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La questione morale ai tempi di Penati

10 Ottobre 2011

di Milena Gabanelli
(dal “Corriere della Sera”, 10 ottobre 2011)

¬ęCi sono troppi mascalzoni! ¬Ľ, e naturalmente i mascalzoni sono sempre gli altri. Il miglior modo per accreditare a se stessi ogni virt√Ļ √® quello di individuare nell’avversario il comportamento doloso e dargli addosso, poich√© chi ti ascolta penser√† che non ti sbilanceresti tanto se fossi simile a lui. Le dichiarazioni corrono veloci nelle interviste, nei talk, nelle tavole rotonde, dentro e fuori le Aule parlamentari e si consumano nell’istante in cui vengono trasmesse o pubblicate. Il giorno dopo i fatti smentiranno quelle parole, ma nessuno se le ricorder√† pi√Ļ perch√© intanto ne arrivano altre. Chi fa politica sa che non conta quello che fai, ma quello che dici e come lo dici. Ho rivisto in questi giorni un’intervista a Filippo Penati realizzata dal collega Bernardo Iovene a maggio scorso per Report, mai andata in onda perch√©, come spesso accade, il materiale era parecchio e alla fine qualcosa deve restare nel cassetto.

Il contesto era l’acquisizione delle aree intorno a Milano per la grande esposizione internazionale del 2015. Un’occasione di rilancio per la citt√† e il Paese, che rischia di trasformarsi nella solita gigantesca speculazione edilizia. Un paio di anni fa, era stato nominato amministratore delegato di Expo 2015 Spa l’onorevole Lucio Stanca. Considerata l’onerosit√† del ¬≠l’impegno, il consiglio comunale gli aveva chiesto di dimettersi dalla cari ¬≠ca di parlamentare, ma lui aveva pre ¬≠ferito continuare a occupare entram ¬≠be le poltrone e incassare 2 stipendi. (16.000 euro al mese da deputato del Pdl, pi√Ļ 300.000 euro l’anno da mana ¬≠ger), finch√©, a primavera di quest’an ¬≠no, non √® stato costretto ad abbando ¬≠narne una, quella dell’Expo. Filippo Penati esprime su di lui un giudizio duro: ¬ę…Si √® dimesso dopo un perio ¬≠do in cui non ha fatto niente… Ci vo ¬≠leva qualcuno che stesse qui (a Mila ¬≠no, ndr) tutti i giorni, che avesse un impegno preciso ¬Ľ. Ne stigmatizza l’avidit√†: ¬ę…Alla fine ha preso anche un compenso molto alto, secondo me indebito… Io non ne faccio una questione legale… Ne faccio una que ¬≠stione di moralit√†… ¬Ľ. Penati richia ¬≠ma il politico alle responsabilit√† del mandato, al sacro rispetto del dena ¬≠ro pubblico e del suo utilizzo nell’in ¬≠teresse della collettivit√†. Penati √® chiaro, parla con sincerit√†, passione e una vena di tristezza. Non puoi non credergli. Un mese dopo, l’indagine sulla riqualificazione della pi√Ļ vasta area dismessa d’Europa precipita Pe ¬≠nati in bilico fra concussione e corru ¬≠zione. Ad agosto si riapre anche l’in ¬≠chiesta sui costi della Serravalle: mi ¬≠lioni di euro di denaro pubblico che la ¬ęsua ¬Ľ Provincia non avrebbe spe ¬≠so nell’interesse generale. E allora quelle sacrosante critiche all’avversa ¬≠rio politico, risentite oggi, suonano sinistre. Ci penser√† il tribunale ad accerta ¬≠re i reati, ma senza attendere i tempi delle sentenze gli elementi per una condanna morale sono gi√† tutti l√¨: nella sua opaca gestione dell’opera ¬≠zione Falck e nei bilanci di una Pro ¬≠vincia che ha usato il denaro dei con ¬≠tribuenti per continuare a indebitar ¬≠si ed elargire. Penati ima volta vende ¬≠va polizze Unipol, ma si sapeva de ¬≠streggiare nelle vischiosit√† degli affa ¬≠ri e della politica, fino a diventare l’uomo di fiducia di Bersani, che lo ha ritenuto meritevole di governare la provincia pi√Ļ importante del Pae ¬≠se. Oggi il suo volto √® diventato quel ¬≠lo di un partito che deve rifarsi la pla ¬≠stica.

Proprio di questo si parlava qualche settimana fa in un talk tele ¬≠visivo: ¬ęCaso Penati e la questione morale ¬Ľ. Il senatore del Pd Carofiglio, ospite, invita a non concentrar ¬≠si sulle questioni giudiziarie, che fa ¬≠ranno il loro corso, ma a comprende ¬≠re ¬ęquale ¬Ľ politico vogliamo, veden ¬≠do presumibilmente se stesso quale espressione di una classe politica sa ¬≠na, in grado di voltar pagina e sosti ¬≠tuire quella corrotta, incapace, op ¬≠portunista. Carofiglio, ex sostituto procuratore, dedica molto tempo al ¬≠la scrittura e alla promozione dei suoi romanzi, un’attivit√† conciliabi ¬≠le con quella parlamentare che ¬ęri ¬≠chiede la mia presenza a Roma dal marted√¨ al gioved√¨ sera ¬Ľ, mi ha confi ¬≠dato una volta. Sono talmente in tan ¬≠ti ad avere i piedi in due scarpe che essere al servizio del popolo e avere contemporaneamente altri impegni che appassionano (o rendono) di pi√Ļ, √® diventato normale, addirittu ¬≠ra ¬ęmorale ¬Ľ. Quanti orrori sono stati approvati perch√© gli onorevoli non hanno avuto il tempo di andare a leg ¬≠gere nelle pieghe degli emendamen ¬≠ti, o perch√© invece di essere in Aula stavano seguendo i processi dei loro clienti o semplicemente i fatti loro? Carofiglio √® una persona onesta e ca ¬≠pace, ma quale idea ha del mandato che i cittadini consegnano nelle ma ¬≠ni del parlamentare? Sappiamo che √® uno scrittore di successo, come se ¬≠condo mestiere fa il senatore, e se le cose dovessero andar male pu√≤ sem ¬≠pre tornare √† fare il magistrato, per ¬≠ch√© essendosi messo in aspettativa, il suo posto non glielo occupa nessu ¬≠no. Peccato che il suo carico di lavo ¬≠ro, al momento, se lo devono accolla ¬≠re i colleghi, e se non ce la faranno magari qualcuno non avr√† giustizia per intervenuta prescrizione. √ą que ¬≠sto il politico nuovo che vogliamo? Qualche giorno fa, sempre in un talk televisivo, Bersani ha citato, ¬ęcenti ¬≠naia di giovani e bravissimi ammini ¬≠stratori locali ¬Ľ. Siccome sappiamo che esistono, perch√© il partito non ce li fa conoscere? Perch√© non li man ¬≠da avanti invece di tenerli confinati nell’ultima porta dell’ultimo corrido ¬≠io a tenere in vita una macchina a cui sta fondendo il motore?

 

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart