¬≠somma ‘tutte e due vogliono indagare sullo stesso fatto; al ¬≠lora si fa un ricorso alla Pro ¬≠cura Generale della Cassazio ¬≠ne che decide quale Dda deve occuparsi dell’indagine. Infi ¬≠ne il Procuratore Generale della Cassazione ha un potere di vigilanza sulla Dna; che si ¬≠gnifica che pu√≤ chiedere in ¬≠formazioni e atti; al limite, av ¬≠viare procedimenti discipli ¬≠nari; ma non pu√≤ imporre alla Dna quello che deve fare e non pu√≤ farlo al suo posto. Come si vede nessuna norma coinvolge la Presidenza della Repubblica nel sistema. Sic ¬≠ch√© la risposta alla domanda “√® legittimo che D’Ambrosio e Napolitano si siano occu ¬≠pati dei processi sulle stragi? ha, a livello normativo, una risposta semplice: no, non √® legittimo.

La lettera di D’Ambrosio fa sorgere anche perplessit√† di diversa natura. “Ho sempre ritenuto e stigmatizzato le cri ¬≠ticit√† e i contrasti”. Ma che ne sa D’Ambrosio di criticit√† e contrasti?” Ha conoscenza diretta dei procedimenti? Ha letto gli atti? In una parola, ha svolto le indagini? Ovvia ¬≠mente no. Allora come si √® formata la sua opinione? In base alle parole di Mancino? Cio√® di una persona che, al di l√† della successiva incrimina ¬≠zione, aveva, evidentemente, un interesse personale preci ¬≠so. “Imporrebbero strategie unitarie”. E chi gli dice che cos√¨ non √® stato? Le riunioni di coordinamento tra le Dda di Palermo, Caltanissetta e Fi ¬≠renze ci sono state. Il Procu ¬≠ratore Nazionale Antimafia non ha proceduto all’avoca ¬≠zione e dunque deve aver ri ¬≠tenuto che tutto fosse confor ¬≠me a diritto.

COSA AUTORIZZA D’Ambrosio a pensarla diversa ¬≠mente? E comunque, la pensi pure come vuole ma si asten ¬≠ga dall’intervenire (“stigma ¬≠tizzato in qualsiasi collo ¬≠quio”, dice) visto che non ha n√© titolo per farlo n√© infor ¬≠mazioni a supporto della sua convinzione (tranne le la ¬≠mentele di Mancino), “Ripu ¬≠dio di metodi investigativi non rigorosi”. Quali, quando, dove? E che ne sa D’Ambrosio? Glielo ha detto Mancino? Quanti imputati, testimoni, parti offese discettano ogni giorno sulla conduzione del processo? Le loro parole han ¬≠no qualche importanza? S√¨, quando si traducono in im ¬≠pugnazioni istituzionali. No, quando vanno da qualche po ¬≠tente a lamentarsi.

Alla fine non √® solo l’interes ¬≠samento della Presidenza del ¬≠la Repubblica che deve essere stigmatizzato; √® l’adesione al ¬≠le tesi di Mancino, il prendere parte a favore di una persona la cui posizione processuale era evidentemente, per dirla con D’Ambrosio, “delicata e complessa”. Un magistrato avrebbe detto: “Scusami, ma rivolgiti al tuo avvocato. Non √® opportuno che io mi occupi della tua vicenda”.

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Interessante anche questo articolo di Dina Lauricella.

Qui Ingroia difende il suo diritto di parola.


La casta dei politici ricondanna Sallusti
di Alessandro Sallusti
(da “il Giornale”, 17 ottobre 2012)

Prima doveva essere un de ­creto legge immediata ­mente esecutivo, ma Monti e Napolitano han ­no detto no.
Poi si √® passati alla via mediana di un provvedimento ap ¬≠provato dalle commissioni di Sena ¬≠to e Camera saltando le lungaggini dell’aula. Adesso neppure quello. La legge che cancella la vergogna del carcere per i reati di opinione √® stata di fatto affossata ieri da una politica incapace ormai di tutto, anche di mettere in pratica ci√≤ che a parole di ¬≠ce di voler fare.

