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La magistratura e la rivincita di Bettino Craxi

10 Gennaio 2010

Oggi che si parla di riforme istituzionali, va ricordato, come disse Norberto Bobbio, che Bettino Craxi, morto in esilio il 19 gennaio 2000, ne fu un precursore. Qui si può leggere la storia dell’uomo che fu protagonista della politica italiana per almeno un decennio e fino al momento in cui, con l’arresto del socialista Mario Chiesa, avvenuto il 17 febbraio 1992, scoppia il caso Mani Pulite.

Non nascondo di aver sempre nutrito una certa simpatia per quest’uomo, per il suo indiscusso carisma, per la sua risolutezza, per la sua capacità di rendere l’Italia protagonista sulla scena mondiale.   Inutile ricordare i tanti episodi che hanno contraddistinto la sua azione politica e che potete leggere nella sua biografia. Ciò che mi interessa segnalare a questo riguardo è che “fu rappresentante del segretario generale dell’ONU Peréz de Cuéllar per i problemi dell’indebitamento dei Paesi in via di sviluppo (1989); successivamente svolse l’incarico di consigliere speciale per i problemi dello sviluppo e del consolidamento della pace e della sicurezza (rinnovatogli nel marzo 1992 da Boutros Ghali)”. Due cariche prestigiose che, se non ricordo male, nessun uomo politico italiano ha mai ricevuto dalle Nazioni Unite, a dimostrazione di un rispetto e di un riconoscimento universali.

Tuttavia, Craxi ebbe la sfortuna di appartenere al sistema Italia e di assorbirne tutti i difetti, le compromissioni, ed anche le illegalità, come dimostrarono le indagini di Mani Pulite nei confronti della classe politica nostrana. Non tutta, però, giacché, come è noto, fu risparmiato, senza alcuna giustificazione valida, il Pci.

A distanza di più di quindici anni l’operazione condotta dalla magistratura di Milano ha ormai i suoi ben definiti connotati. Non fu avviata, come sembrò a molti di noi (tra cui il sottoscritto), per colpire la corruzione imperante (che infatti dura tuttora inalterata), bensì per colpire una ben definita parte politica, quella che andava sotto il nome di CAF (dai nomi di Craxi, Andreotti e Forlani), la quale impediva al Pci di conquistare il potere.

Come oggi lo è Berlusconi, nel 1992 il bersaglio grosso era rappresentato da Bettino Craxi. Colpito lui, tutto il CAF sarebbe crollato, mancandogli la colonna portante più significativa, e il Pci, rimasto senza avversari, avrebbe potuto insediarsi al governo del Paese.

Craxi colse quel disegno eversivo e non perse tempo per denunciarlo in uno storico discorso del 3 luglio 1992 (che si può trovare qui in video e qui in scrittura), tenuto alla Camera dei deputati pochi mesi dopo l’arresto di Mario Chiesa. Da poco, a seguito di elezioni tenutesi in aprile, il governo era retto dal socialista Giuliano Amato.

Ricordo perfettamente quei momenti e il tono chiaro, netto, deciso con cui il discorso fu pronunciato dal leader socialista. Ne rimasi impressionato perché conteneva l’analisi spietata di una classe politica che ci aveva governato fino ad allora. E Craxi la scoperchiava senza alcuna esitazione e la mostrava nuda a tutto il Paese.

Trovai tanta forza e tanta dignità in quella denuncia e mi convinsi che non solo Craxi, ma tutta intera la classe politica italiana (quindi anche il Pci) era vissuta nella corruzione e nella illegalità.

Craxi era in realtà colpevole allo stesso modo di un uomo che cade in una palude dove già si trovano altri uomini che in quel pantano hanno costruito un telaio di convivenza politica e sociale.

Non avendo avuto la forza di liberarsene, si riconosceva colpevole, e denunciava in parlamento, nella sede più autorevole di una democrazia, che questo era il sistema in cui da anni si muoveva la vita politica italiana.

