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La tomba del gladiatore

21 Agosto 2011

In Italia, ad amministrare il nostro patrimonio artistico bisognerebbe chiamare gli inglesi.
Per cinque anni di seguito (erano gli anni ’80) sono stato con mia moglie e i miei figli in Gran Bretagna. Vi sostavo un mese ogni volta e mi muovevo con la mia macchina per scoprirne le bellezze tanto decantate da mia moglie (insegnante di inglese, ora in pensione).

Pur incontrando in principio qualche difficoltà a guidare a sinistra e con un auto costruita per la guida a destra, non ho quasi mai sbagliato una strada, anche quando questa era una straducola secondaria.
Infatti, le carte stradali inglesi sono perfette e puntigliose anche nel segnalare cose minime. Tra queste perfino piccoli siti caratterizzati o da reperti storici o da bellezze naturali.

Una volta camminammo a lungo per visitare una cascata che ci veniva segnalata con solerzia tanto dalla cartina quanto dalla cartellonistica stradale. Entrai in un bosco, proseguii finché trovai una piazzola sterrata. Già c’erano altri turisti. Quando scendemmo di macchina ed alzammo lo sguardo ci apparve una cascatella di quelle che, andando per esempio in Alto Adige, vediamo spesso cadere dai monti.
Per noi italiani una vera sciocchezza. Invece per gli inglesi una bellezza naturale da rendere nota al turista.

Questo per dire che gli inglesi hanno cura delle loro bellezze e della loro storia, le amministrano con un’attenzione ed una passione encomiabili, che lasciano favorevolmente impressionato anche un italiano abituato a vedere bellezze e reperti storici assai più importanti.
Ho visitato altri Paesi dell’Europa occidentale ma non ricordo di aver trovato una cura ed una passione comparabili.

Ieri sul Tg2 delle 20,30 ho ascoltato la incredibile notizia che la tomba del gladiatore scoperta alcuni anni fa, e che ha ispirato il film di successo internazionale “Il Gladiatore”, è in completo abbandono e nemmeno esiste un segnale stradale che la indichi all’eventuale turista che desiderasse visitarla. Si trova a Roma, e dunque la responsabilità di questa incredibile incuria pare si debba attribuire alla Sovrintendenza di quella città.

L’episodio dimostra (ancora una volta) quanto la nostra classe dirigente sia del tutto inidonea a gestire un Paese come il nostro, il quale, proprio con le sue bellezze naturali e con la sua storia antichissima ed illustre, sarebbe in grado di attrarre masse di turisti tali da esaurire ogni nostro problema di indebitamento.
Pensate: in Gran Bretagna viene ripetutamente segnalata una cascatella di poco conto, e noi in Italia ci permettiamo di non segnalare la tomba del gladiatore.
Chi sa se qualcuno ne risponderà.

Questo cattivo esempio mi induce a ripetere quanto già scrissi.
L’Italia ha nella sua storia e nella sua bellezza naturale una risorsa straordinaria, una fonte inesauribile di tesori preziosi quanto e più dei famosi giacimenti petroliferi.
Ci sarà mai qualcuno che lo capirà e la metterà a frutto?

Altri articoli

Libia. “Il fattore berbero. Fronte ribaltato in trenta giorni” di Domenico Quirico. Qui.

“Una sola parola d’ordine per risanare il bilancio: vendere i beni statali” di Giuliano Ferrara. Qui.

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