E non ne faccio un caso personale, an ¬≠che se questo vorr√† dire andare pre ¬≠sto in carcere per quattordici mesi. Cos√¨ come difendo la libert√† di noi giornalisti di fare ci√≤ che in coscien ¬≠za sentiamo, altrettanto riconosco ai politici, che devono rispondere non a noi ma agli elettori. Se cos√¨ fos ¬≠se avrebbero tutto il mio rispetto. Il fatto √® che cos√¨ non √®, lo dicono i fatti. Da un minuto dopo la condanna, il presidente della Camera Gianfranco Fini e la sua avvocatessa Giulia Bongiorno, presidente della com ¬≠missione Giustizia, hanno brigato dietro le quinte per affossare la legge salva Sallusti come vendetta perso ¬≠nale per il caso Montecarlo ( rimasto tutt’ora senza colpevoli). Di Pietro idem, nonostante a parole garantis ¬≠se personalmente ilcontrario. La rot ¬≠tamanda Finocchiaro, capessa sac ¬≠cente dei senatori Pd (quella che si fa fare la spesa dalla scorta di Stato), non ha neppure avuto il coraggio di dichiarare la sua contrariet√†, nel Pdl √® stato un fuggi fuggi di colonnelli e colonnelle allo sbando che non ve ¬≠dono l’ora di liberarsi di me. Posso rimanere io, personalmen ¬≠te a professionalmente, appeso al ¬≠l’ipocrisia di questi mediocri che ho pure, come tutti voi, mantenuto per anni pagandogli con le mie tasse amanti, vacanze e vizi vari? Direi di no, non supplico, non mi inginoc ¬≠chio n√© umilio. Sapete che c’√®, cari politici? Lasciate perdere, andate tutti a quel paese, non voglio essere salvato da gente come voi. Siete alla stessa stregua di quei due giudici che in malafede, e per potermi arre ¬≠stare, mi hanno appiccicato l’eti ¬≠chetta infame di ¬ępersona social ¬≠mente pericolosa ¬Ľ e degli autorevoli colleghi di altre testate che in queste settimane non hanno speso un rigo n√© una parola per difendere una li ¬≠bert√† che oltre che mia √® anche loro. Ma vado oltre, e a questo punto de ¬≠nuncio una omissione di atti d’uff ¬≠i ¬≠cio da parte della Cassazione e della Procura di Milano che a distanza di settimane dalla sentenza, a differen ¬≠za di quanto avviene per un cittadi ¬≠no qualunque, ancora non mi han ¬≠no notificato l’ordine di carcerazio ¬≠ne. Come mai un trattamento di fa ¬≠vore non richiesto? Cosa c’√®,vi vergo ¬≠gnate di quello che avete fatto? Co ¬≠raggio, tirate fuori le palle, e soprat ¬≠tutto non fate giochini strani sulla mia pelle. Devo scontare quattordi ¬≠ci mesi, non quattordici pi√Ļ questo tempo che mi fate passare nel limbo dell’incertezza,che √® condanna an ¬≠cora pi√Ļ grave. Almeno su questo sia ¬≠te giusti e leali.


Fiorito, Berlusconi sapeva. In una lettera la denuncia un mese prima del caso
di Marco Lillo
(da “il Fatto”, 17 ottobre 2012)

Silvio Berlusconi ¬†sapeva tutto sui ¬†soldi rubati ¬†daFranco Fiorito ¬†al partito e non ha preso alcun provvedimento per pi√Ļ di un mese. Gi√† il 6 agosto del 2012, ¬†quasi quaranta giorni prima dell’esplosione del caso, il capo del suo gruppo in consiglio regionale,Francesco Battistoni, scriveva al Cavaliere per segnalargli le ¬†spese pazze, i bonifici all’estero sui conti personali e i prelievi in contanti dai fondi del gruppo, alimentati con i soldi dei contribuenti. L’ex premier non era il solo a sapere. Anche il segretario del Pdl ¬†Angelino Alfano ¬†e il coordinatore, ¬†Denis Verdini, hanno ricevuto la lettera sulla razzia di soldi pubblici in seno al ¬†Pdl ¬†laziale. Eppure n√© il leader n√© il segretario n√© il coordinatore del Pdl hanno preso le opportune iniziative politiche e giudiziarie. Anzi. Dopo l’esplosione del caso Fiorito, il 20 settembre, sar√† Battistoni a essere destituito da capogruppo.