Interessante riproporne alcuni stralci. Rivolgendosi al presidente del Consiglio Giuliano Amato, appena insediato e che aveva ricevuto aspre critiche dall’opposizione, dice:

“Se crede, si conforti pensando a quanto capitò a me, quando ebbi la ventura di divenire il primo presidente socialista della storia del nostro paese. Fui salutato allora come «pericoloso per la democrazia » dall’Onorevole Berlinguer, per poi sentire in quegli anni l’Onorevole Occhetto proclamare la necessità, cito testualmente, di «spezzare l’infernale spirale della rincorsa a destra » e di combattere «i sogni decisionisti ed impotenti », sino a farneticare della presenza di «interventi autoritari » e di «elementi di regime e di gollismo strisciante ». Già allora, di rincalzo, tuonava da par suo il direttore di “Repubblica”, che nell’83 definiva quel governo: «Il ministero più partitocratico che mai si fosse visto… ». Mentre l’inserimento dell’Onorevole Scalfaro nella compagine governativa come Ministro degli Interni veniva considerato un «episodio squallido ».”

Avete letto bene. Il Pci di allora considerava “episodio squallido” l’inserimento al governo di Oscar Luigi Scalfaro, che oggi il Pd esalta a difensore di quella prima Repubblica che diede abbondante materia per l’azione di Mani Pulite.

Questo il secondo passaggio, direi quasi profetico:

“Sono doveri e compiti che derivano in primo luogo da una crisi che non è una semplice crisi politica di forze e di rapporti e relazioni tra le forze. Essa è in realtà la profonda crisi di un intero sistema. Del sistema istituzionale, della sua organizzazione, della sua funzionalità, della sua credibilità, della sua capacità di rappresentare, di interpretare e di guidare una società profondamente cambiata che deve poter vivere in simbiosi con le sue istituzioni e non costretta ad un distacco sempre più marcato. Del sistema dei partiti, che hanno costituito l’impianto e l’architrave della nostra struttura democratica, e che ora mostrano tutti i loro limiti, le loro contraddizioni e degenerazioni al punto tale che essi vengono ormai sistematicamente screditati ed indicati come il male di tutti i mali, soprattutto da chi immagina o progetta di poterli sostituire con simboli e poteri taumaturgici che di tutto sarebbero dotati salvo che di legittimità e natura democratica. Sono immagini e progetti che contengono il germe demagogico e violento di inconfondibile natura antidemocratica.”

Non solo a me, immagino, viene da considerare che ne sarebbe della nostra democrazia se al posto di Craxi ci fosse Antonio Di Pietro, con il suo linguaggio becero e violento.

Ma Craxi arriva al punto cruciale senza nascondersi:

“I partiti, specie quelli che contano su appartati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’Aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro. E del resto, andando alla ricerca dei fatti, si è dimostrato e si dimostrerà che tante sorprese non sono in realtà mai state tali. Per esempio, nella materia tanto scottante dei finanziamenti dall’estero, sarebbe solo il caso di ripetere l’arcinoto “tutti sapevano e nessuno parlava”. Un finanziamento irregolare ed illegale al sistema politico, per quanto reazioni e giudizi negativi possa comportare e per quante degenerazioni possa aver generato, non è e non può essere considerato ed utilizzato da nessuno come un esplosivo per far saltare un sistema, per delegittimare una classe politica, per creare un clima nel quale di certo non possono nascere né le correzioni che si impongono né un’opera di risanamento efficace, ma solo la disgregazione e l’avventura.”

Che cosa possiamo dire oggi dell’operazioni Mani Pulite? Che essa ha portato alla “disgregazione” e all’ “avventura”.

Per questa parte del discorso Craxi pagò molto duramente. Eppure fu un discorso di verità e di coraggio, con il quale si riconosceva la corruzione dell’intero sistema politico, se ne suggerivano i rimedi, e si scongiurava il vuoto politico in cui, sotto la falce di Mani Pulite, sarebbe precipitato il Paese.

Il discorso, infatti, cominciava con parole altrettanto profetiche:

“Nella vita democratica di una Nazione non c’è nulla di peggio del vuoto politico.”

Questo “J’accuse” è ancora attuale e ci riguarda. Ecco perché Antonio Di Pietro scende in piazza e minaccia chi vuole intitolare una strada allo statista scomparso. Egli si sente colpito dalla profezia di Craxi, che leggeva nell’azione di Mani Pulite, la quale ingannò molti italiani onesti, un’operazione sovversiva diretta a creare il “vuoto politico”.

Oggi ne stiamo pagando le conseguenze. Il nuovo auspicato da Craxi in quello storico discorso stenta a fare passi avanti. Di Pietro urla nelle piazze per mettersi alla guida di una prima Repubblica peggiore di quella che decise, insieme a Borrelli, Davigo, D’Ambrogio, Colombo, di ridurre in cenere.

