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La magistratura a due velocità

9 Ottobre 2010

Se l’intenzione della Marcegaglia era quella di evitare che si parlasse dei suoi guai, ha ottenuto il risultato opposto, com’era prevedibile quando si ha a che fare con Vittorio Feltri. Stamani il Giornale è uscito con quattro paginate che parlano di lei e delle sue aziende. E il bello è che queste quattro paginate non sono state riempite con articoli dei collaboratore del quotidiano di via Negri, bensì – udite udite – con articoli scritti da giornalisti dell’opposizione. Una bella carrellata, gustosissima, che parte dal 2008 ed arriva ad articoli dello scorso settembre.  

Invece di far mettere il silenziatore, la Marcegaglia ha fatto mettere il megafono. Ora tutti sanno che la presidente della Confindustria ha anche lei i suoi guai con la giustizia.  

Ha ragione Vittorio Feltri: invece di telefonare al padrone (Felice Confalonieri) la Marcegaglia avrebbe dovuto telefonare a lui, che l’avrebbe rassicurata che nessun dossier era pronto per lei. Invece ha voluto ingigantire la faccenda.  

Comunque: ciò che ha fatto la Marcegaglia è affar suo e affar suo sono le quattro paginate del Giornale.  
Ciò che mi preme, invece, sottolineare, è la velocità supersonica con cui ha agito la procura di Napoli, tale da far invidia alle migliori magistrature del mondo. In quattro e quattr’otto una ventina di carabinieri hanno fatto irruzione nella sede del quotidiano, e nelle abitazioni di Sallusti e Porro, tornandone con la coda tra le gambe.  

Ma è facile prevedere che certa magistratura, anche per solidarietà con quella di Napoli, vorrà e saprà prendersi la sua rivincita. L’obiettivo è colpire Berlusconi e tutti coloro che la pensano come lui. Non so se si arriverà ad intercettare alla fine tutti gli italiani, pur di trovare qualcosa a carico del presidente del Consiglio.  

Al contrario, per lo scandalo Fini, tutto va a rilento. La filosofia è questa, più il tempo passa, più il Paese dimenticherà questa triste vicenda ed una eventuale archiviazione non farà più rumore.  

Il Messaggero di stamani riporta una conversazione telefonica tra Porro e Arpisella, ormai diventato celebre. Trascrivo il brano che risponde, anche se oscuramente, al quesito: Chi c’è dietro Fini?:  

“E l’altro (Arpisella): «Dai secondo te chi c’è dietro Fini? ». Porro dice di non saperlo, Arpisella chiarisce senza chiarire: «Ci son quelli che c’erano dietro la D’Addario dai su! », rinviando ulteriori spiegazioni ad un incontro.”  

Chi sa quali promesse sono state fatte al presidente della Camera, affinché aiuti costoro ad abbattere Berlusconi. Immagino dietro a Fini tutto il marcio della prima Repubblica. Roba da far rivoltare lo stomaco. Se avessimo speciali strumenti avveniristici, vedremmo alle spalle di Fini una congerie di mostruosi zombi che si stanno sfregando le mani, sghignazzando.  

Credo che sia anche per questo che le indagini sullo scandalo Fini vanno a rilento. Del resto in questi giorni ho avuto anch’io una brutta esperienza a causa della lentezza della magistratura della mia città (Lucca).  

Mia moglie ed io abbiamo perso una causa promossa contro il vicino che aveva mancato di rispettare le distanze di confine previste dalla legge. Violazioni confermate dalla perizia legale.
Promossa la causa nel 2005 si è conclusa l’altro giorno, il 4 ottobre. Non vi dico gli intervalli di tempo tra un’udienza e l’altra. Perfino un anno e mezzo! Sta di fatto che nel 2008 abbiamo venduto la proprietà, e all’ultimo momento, nel marzo di quest’anno, i nuovi proprietari sono intervenuti in causa dicendo che a loro le cose stavano bene così.
Che ha fatto il giudice? Siccome non eravamo più noi i padroni, se n’è infischiato delle violazioni di legge e non le ha nemmeno prese in considerazione. Ha ragionato così: se le violazioni stanno bene ai nuovi proprietari, perché sanzionarle?, e così ci ha condannato a pagare tutte le spese del processo, avendolo incomodato per nulla. Nemmeno lo ha sfiorato il pensiero che un po’ era anche colpa sua, se, a causa della lentezza dei tempi da lui impressa alla causa, la proprietà era cambiata. Insomma fino al 2008 le violazioni di legge c’erano e avremmo vinto la causa. Dopo la nostra vendita, queste violazioni di legge sono sparite. La domanda è: a chi tocca far rispettare la legge?  

Portando agli estremi l’inquietante ragionamento, potrebbe succedere che un giudice si trovi a processare un assassino, e ad un certo punto cessi di processare perché la moglie della vittima gli ha chiesto di lasciar perdere, che tutto va bene così.  

Mi dispiace dirlo, ma non fidarsi della magistratura (di questa nostra magistratura) è diventata ormai una necessità.

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Ancora la telefonata Porro-Arpisella. Qui.


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Bart