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La strana situazione in cui si trova Legno Storto

24 Luglio 2010

Un piccolo giornale liberale viene colpito da tre querele, a mio avviso ingiustificate e comunque eccessive, e si stenta a trovare solidariet√† nell’area a cui fa riferimento, e in specie nel Pdl. ¬†

Davvero clamorosa la risposta che il senatore Quagliariello ha dato alla segnalazione ricevuta dalla Direzione del quotidiano web: ¬ęLa ringrazio per la segnalazione. Cordiali saluti, Gaetano Quagliariello ¬Ľ. Tutto qui. Praticamente un lavarsene le mani. Conoscendolo, perch√© √® stato diversi anni a Lucca a dirigere la scuola IMT Alti Studi, fondata dal senatore Marcello Pera, mi aspettavo almeno una presa in carico del problema. ¬†

Naturalmente, dalla vicenda sorge spontanea una valutazione negativa del Pdl. I media dell’area vicina al centrodestra si contano sulle dita di una mano. Lasciare solo un piccolo quotidiano a subire un attacco di querele, senza muovere un dito, significa non avere alcuna idea del valore di questi veri e propri combattenti che si trovano impegnati in prima linea in battaglie dove gli avversari sono numerosi come le mosche e agguerriti. ¬†

Non so se Berlusconi conosca la vicenda e se sì, mi dispiacerebbe se ne disinteressasse. Un leader difende ad oltranza i suoi soldati e se un fronte è attaccato e sta per cadere provvede ad inviare pronti soccorsi.  

Staremo a vedere. La vicenda di Legno Storto sta assumendo, a mio avviso, agli occhi degli elettori del Pdl un valore simbolico di alto profilo. Vi si misurano la volontà e la capacità del Pdl di difendere ogni parte del suo corpo politico attaccata dagli avversari.  

Ed ora veniamo alla querele, o meglio all’uso che se ne sta facendo da qualche tempo. ¬†
Una volta erano rare tra i cosiddetti uomini pubblici. Se un giornale pubblicava una notizia ritenuta falsa e diffamatoria, l’interessato chiedeva la rettifica ed eventualmente l’autore dell’articolo aveva il diritto di replica. Non si partiva in quarta a querelare. ¬†

Oggi, invece, in tempi in cui tutto sta degenerando, la querela è diventata di fatto uno strumento intimidatorio.
Quanto pi√Ļ un uomo pubblico si costruisce la fama di persona facile alla querela, tanto pi√Ļ si sta attenti a non tirargli l’affondo. Con lui ci si abitua ad usare i guanti bianchi. ¬†

La querela è diventata lo strumento per ergersi intorno una specie di muro, di corazza.
La si utilizza anche nei casi di minimo rilievo, ingolfando per di pi√Ļ il lavoro dei magistrati. ¬†
E qualche volta, è il caso del Legno Storto, la si utilizza con la conseguenza (richiesta di un esorbitante risarcimento) di veder chiudere un giornale ritenuto scomodo dagli avversari politici. Fatto gravissimo, che dovrebbe sollevare un putiferio, ed invece si tace e si minimizza.  

Sta di fatto che oggi l’uso dello strumento della querela pu√≤ diventare opprimente e liberticida e deve essere rivisto dal legislatore. ¬†

Le parti, prima che una di esse ricorra alla querela, dovrebbero obbligatoriamente tentare tutte le vie a loro disposizione (lettera di replica, ricorso ad un giudice di pace, ricorso all’ordine dei giornalisti, e cos√¨ via) per giungere ad un chiarimento pacifico dei fatti contestati.
Ne guadagnerebbero la libertà e la trasparenza dei rapporti.


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3 Comments

  1. Commento by Pietro — 25 Luglio 2010 @ 17:54

    Quando si sentono tuonare i cannoni, l’uso della parola ¬†non serve.

    Da quando il Cavaliere, ha ricevuto sulla faccia la carezza della Madonnina di Milano, e constatando l’indifferenza mostrata da tanti parti politiche di sinistra e di destra per quest’atto disgustoso, mi son chiesto se fosse davvero utile continuare condurre sterili discussioni su Il Legno Storto e, soprattutto, se sia opportuno rischiare di colpire l’attenzione della magistratura nel sostenere le ragioni del tutto sterili.

    Questo potrebbe spiegare la laconica risposta all’appello di sostegno alle ragioni contro le querele di cui √® stato fatto oggetto Il Legno Storto.

    Sono spesso intervenuto nel forum con commenti col risultato di vedermeli condivisi solo da pochi o del tutto ignorati perch√© i comportamenti, nell’ ambiente, ¬†sembrano essere uniformati alla regola di qualificarsi di destra, accettare lo scontro con la sinistra, ma non incontrarsi con nessuno tra le miriadi di opinioni che infarciscono la testa di coloro che empaticamente si altalenano tra il corporativismo pi√Ļ serrato ed il liberalismo pi√Ļ esasperato.