Ma la sua battaglia è destinata a misurarsi con un ostacolo che difficilmente riuscirà a superare: quel discorso di Craxi del 3 luglio 1992. È il testamento di uno statista preveggente, che ha inteso consegnare alla storia il monito che nessuna magistratura potrà mai sostituirsi alla politica. Che la politica ha un ruolo centrale e dominante, e va sempre difesa, anche quando ha sbagliato.

Che cosa potrà mai fare Antonio Di Pietro se in tanti comuni d’Italia si deciderà, come si sta decidendo, di dare il giusto riconoscimento ad un uomo che, pur immerso nella palude del sistema Italia, ebbe chiaro il valore dell’azione politica e ci mise in guardia dalle ambizioni e dalle manie prevaricatrici di una certa magistratura?

Non potrà fare niente, perché discorsi come quello tenuto da Craxi quel 3 luglio 1992 appartengono alla Storia del nostro Paese per il coraggio, la dignità e il valore della denuncia.

Fu il solo a farlo, se ne assunse la responsabilità, e pagò un tributo salato al giustizialismo imperante.

Oggi sulla sua tomba, rivolta in direzione dell’Italia, sta scritto:

“La mia libertà equivale alla mia vita  ”.

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Letto 2003 volte.


15 Comments

  1. Commento by Maria — 10 Gennaio 2010 @ 12:40

    Impeccabile come analisi che condivido al punto da averla già anche divulgata.
    Ricordo perfettamente tutto il dramma di quella maledetta stagione.

    Avrei bisogno di un aiutino perchè non ricordo come fare i collegamenti ipertestuali (ci ho provato ma ho avuto difficoltà e ci ho rinunciato)

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 10 Gennaio 2010 @ 13:13

    Grazie, Maria.

    Per fare il link, per esempio anche qui, deve con il mouse annerire la parola su cui vuoi metterlo, poi cliccare su quell’anello che vedi come terz’ultima  icona,    a destra qui sopra il rettangolo. Questo anello si illumina e diventa attivo non appena hai annerito la parola. Dopo il click, si apre una finestra dove in alto a destra puoi inserire l’url che ti interessa. Poi clicchi su Ok.
    Spero di essere stato chiaro.

  3. Commento by Maria — 10 Gennaio 2010 @ 16:56

    Grazie, chiarissimo ! Avevo dimenticato dove   inserire il link

  4. Commento by Marco — 9 Febbraio 2010 @ 18:30

    E’ una vergoga che oggi si parli ancora di beatificare un latitante che non ebbe nessun rispetto per il suo paese. Costui a sbeffeggiato l’Italia e gli Italiani.
    E voi non si capisce che interesse abbiate a far queste figure barbine!!!
    VERGOGNATEVI

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 9 Febbraio 2010 @ 20:06

    Dovresti vergognarti tu, Marco, che scrivi il verbo avere senza acca o senza accento.
    Ma a parte questo, vedi di rispettare il pensiero altrui, che è una delle regole importanti della democrazia. Nessuno di noi ha la verità della Storia, che quando ce la  rivelerà stabilirà come realmente sono andate le cose. Al momento possiamo solo confrontarci, con educazione e rispetto.

  6. Commento by Marco — 10 Febbraio 2010 @ 09:32

    Mi dispiace di aver dimenticato l’acca o l’accento, ma nella fretta e nella concitazione del momento, leggendo quello che era scritto sopra (!!!) mi è scappata, certo non sono istruito come voi, ma quando mettere l’acca lo so anch’io!!! Io ho assoluto rispetto per il pensiero altrui, ma viviamo in uno stato di diritto, almeno per ora, e quindi non si può venire a beatificare chi è condannato in via definitiva, voi, come Craxi, siete per il “tutti colpevoli, nessun colpevole” e non è una cosa accettabile in democrazia, caro signore!!!

    Sono un residente in Via Urbiciani Trav. III, quella che sembra debba diventare Via Bettino Craxi e che invece qualche anno fa doveva essere Via Alicudi e Filicudi, non granché, come fantasia o illustre cittadino, ma sempre meglio di un latitante!!!

    Ho lasciato passare qualche giorno per riavermi da questa sciocchezza che vogliono attuare a Lucca, ho pensato si trattasse di un errore, di una boutade giornalistica e poi, soprattutto, perché a quella notizia mi ha preso una vera sensazione di tristezza, angoscia ed anche rabbia verso questa assurda scelta. Purtroppo queste sensazioni, con il passar dei giorni non si sono smorzate, anzi, addirittura il dispiacere è oltremodo cresciuto.