Le lettere che il Fatto pubblica oggi sono state scritte e protocollate il 6 agosto 2012. Il 24 luglio il consigliere regionale viterbese in quota Forza Italia era riuscito a diventare presidente del gruppo scalzando il ciociaro aennino Fiorito. Appena insediato Battistoni prende in mano la contabilit√† bancaria scoprendo lo scenario inquietante che dilagher√† sulle cronache solo molto tempo dopo. Il capogruppo ¬†non porta le carte in Procura ma scrive ai suoi capi: ‚ÄúCaro presidente‚ÄĚ, √® l’incipit preveggente che apre la lettera diretta a Berlusconi ‚Äúsono costretto, con estremo dispiacere, a portarvi a conoscenza di una situazione che √® talmente grave da poter minare, in maniera pesante, sia la ¬†stabilit√† della Regione Lazio ¬†che la credibilit√† del nostro partito (√Ę‚ā¨¬¶) l’esame, ancorch√© superficiale ¬†della documentazione relativa ai conti correnti ha evidenziato una serie di ‚Äėanomalie‚Äė tali che mi ha immediatamente indotto a nominare dei consulenti al fine di poter esaminare a fondo tali riscontri e consigliarmi sulle scelte consequenziali. Nel frattempo, nonostante i ripetuti solleciti, non sono ancora riuscito a ottenere alcuna documentazione e l’on. ¬†Fiorito, oltre a disertare le riunioni di gruppo, assume di essere stato defraudato e addirittura accusa colleghi, peraltro sulla stampa, di poca chiarezza sui conti! La situazione √® sconfortante! Al contrario delle sue asserzioni, dai primi riscontri contabili emergono anomalie gravissime dovute a ¬†pagamenti ‚Äėnon in linea’ ¬†con le finalit√† istituzionali e politiche delle somme dallo stesso amministrate, come ¬†acquisti di autovetture, ¬†soggiorni lussuosi ¬†ingiustif√¨cabili, prelievi in contante, uso disinvolto di carte ricaricabili e da ultimo, ma non per ultimo, ¬†bonif√¨ci personali ¬†su conti esteri‚ÄĚ.


E ora leggiamo qui sotto e vediamo se Gianfranco Fini si dimetterà da presidente della camera come aveva promesso (qui)

Fini-Montecarlo, nuova botta
di Paolo Biondani e Luca Piana
(da “l’Espresso”, in edicola il prossimo 19 ottobre 2012)

Una serie di documenti inediti, sequestrati al re delle slot machine Francesco Corallo, riapre il mistero della casa di Montecarlo dove abitava Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Gianfranco Fini.

Lo ha scoperto “l’Espresso” in un’approfondita inchiesta in edicola venerd√¨ 19 ottobre, nella quale si rivela che nel gennaio 2008 Giancarlo Tulliani apr√¨ nel paradiso fiscale di Saint Lucia una societ√† rimasta finora sconosciuta, la Jayden Holding, che aveva come attivit√† le compravendite immobiliari. E che, per farlo, si appoggi√≤ a James Walfenzao, lo stesso fiduciario che figura come rappresentante legale della Printemps, la societ√† di Saint Lucia che nel luglio 2008 acquist√≤ da An l’appartamento di Montecarlo.

I documenti sono emersi durante la perquisizione effettuata nell’abitazione romana di Corallo, nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti concessi dalla Banca Popolare di Milano al proprietario del gruppo Betplus (ex Atlantis World).

Si tratta di una serie di fax inviati durante i primi mesi del 2008 dagli uffici di Corallo allo studio di Montecarlo di Walfenzao, che tra i suoi molti ruoli ricopre anche quello di rappresentante legale del trust a cui sono intestate le quote del gruppo Atlantis.

Tra il marzo e il giugno del 2008, Corallo mand√≤ a Walfenzao una copia del passaporto di Giancarlo Tulliani, una copia di quello della sorella Elisabetta e un modulo per l’apertura di un conto corrente a Saint Lucia intestato alla Jayden Holding.

Nel modulo, l’effettivo titolare della societ√† viene indicato proprio in Giancarlo Tulliani.

La Jayden Holding, costituita nel mese di gennaio del 2008, aveva come attivit√† la compravendita di unit√† immobiliari. Come ha potuto ricostruire “l’Espresso”, la societ√† offshore di Tulliani √® stata chiusa nel maggio 2011 ed era rappresentata da un legale di nome Cathy Walfenzao, con uffici allo stesso indirizzo di Montecarlo del pi√Ļ famoso James. Nelle carte sequestrate non ci sono per√≤ altri elementi che permettano di capire quali operazioni immobiliari abbia effettuato nei suoi tre anni e mezzo di vita la Jayden Holding.