    Così ogni commento è fine a sé stesso.   Da circa un anno ho cessato di partecipare perché mi è  quasi impossibile trattare temi non conformi alle ideologie correnti,   quando, inevitabilmente, ogni discussione decade nel sostituire alle idee etichette di questa o quella dottrina sociale o politica.

    Non entro in merito, ma ¬†se c’√® querela vuol dire che c’√® ¬†un querelante ed un querelato. Dallo stato dei fatti, il querelante √® senza dubbio di sinistra ed il querelato chi ¬† ha trasceso nel colpire la persona anzich√© argomentare in modo pi√Ļ opportuno le proprie opinioni.

    Con questo concludo nel  condividere la risposta del Senatore Quagliarello che evidentemente non desidera di sbilanciarsi nel sostenere  le opinioni scaturite da argomentazioni  improprie e non utili alla soluzione dei problemi del momento.

    Querelato ha scritto nero, querelante ha risposto rosso; io che non sono né rosso, né nero, mi metto ad osservare sperando che entrambi si accordino e riconoscano che la verità è verde oppure viola.

  2. Commento by Mario Di Monaco — 27 Luglio 2010 @ 08:58

    Lei non vuole entrare nel merito ed ha tutto il diritto di farlo, anche se proprio  questa sua scelta di rinunciare a capire  costituisce il principale  limite del suo intervento.
    Sulla posizione del Senatore ¬†non mi trova d’accordo, perch√® egli ha invece il dovere di capire ed intervenire. Il compenso per il suo disturbo √® gi√† abbondantemente ricompreso nelle laute prebende che elargiamo ¬†a ¬†chi ci rappresenta in Parlamento. ¬†

  3. Commento by Pietro — 27 Luglio 2010 @ 11:16

    Non immaginavo che entrare nel merito fosse un dovere opposto a uno specifico diritto! Intendevo limitare il mio intervento al solo fatto di ritenere del tutto inconferenti alla causa comune di liberarci dal giogo oppressivo del materialismo, le discussioni con persone che provocatoriamente intendono mettere i bastoni tra le ruote quando meno te lo si aspetta. Quand’anche m’illuminasse sui fatti, le risponderei che non m’interessa. Quanto alla laconica risposta del Senatore, ritengo che sia corretta perch√© il ringraziamento per la segnalazione, rivela che gli √® utile e che la questione, magari, gli sta particolarmente a cuore, non tanto per il caso particolare, ma, generalmente per quanto lei stesso auspica:

    Le parti, prima che una di esse ricorra alla querela, dovrebbero obbligatoriamente tentare tutte le vie a loro disposizione (lettera di replica, ricorso ad un giudice di pace, ricorso all’ordine dei giornalisti, e cos√¨ via) per giungere ad un chiarimento pacifico dei fatti contestati.

    Non replicher√≤ oltre su quest’argomento, perch√© sostenere quanto scritto nel periodo appena trascritto √® gi√† sufficiente da rendere del tutto inutile il mio intervento, sin dall’origine, ¬†in quanto intendevo mirarlo per una causa comune spogliata da ogni inutile dialettica.

    Sto riconfigurando il mio sito e le sarò grato se, al riguardo, vorrà esprimere  un suo parere sulle regole di partecipazione che qui di seguito trascrivo.

    Dal principio generale che regge questo portale, ispirato al sottotitolo del libro “Il Progetto di Vita“, in base al quale “Nulla va tolto alla conoscenza tranne ci√≤ che √® fallace“, deriva che i Lettori devono sapere che in caso d’intervento attraverso Commenti, nessuno pu√≤:

    1.       asserire la fallacia di una credenza, se non si è in grado di dimostrarla;

    2.       togliere dalle proprie argomentazioni gli elementi che potrebbero dimostrarne la falsità;

    3. ¬† ¬† ¬† insistere su argomentazioni apodittiche e condurre l’interlocutore a compiere ragionamenti circolari;

    4. ¬† ¬† ¬† mettere in discussione argomentazioni di fede riguardanti le religioni pi√Ļ diffuse;

    5. ¬† ¬† ¬† mettere in discussione il fatto che la democratica √® l’unica forma politica e di governo ammissibile;

    6. ¬† ¬† ¬† credere che i rapporti tra le persone debbano essere regolati nell’ambito di classi sociali in perenne contrapposizione;

    7.             citare a proprio vantaggio argomentazioni di religiosi, filosofi, scienziati in contraddizione ai sei principi che precedono questo che è il settimo ed ultimo.

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Bart