    Non voglio e non mi permetto assolutamente di dare un giudizio politico su questo personaggio, ma vorrei solo ed esclusivamente attenermi ai fatti: questo signore è fuggito dall’Italia, il suo Paese, per sottrarsi alla Giustizia, per eludere il giudizio di una Corte che lo avrebbe giudicato in nome del popolo italiano. Si è allontanato dal suo Paese per evitare la pena emessa dall’istituzione preposta ad amministrare la giustizia, lui, che aveva più volte giurato fedeltà, alle istituzioni e alla Costituzione nei suoi incarichi politici, fuggendo la tradiva.

    Questo signore è e resta un latitante, cari Signori, condannato con sentenza passata in giudicato.

    Mi auguro pertanto che si eviti di fare una scelta grave, un grave errore, io, per qual che mi riguarda  potrò solo fare il possibile e l’impossibile per evitare che questo incredibile riconoscimento venga dato ad un personaggio cui niente si deve, anzi, lui deve al nostro Paese, alla nostra Italia. Mi auguro che non sia fatto questo scempio alla nostra amata città e alla nostra piccola strada.

    Il mio è un appello a chi ha avuto questa malsana idea, ma anche e soprattutto ai nostri Concittadini, alla nostra Città, che abbia un sussulto di orgoglio, che sappia una volta tanto alzare la testa e dire no a questo danno all’intera Città, davanti ad un Paese che in altre comunità si è interrogato se fosse il caso di fare questa sciocchezza!!! Pensate, che figura faremmo noi, senza nemmeno discutere, imposto ad una cittadinanza e a dei residenti riluttanti. Ma io credo ancora che forse si sia voluto fare solo una battuta, buttata là, forse solo per scatenare una polemica, per quale altro motivo si deve andare a cercare un nome del genere, un nome che può scatenare polemiche e discussioni??? Massì, siamo toscani, ci piace polemizzare, litigare, ma a tutto c’è un limite………..Addirittura qualcuno avrebbe paventato la possibilità di intitolare una strada anche ad Almirante………non scherziamo, non copriamoci di ridicolo.

    Ricordiamoci che siamo in una società democratica, civile, dove democrazia e civiltà sono pilastri fondamentali di un Paese serio.

    Sono certo che i nostri amministratori saranno in grado di decidere serenamente, di evitare che sia fatta un’ingiustizia e che Via Bettino Craxi faccia la fine di Via Alicudi e Filicudi, dimenticata.

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 10 Febbraio 2010 @ 09:58

    Intanto, Marco, voglio ringraziarti per aver cambiato tono. Così devono essere i confronti. Saprai che anch’io sono di Lucca, vivo a Montuolo.
    Riguardo a Craxi, è tutto vero: c’è una condanna passata in giudicato, ed ha lasciato l’Italia per non sottoporvisi.
    Ma il caso Craxi non può essere circoscritto al fatto che ha subito una condanna, per cui è colpevole, e così via. Intorno al caso Craxi girano vicende assai più complesse, che toccherà alla Storia dirimere e chiarire.

    Se tu segui il mio blog, ti sarai reso conto che io, al principio sostenitore di Mani Pulite, ho cominciato a nutrire forti dubbi sulla reale volontà che stava dietro all’operazione.

    Col passare del tempo, mi convinco sempre di più (ma non sono il solo) che è stata un’operazione politica. Tutti sapevano che i partiti erano corrotti. Ma nessun magistrato si era mai mosso. Poi all’improvviso si scatena l’operazione e cosa succede?, vengono colpiti i partiti maggiori al governo. Particolare accanimento sarà riservato alla Dc e al Psi , ma specialmente alla persona di Craxi, l’uomo forte di quel tempo, come oggi lo è Berlusconi (non per niente attaccato pure lui).

    Resta fuori il vecchi Pci. Si muove qualche indagine, ma subito si chiude. Nasce qualche sospetto. Non si trovano mai le prove, come nel caso del miliardo che si sa uscito dalle tasche di Gardini (poi suicidatosi). E’ arcinoto che l’ex Pci usufruiva di finanziamenti illeciti, eppure non è colpito.
    I fatti successivi dimostreranno che alcuni magistrati leader di Mani Pulite sono finiti nelle file dell’ex Pci. Lo stesso Di Pietro ha fondato un partito, e dietro di lui sono addensati molti misteri, come saprai.
    La vicenda Craxi (certamente colpevole di fronte alla giustizia) non è poi così sicuro che lo sia dinanzi alla Storia.
    Vedremo.