La perquisizione che ha portato al ritrovamento dei documenti √® quella di cui si parl√≤ parecchio per l’intervento del deputato Amedeo Laboccetta, che port√≤ via un computer portatile che venne restituito ai magistrati solo in seguito, quando i contenuti erano stati manomessi.

Nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti della Bpm, la procura ha emesso un mandato di arresto nei confronti di Corallo, accusato del reato di corruzione e oggi latitante.

Sull’Espresso in edicola venerd√¨ l’inchiesta completa


Casa di Montecarlo, nuovi problemi per Fini
di Redazione
(dal “Corriere della Sera”, 17 ottobre 2012)

Sembra che cos√¨ il cerchio si chiuda. E si stringe su Gianfranco Fini. Il motivo √® sempre lo stesso: la casa di Montecarlo. Quell’appartamento donato ad Alleanza Nazionale e venduto (secondo i critici ¬ęsvenduto ¬Ľ) a una societ√†. E in cui ha vissuto Giancarlo Tulliani. Cio√® il cognato del Presidente della Camera. Ora L’Espresso rivela che la casa √® stata venduta alla Printemps rappresentata legalmente da James Walfenzao. Lo stesso avvocato che aiut√≤ Tulliani ad aprire nel 2008, nel paradiso fiscale di Santa Lucia, la Jayden Holding che aveva come attivit√† la compravendita di immobili.

LE CARTE- I documenti sequestrati sono venuti fuori durante la perquisizione effettuata nella casa romana del re delle slot machine Francesco Corallo. La perquisizione √® stata disposta nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti concessi dalla BpM al proprietario del gruppo Betplus (ex Atlantis World). ¬ęSi tratta di una serie di fax inviati durante i primi mesi del 2008 dagli uffici di Corallo allo studio di Montecarlo di Walfenzao, che √® rappresentante legale del trust a cui sono intestate le quote del gruppo Atlantis ¬Ľ. Corallo, tra marzo e giugno del 2008, ¬ęmand√≤ a Walfenzao una copia del passaporto di Giancarlo Tulliani, una copia di quello della sorella Elisabetta e un modulo per l’apertura di un conto corrente a Saint Lucia intestato alla Jayden Holding. Nel modulo, l’effettivo titolare della societ√† viene indicato proprio in Giancarlo Tulliani. La Jayden Holding, costituita nel mese di gennaio del 2008, aveva come attivit√† la compravendita di unit√† immobiliari ¬Ľ. La societ√† offshore di Tulliani ¬ę√® stata chiusa nel maggio 2011 ed era rappresentata da un legale di nome Cathy Walfenzao, con uffici allo stesso indirizzo di Montecarlo del pi√Ļ famoso James ¬Ľ. Nei documenti ¬ęnon ci sono per√≤ altri elementi che permettano di capire quali operazioni immobiliari abbia effettuato nei suoi tre anni e mezzo di vita la Jayden Holding ¬Ľ.
IL COMPUTER- La perquisizione che ha portato al ritrovamento dei documenti √® quella di cui si parl√≤ parecchio per l’intervento del deputato Amedeo Laboccetta, che port√≤ via un computer portatile che venne restituito ai magistrati solo in seguito, quando i contenuti erano stati manomessi. Nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti della Bpm, la procura ha emesso un mandato di arresto nei confronti di Corallo, accusato del reato di corruzione e oggi latitante.


Nuovi documenti sulla casa di Montecarlo
di Raffaello Binelli
(da “il Giornale”, 17 ottobre 2012)

Ricordate la “casa di Montecarlo” dove viveva Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Gianfranco Fini? Il presidente della Camera ha sempre negato che fosse del cognato.

E ha continuato a farlo. Ora il settimanale l’Espresso mostra alcuni documenti che potrebbero riaprire il caso. Personaggio chiave √® James Walfenzao, il legale rappresentante della Printemps, la societ√† di Saint Lucia che nel luglio 2008 aveva acquistato l’appartamento di Montecarlo ereditato da Alleanza Nazionale. Attraverso alcuni documenti inediti, sequestrati a Francesco Corallo nell’ambito di un’altra inchiesta, emergono nuovi particolari interessanti.

