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La Nemesi esiste

13 Gennaio 2012

Esiste, eccome. La sua presenza non è ristretta all’ambito della letteratura antica, ai grandi greci che credettero in una Dea distributrice di una giustizia compensativa, laddove la prima fosse stata male applicata.
Sono morti da secoli Omero, Aristotele, Erodoto, Plutarco, ma l’idea dell’esistenza della Dea non solo ci è stata tramandata dai loro capolavori, ma è sopravvissuta e ha attraversato i secoli per confermarsi reale e duratura.

Potrei raccontare fatti della mia esperienza personale, in cui i torti subiti hanno visto l’intervento della Nemesi, di una giustizia ossia soprannaturale che ha provveduto nel tempo (si deve avere pazienza, infatti) a punire il falso e il prepotente.
Del resto, è noto l’antico proverbio cinese secondo il quale dobbiamo sederci sulla riva del fiume e attendere che passi sotto i nostri occhi il cadavere del nostro nemico.
Ma credo che molti dei lettori avranno potuto constatare la verità di quanto affermo.

Anche in politica, e proprio in questi giorni, ed ieri in particolare, non è forse la Nemesi che si è vendicata delle molte bugie che sono state sparse ai quattro venti gabbandole per verità?
Quanti soloni sono stati sferzati dalla sua frusta!

Cominciamo dai dati resi noti l’altro giorno dall’Istat, secondo cui nel III semestre 2011 tutti gli indici della nostra economia sono migliorati.
Ricordate le critiche al governo Berlusconi e le grida del Pd secondo cui si stava andando verso il baratro?
Invece no. Grazie all’azione del governo la nostra economia stava migliorando, pur in presenza di una crisi senza precedenti.

Il Pd è dunque stato colpito dalla Nemesi. Quando ieri mattina, nel dibattito alla Camera, Silvano Moffa ha proclamato in Aula i dati dell’Istat e si è rivolto a D’Alema che lo aveva preceduto, non si è sentito volare una mosca. Non c’è stata l’inquadratura, peccato, perché sarebbe stato magnifico vedere la faccia di Baffino.

Invece la faccia di Buttiglione l’abbiamo vista. Il suo intervento era intinto nella supponenza del professore che non sbaglia un colpo, o meglio una profezia. Monti ci salverà, questo il suo assunto fideistico.
Ma noi sappiamo che è lo stesso Buttiglione (non ci risultano sosia) che nella stessa Aula, quando si contavano gli ultimi giorni del governo Berlusconi, profetizzò che con la sola caduta del governo il famigerato spread sarebbe calato di 200/300 punti.

Qui la Nemesi ha colpito duramente e cinicamente, senza pietà. Mentre lo spread, infatti, è ancora spaventoso, la ex opposizione esulta, come se fosse stata colpita da imbecillità ed ebetudine, se esso scende appena sotto i 500 punti, quasi che scendere per esempio a 490 punti non sia più una grande calamità. In sovrappiù, Buttiglione continua ad avere la faccia tosta, e ancora non ha chiesto scusa agli italiani i quali, se ci hanno anche per un solo istante creduto, hanno diritto ad una spiegazione, e a pretendere in futuro un po’ più di umiltà in questo ostentato distributore di profezie fasulle.

Sono arciconvinto che su quest’uomo la Nemesi stia ancora lavorando e si prepari ad insegnargli un po’ più di modestia, la quale dovrebbe essere virtù suprema in un cattolico integerrimo quale egli si professa.

Una bacchettata piuttosto robusta è toccata anche ad Antonio Di Pietro.
Ricordate quando Berlusconi criticava gli interventi della Corte Costituzionale, oppure quelli di Napolitano, ritenendo che fossero parziali e politici, tutti orientati contro di lui e il suo governo?
Non appena si è saputo ieri che la Corte Costituzionale ha respinto i quesiti referendari ritenendoli inammissibili, così Di Pietro ha risposto: «L’Italia si sta avviando, lentamente ma inesorabilmente verso una pericolosa deriva antidemocratica, ormai manca solo l’olio di ricino ». «Quella della Corte non è una scelta giuridica ma politica per fare un piacere al capo dello Stato, alle forze politiche e alla maggioranza trasversale e inciucista che appoggia Monti, una volgarità che rischia di farci diventare un regime »  (qui).

È lo stesso Di Pietro (anche in questo caso non mi risultano sosia) che dottoreggiava con Berlusconi predicando che le sentenze della magistratura non si commentano ma si rispettano.
Chi sa quante risate si è fatta la nobilissima Dea.

E su Cosentino?
Ormai era dato per spacciato, allo stesso modo che fu dato per spacciato Alfonso Papa, che infatti soccombette.
Invece la Dea ha detto basta. Che era, ossia, tempo di finirla con il metodo cancerogeno di mettere dietro le sbarre un cittadino in violazione dell’art. 27 della Costituzione.

Infatti, Cosentino ha il diritto di essere considerato innocente fino a sentenza definitiva di condanna. Come lo stesso diritto aveva Alfonso Papa, il quale, dopo la decisione della Camera, fu messo in carcere e dimenticato per ben quattro mesi senza che nessun giudice procedesse ad interrogarlo (Crosetto ieri sera a Porta a Porta), mostrando, con ciò, che vi era, eccome, il fumus persecutionis.

Quando capiranno i magistrati questo fondamentale principio di libertà e di democrazia? Quando lo capirà Roberto Saviano, che ha giudicato la decisione di ieri della Camera, “un voto omertoso che manda un segnale pesante a tutto il Paese“?
Basterà la lezione ricevuta ieri dal parlamento?

Non credo. Abbiamo una magistratura che si è autonominata governatrice assoluta e dispotica del nostro Paese, ossia detentrice di quella sovranità che invece appartiene al popolo, ossia proprio a quei cittadini verso i quali essa si guarda bene dall’applicare uno dei più importanti principi costituzionali. Come pure abbiamo sedicenti intellettuali che farebbero meglio a riflettere prima di parlare.

Chi sa se Napolitano, dall’alto del suo Olimpo, si è accorto della giustizia riparatrice applicata nei vari casi dalla antica Dea greca. Se non se n’è accorto, peggio per noi, che dovremmo aspettarci altri torti dai partiti e dalle Istituzioni e ancora una volta attendere con pazienza l’intervento della Dea.

Se sì, allora cominci a pensare che anche su quanto è stato compiuto per mettere in sella il governo Monti, da lui strenuamente voluto, la Nemesi si è già messa al lavoro e non mancheremo di vederne, noi che attendiamo sulla riva del fiume, l’opera riparatrice.

www.i-miei-libri.it

Altri articoli

“Meglio ipocriti che abbronzati” di Massimo Gramellini. Qui. Da cui estraggo:

“Si tratta però di una colossale dimostrazione di insensibilità. E le giustificazioni dei vacanzieri («Era il viaggio di nozze che non avevamo mai fatto », «Sessant’anni non si compiono tutti gli anni ») confermano che questa gente ha perso ogni aggancio con la realtà. Quando c’è una tragedia, la festa si ferma. E oggi per milioni di italiani il presente è una tragedia. Chi può ancora far festa deve almeno avere la delicatezza di divertirsi sotto traccia. In questo momento l’ostentazione è il peggiore dei vizi. Specie se chi ostenta fa un mestiere che gode di vasto discredito sociale.
La moglie di Rutelli ha accusato i critici di ipocrisia. Può darsi. Ma c’è qualcosa che irrita molto più dell’ipocrisia. È la mancanza di rispetto.”

“Pasticcio Patroni Griffi: arbitrato da 500mila” di Fausto Carioti. Qui.


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Bart