  8. Commento by Marco — 10 Febbraio 2010 @ 10:11

    Non era mia intenzione cambiare tono, chi parla di beatificare un personaggio come quello, vorrei non nominarlo più, secondo il mio modestissimo parere si deve solo vergognare o non riconoscersi nella democrazia che, ancora, dovrebbe imperare nel nostro paese e avere rispetto per lo stesso Stato che tramite la magistratura e per ciò che ha riscontrato lo  ha condannato. La storia lo riabiliterà??? Bè aspettiamo la storia, o un nuovo processo se ci saranno le possibilità. Erano tutti colpevoli??? Bene tutti da processare. Ma tu pensi che il CAF non fosse in grado, a quell’epoca, di trovare gli scheletri nell’armadio di un piccolo magistrato milanese che li stava abbattendo??? Alcuni altri opinionisti dicono che l’abbattimento dei governanti corrotti dell’epoca fosse studiata per aprire le porte ad un altro personaggio altrettanto potente…………cosa puntualmente verificatasi, tu, cosa ne pensi???

  9. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 10 Febbraio 2010 @ 19:16

    Sono senza linea adsl (ne avrò per qualche giorno) e scrivo dal pc di mio fratello.

    Vediamo con ordine, Marco.

    Il Caf non so se abbia tentato qualcosa e sia stato sconfitto. Gli scheletri nell’armadio, Di Pietro ce li ha e stanno venendo fuori.

    Mi pare che sei entrato anche tu nella logica di un complotto che fu ordito allora. Io sostengo che l’operazione intendeva eliminare Dc e Psi, ed in particolare l’uomo forte Craxi. Non è un caso che Occhetto coniò l’espressione colorita: “la gioiosa macchina da guerra”.
    Tu invece insinui che l’operazione servì a spianare la strada a Berlusconi.
    Mi pare che la tua ipotesi sia assai debole. A quel tempo il principe nero di Mani Pulite era Di Pietro. Ti pare che lavorasse per spianare la strada a Berlusconi? Non mi pare proprio.
    E’ più logico pensare che Berlusconi, come del resto dichiarò apertamente, scese in campo per contrastare quella che ormai era ritenuta cosa certa. la presa del potere degli ex Pci.

    Tornando a Craxi.
    Se siamo entrambi dentro la logica che Mani Pulite fu un’operazione politica (come ormai quasi tutti ritengono) anche il processo a Craxi, come agli esponenti Dc, va visto in una nuova luce, che spetterà alla Storia (e non certo a me e a te) interpretare.
    Quanti processi e addirittura quanti delitti sono stati compiuti al servizio di una finalità politica!
    Non ti dice proprio nulla che il finanziamento illecito ai partiti esistente sin dalla nascita delle Repubblica e noto a tutti, anche ai magistrati, sia esploso nelle aule giudiziarie all’improvviso e proprio nei confronti di un politico, Craxi, che faceva ombra al Pci?

    Se oggi si torna a parlare di Craxi è perché sta avanzando, da parte anche di persone più competenti di noi, una ipotesi di questo tipo.
    Ragionarne è il sale della democrazia, Marco, e tu devi muoverti nel rispetto delle idee altrui, visto che la verità in tasca su di un periodo oscuro della vita democratica non ce l’ha nessuno, e solo ora cominciano a trapelare informazioni che prima mancavano o erano tenute celate.

  10. Commento by Marco — 11 Febbraio 2010 @ 08:48

    Non sono daccordo praticamente con niente, anzi alcune cose che scrivi fanno sorridere, e alcune anche ridere, questa è la tua idea e io la rispetto, ma ti prego di rispettare anche la mia, e quella che esce dai tribunali!!! Io sono un cittadino, un uomo della strada qualunque che ha e deve avere rispetto delle istituzioni, questo devono fare anche e soprattutto i politici. L’intitolazione di un strada ad un latitante è uno spregio alla democrazia, alle istituzioni e chi lo fa si pone fuori da democrazia e istituzioni e l’invito che faccio è quello di respingere ogni propaganda volta a passarci sopra la testa per chissà quale losco affare!!! Occhio amico!!!