Nel numero in edicola venerd√¨ 19 ottobre l’Espresso rivela che nel gennaio 2008 Tulliani apr√¨ a Saint Lucia una societ√† – finora sconosciuta – la Jayden Holding, che operava nel settore immobiliare. Indovinate a chi si appoggi√≤? A Walfenzao, che figura come rappresentante legale della Printemps, la societ√† (sempre di Saint Lucia) che nel luglio 2008 acquist√≤ l’appartamento dal partito di Fini.

Ma come si √® arrivati a questi documenti scottanti? Sono stati trovati durante la perquisizione dell’abitazione romana di Corallo – di cui si parl√≤ parecchio per l’intervento del deputato Amedeo Laboccetta, che port√≤ via con s√© un computer portatile – mentre si indagava sui finanziamenti concessi dalla Bpm al proprietario del gruppo Betplus (ex Atlantis World). Sarebbero dei fax inviati nei primi mesi del 2008 dagli uffici di Corallo allo studio di Montecarlo di Walfenzao. Quest’ultimo ricopre diversi ruoli, compreso quello di rappresentante legale del trust a cui sono intestate le quote del gruppo Atlantis.

A un certo punto, tra il marzo e il giugno del 2008, Corallo invi√≤ a Walfenzao dei documenti: una copia del passaporto di Giancarlo Tulliani, una copia di quello di Elisabetta Tulliani e un modulo per aprire un conto corrente a Saint Lucia intestato alla Jayden Holding. Dal modulo risulta che l’effettivo titolare della societ√† offshore √® Giancarlo Tulliani. Costituita nel gennaio 2008, l’Espresso scrive che la Jayden Holding √® stata chiusa nel maggio 2011. Era rappresentata da un avvocato, Cathy Walfenzao, il cui ufficio √® a Montecarlo (stesso indirizzo di James Walfenzao). Non si sa, per√≤, quali operazioni immobiliari abbia effettuato la societ√†. Una cosa sola √® certa: i Tulliani facevano affari nell’isola di Saint Lucia, tanto da aprire – proprio l√¨ – una societ√†. Che si occupava di beni immobili.


Lo dice anche la sinistra: la casa di An a Montecarlo fu svenduta a Tulliani
di Luciano Capone
(da “Libero”, 17 ottobre 2012)

Ora che Gianfranco Fini non serve pi√Ļ alla sinistra nella sua battaglia di distruzione del centrodestra, l’Espresso riapre il ‚Äúcaso Montecarlo‚Äú. Secondo una serie di documenti inediti sequestrati al faccendiere delle slot machines Francesco Corallo, Giancarlo Tulliani, cognato di Fini, sarebbe pienamente coinvolto nella transazione dell’immobile donato dalla contessa Colleoni ad Alleanza Nazionale per la ‚Äúbuona battaglia‚ÄĚ.

La societ√† sconosciuta – Dalle carte del settimanale emerge che ‚Äú nel gennaio 2008 Giancarlo Tulliani apr√¨ nel paradiso fiscale di Saint Lucia una societ√† rimasta finora sconosciuta, la Jayden Holding, che aveva come attivit√† le compravendite immobiliari. E che, per farlo, si appoggi√≤ a James Walfenzao, lo stesso fiduciario che figura come rappresentante legale della Printemps, la societ√† di Saint Lucia che nel luglio 2008 acquist√≤ da An l’appartamento di Montecarlo‚ÄĚ. I documenti sono stati ritrovati in Italia a seguito di una perquisizione nella casa di Corallo a Roma, all’interno di un’inchiesta sui finanziamenti della Banca Popolare di Milano alla sua societ√† di giochi Betplus (ex Atlantis World). Francesco Corallo, figlio di Gaetano, uomo di Nitto Santapaola condannato negli anni Ottanta nel processo per l’assalto politico-mafioso al casino di Sanremo, ad oggi √® latitante con un’accusa di corruzione sulle spalle.