  11. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 11 Febbraio 2010 @ 10:18

    Quell””Occhio amico” non mi piace affatto!
    In ogni caso mi ha fatto piacere apprendere che ti ho fatto ridere. Mi auguro che non si debba applicare a te quel noto proverbio che recita: Il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi.
    Se si dovessero accettare le tue idee, sai quante condanne di magistrature pilotate (vedi nei regimi totalitari) non si sarebbero dovute riabilitare.
    Ma, augurandoci di essere sempre vivi (io ho 68 anni), ne riparleremo. Ora la nostra conversazione risulta sterile. Del resto, ti ho spiegato abbondantemente le ragioni per le quali la figura di Craxi è oggi messa all’attenzione della politica. Dovrei solo ripetermi.

  12. Commento by Marco — 11 Febbraio 2010 @ 11:07

    L’occhio amico era ovviamente rivolto a quanto scritto sopra e cioè al non farti prendere in giro dalla propaganda di regime, ovvio!!! Non sono certo un violento, io!!! E comunque chi vuole una strada con quel nome se lo faccia a casa sua, non a casa degli altri, dove manca anche l’illuminazione!!! Magari in una bella strada privata, così nessuno può andargliela a contestare. Quanto al losco figuro, prima avrebbe dovuto pagare!!! Come altri ancora in giro, si facciano processare e non si nascondano dietro la politica……..Vedi come ci fanno ridere………..E visto che ti piacciono le battute te la rifaccio, visto che, credo non l’hai capita, tutti colpevoli nessun colpevole, sembra che sia questo il tuo/Vs. credo, a me non piace. Ah che strano e triste paese quello dove nell’eterno conflitto tra guardie e ladri i ladri inseguono le guardie…………

  13. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 11 Febbraio 2010 @ 12:00

    Ok. Un saluto.

  14. Commento by Marco — 11 Febbraio 2010 @ 12:09

    BACI

  15. Commento by corrado — 15 Febbraio 2010 @ 13:02

    Le società vivono e prosperano seguendo le regole che si danno

    Concetto semplice che vale dal codice di Hannurabi (Babilonia 1780 A.C circa) in poi

    Craxi doveva far crescere e migliorare lo stato di cui era primo ministro e non sfruttare la corruzione perché il proprio partito avesse un utile massimo; fortunatamente è stato condannato per non avere rispettato le leggi.

    Giustizialismo?, no, “Stato di diritto”(tutto il seguito del mio commento può essere omesso)

    Purtroppo viviamo in un paese dove è permesso (gravi le responsabilità dell’opposizione) quello che in nessuna democrazia occidentale evoluta è tollerato.

    Il governo si basa sul consenso ed è in grado di influenzare direttamente (giornali e televisioni di Berlusconi) e cosa anche più grave, indirettamente, strumenti che non dovrebbero essere a sua disposizione (in quanto fabbriche di voti).

    Esempio di uso indiretto: la segretaria personale di Berlusconi nominata a suo tempo responsabile del marketing strategico della Rai (al di là delle considerazioni politiche è come se il capo della Telecom scegliesse chi deve guidare il marketing di Wind o Vodafone).

    Grazie alle intercettazioni( che fra breve saranno ben poco utilizzabili , secondo quanto proposto), si è dovuta dimettere, altrimenti sarebbe sempre al suo posto.

    Per quanto riguarda il Partito Comunista anch’io penso fosse coinvolto ma la considero una argomentazione inessenziale (un po’ pagò si ricordi che il numero tre della segreteria Cervetti e vari dirigenti ebbero guai giudiziari).

    Dovrei citare “Lo spirito delle leggi” di Montesqieu e la separazione dei poteri fondamenti giuridici di un moderno stato, anche se dimenticati da chi ci governa e da certa stampa che veicola l’idea che la democrazia sia semplicemente governo della maggioranza (Hitler, Peron, Mussolini, esempi di democrazia?).

    Così invece di discutere come fare un piano per ridurre il disavanzo, aumentare la competitività del paese frenando i poteri di interdizione delle lobby e dei sindacati ecc…ecc.. perdiamo tempo a riparlare di Craxi…..

    Craxi fa parte della campagna contro la magistratura e contro il rispetto delle regole perché nonostante Ghedini, lo staff faraonico di avvocati, i vassalli che presentano le leggi ad hoc … Berlusconi ha delle… difficoltà ad uscire dai processi

    Così sia io, che Bartolomeo ripeto, l’abbiamo fatta troppo lunga per una cosa semplice, il capo di un governo che aveva reiteratamente commesso gravi infrazioni alle leggi (Craxi) fu a suo tempo giudicato (con tutte le garanzie), ritenuto colpevole e condannato.

    Ci si deve rallegrare che le cose abbiano funzionato (anche se il meglio c’è sempre)…. Corrado

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