I documenti sequestrati sarebbero ‚Äúuna serie di fax inviati durante i primi mesi del 2008 dagli uffici di Corallo allo studio di Montecarlo di Walfenzao‚ÄĚ, rappresentante legale del trust che detiene le quote del suo gruppo. Tra il marzo e il giugno del 2008, Corallo manda a Walfenzao una copia del passaporto di Giancarlo Tulliani, una copia di quello della sorella (e consorte di Fini) Elisabetta e un modulo per l’apertura di un conto corrente a Saint Lucia intestato alla Jayden Holding, societ√† il cui titolare effettivo √® il cognato di Fini. Giancarlo Tulliani. Sempre secondo l’Espresso la societ√† immobiliare sarebbe stata chiusa nel maggio 2011, dopo l’esplosione del caso politico attorno all’appartamento di Montecarlo. Emergono tanti particolari su fatti gi√† noti e ampiamente raccontati dall’inchiesta di Libero. Dopo la nostra campanga, Fini giur√≤ pubblicamente: ‚ÄúSe Tulliani risulter√† essere il proprietario della casa di Montecarlo, sono pronto a lasciare la mia carica”. Ma poi non ha mai dato seguito alle sue parole. Allora era coccolato e difeso dalla sinistra, mentre Libero era additato come la ‚Äúmacchina del fango‚ÄĚ, per aver detto con largo anticipo ci√≤ che oggi conferma anche l’Espresso.

Adesso che Fini è diventato irrilevante politicamente la sinistra lo abbandona. E lui si dimetterà?


Rilassiamoci ora con questa intervista a Lina Wertmuller, in cui si parla anche di Veronica Lario.

Wertmuller uber alles
di Matilde Amorosi
per il settimanale “Oggi”
(da “Dagospia“, 17 ottobre 2012)

Lina Wertmuller nell’autobiografia appena uscita “Tutto a posto e niente in ordine” (Mondadori), scritta con la collaborazione di Valerio Ruiz, ricostruisce il mosaico di un’esistenza ricca di emozioni e di incontri straordinari. Irriverente, ironica, sincera fino ad essere impietosa, piena di vitalit√†, Lina, 84 anni, va avanti come una forza della natura, svelando, nel raccontare se stessa, i segreti di personaggi del calibro di Federico Fellini, Marcello Mastroianni e Sofia Loren. Alla quale non perdona di aver rifiutato la proposta di matrimonio di Cary Grant.

¬ęSenza disconoscere i meriti di Carlo Ponti, non capisco come si faccia a preferirlo a un gran figo come Grant ¬Ľ, scrive. E non trascura il presente, attaccando Nanni Moretti e lanciando qualche frecciata anche all’ex first lady Veronica Lario. Per passare al rimpianto e alla tenerezza nel ricordo dell’amatissimo marito, il grande scenografo Enrico Job, scomparso nel 2008. Vent’anni fa la loro unione fu allietata da una figlia deliziosa, Maria Zulima, detta Mauc√¨. Una nascita chiacchierata perch√© avvenuta quando la regista aveva gi√† 63 anni, causando inevitabili dubbi e illazioni. Ma di questo argomento Lina non vuole parlare. ¬ęMauc√¨ va protetta da ogni possibile turbamento ¬Ľ, spiega.
¬ęCon lei ho un rapporto molto sereno. Certo, fare la mamma in una stagione della vita in cui si potrebbe essere nonna √® faticoso, ma, con l’amore, tutto √® possibile. E adesso, negli occhi azzurri di Mauc√¨ mi sembra di rivedere quelli di suo padre. Mia figlia avrebbe le doti per fare l’attrice, o la cantante, ma √® totalmente disinteressata all’ambiente artistico. Penso che da grande far√† il capitano di lungo corso, visto che ha la passione per il mare. Ha uno spirito avventuroso e io la lascio libera di realizzare i suoi sogni ¬Ľ.

Lina, come √® nata l’idea di un autobiografia?

¬ęDalla voglia di rivivere la mia vita fortunata. A differenza di Alberto Sordi, non penso che questa iniziativa porti iella. Rievocare situazioni e persone che ho amato, mi √® piaciuto molto. Non mitizzo nessuno e descrivo i miei compagni di viaggio anche nelle loro debolezze, che nulla tolgono al loro carisma ¬Ľ.

Due nomi leggendari, Federico Fellini e Marcello Mastroianni: come erano in famiglia?

¬ęCon la mentalit√† dei classici maschi italiani, cornificavano le rispettive mogli, Giulietta Masina e Flora Carabella. Quest’ultima si ribell√≤ e decise che lei e Marcello sarebbero stati una coppia aperta. Nel senso che in casa, come si dice, ognuno si faceva i fatti suoi. Giulietta, che aveva pure lei un cavalier servente, lo scrittore Salvato Cappelli, si consolava con le sedute spiritiche. In fondo Federico e Marcello, a modo loro le amavamo e non le avrebbero mai lasciate. Infatti, quando Faye Dunaway chiese a Mastroianni di sposarla, lui prefer√¨ rinunciare a lei piuttosto che divorziare. La Masina negli ultimi tempi era un po’ triste perch√© Federico non girava pi√Ļ film con lei. L’ultimo fu Giulietta degli spiriti che Fellini definiva con inconsapevole crudelt√† “il film della menopausa” ¬Ľ.

Lei ha lanciato tante attrici, ne ricorda qualcuna in particolare?

¬ęMe ne viene in mente una, con gli occhi verdi, Veronica Lario. La diressi nel film del 1984 “Sotto sotto….strapazzato da anomala passione” con Enrico Montesano. Era bella e brava e se avesse continuato la carriera sarebbe certo diventata famosa. Aveva gi√† una relazione con Silvio Berlusconi, che ogni tanto si faceva vedere sul set, affettuoso e protettivo. Un giorno, mentre la compagna girava una scena in cui doveva correre tra le rovine di un anfiteatro romano, mi sussurr√≤: “Guardi che Veronica √® incinta”. “Perch√© non me lo avete detto?”, sbottai, “sapete bene che per un attore lavorare con me √® come andare in guerra”. Tuttavia apprezzai la professionalit√† della Lario, che aveva lavorato tacendo il suo stato, non sospettando che un giorno sarebbe diventata la nostra first lady ¬Ľ.

Pensa che ne avesse le doti?

¬ęSi √® comportata bene, fino a quando ha scritto una lettera a Repubblica per raccontare che il marito le metteva di corna. Lo so, fanno male, ma certe faccende si risolvono in privato. E poi, volendo fare i moralisti, quando Berlusconi si innamor√≤ di lei era sposato. Per cui, almeno all’inizio, le corna entravano anche nella loro storia. Diciamola tutta, quella lettera era volta soltanto a danneggiare Berlusconi e la cosa non mi √® piaciuta. Secondo me, fin da giovanissima, Veronica, che era sempre accompagnata dalla madre, nella sua voglia di arrivare in alto, covava dentro una forma di rivalsa, dovuta a chiss√† quali motivazioni psicologiche, che probabilmente non si √® mai placata ¬Ľ.

Lina, da regista, qual √® l’insegnamento pi√Ļ particolare che abbia dato a un attore?

¬ęSul set di Francesca e Nunziata ho insegnato a Raoul Bova e a Claudia Gerini come baciarsi. Il bacio deve essere un contatto di labbra lento e avvolgente, non uno scontro di bocche aperte come si usa oggi. Raoul Bova impar√≤ subito e Claudia Gerini, rivedendo la scena, riuscita benissimo, si commosse. “Lina, nessuno mi ha mai baciato cos√¨”, mi disse ¬Ľ.

Con il suo carattere immagino che le capiti spesso di litigare…

¬ęNon pi√Ļ di tanto. Una lite c’√® stata, con Nanni Moretti, ma era inevitabile. Nel suo primo film “Io sono un autarchico”, aveva girato una scena in cui, sentendo nominare alcuni dei miei film, il protagonista vomitava. Dopo qualche tempo, incontrai Moretti al Festival di Berlino dove fu presentato il mio film “Un complicato intrigo”. Gli andai incontro sorridendo e gli tesi la mano, per dimostrargli che avevo apprezzato la sua ironia. Ma Nanni ignor√≤ il mio gesto e mi volt√≤ le spalle. A quel punto non mi trattenni e, nel bel mezzo del red carpet, gli urlai: “Moretti… ma vaffa….!”. E ora che √® assurto alla direzione del Festival di Cannes, posso ripetere con maggior cognizione di causa che √® uno str…, depositario, all’epoca, di un’invidia vergognosa ¬Ľ.

Lina, verr√† il giorno in cui lei si fermer√† per riposarsi un po’?

¬ęNo. Ignoro l’anagrafe e vivo con allegria la mia et√†. In passato ho fatto il lifting, ma ora mi tengo tranquillamente le rughe: ci sono perch√© rido spesso ¬Ľ.

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Su Veronica Lario anche qui.


Letto 1744 volte.
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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart