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La vicinanza di Veronica a Berlusconi. Perché?

28 Agosto 2013

Solo ieri si è saputo che il giorno di Ferragosto Veronica Lario ha telefonato all’ex marito Silvio Berlusconi per esprimergli la sua vicinanza in momenti così difficili per lui.
Si potrebbe dire: meglio tardi che mai. E’ risaputo che una buona parola non fa male a nessuno.

Ma io considero questa telefonata con un certo cinismo e anche con un po’ di pietà. I miei lettori avranno già capito il perché.

Da sempre, da quando Veronica Lario mise in piazza i suoi problemi coniugali, amplificati da una stampa compiacente e antiberlusconiana, io ho preso la distanze da questo personaggio. Mi dette il voltastomaco che la First Lady si fosse comportata come un’attricetta da rotocalco scandalistico. La considerai inadeguata a ricoprire quel ruolo.

Da anni conduceva una vita separata dal marito, di cui conosceva bene i vizi e le abitudini sessuali, e perciò non avrebbe dovuto sorprendersi più di tanto nel leggere certe notizie sui giornali.
Del resto, voci giornalistiche sulla stessa Veronica, ossia sui suoi amori extraconiugali, sebbene smentite dagli interessati, erano circolate senza scandalizzare nessuno (e Berlusconi se ne burlava pubblicamente, come reazione isterica ai presunti tradimenti della moglie). A lei, dunque, potevano concedersi gli amoruzzi che lei, invece, negava a suo marito? Una pretesa astrusamente moraleggiante, non vi pare?

Facciamo un po’ di storia. La vita di Veronica era cambiata notevolmente grazie al matrimonio con Berlusconi. Da attricetta pressoché sconosciuta era stata baciata dal destino. Ricevute le attenzioni di Berlusconi, padrone del teatro dove si esibiva, non ci pensò due volte a incoraggiarlo e a suscitarne l’innamoramento. Berlusconi – lo si ricordi – era sposato da molti anni e aveva già due figli: Marina e Pierluigi. Altre donne, probabilmente, si sarebbero fermate in tempo di fronte all’amore per la famiglia, per il marito e per i figli di un’altra donna. Ma Veronica si lasciò trascinare dalla passione, si dice, e lasciò che il suo amato abbandonasse la moglie e sposasse lei; ciò che avvenne nel 1990, dopo ben cinque anni di relazione extraconiugale. Ecco cosa si legge su Wikipedia a proposito dei due matrimoni:

“Nel 1964 conobbe Carla Elvira Lucia Dall’Oglio (La Spezia, 1940), che sposò il 6 marzo 1965 e dalla quale ebbe in seguito i figli: Maria Elvira detta Marina (Milano, 10 agosto 1966) e Pier Silvio (Milano, 28 aprile 1969). Nel 1980, al Teatro Manzoni di Milano conobbe l’attrice Veronica Lario, nome d’arte di Miriam Bartolini (Bologna, 1956), intraprendendo subito con lei una relazione extraconiugale, facendola trasferire a vivere insieme alla madre di lei nella sede operativa della Fininvest, presso villa Borletti di via Rovani a Milano.Nel 1985 Berlusconi divorziò da Carla Dall’Oglio e ufficializzò la relazione con Veronica, che sposò con rito civile nel 1990, dopo la nascita dei figli: Barbara (1984), Eleonora (1986) e Luigi (1988).”

Dal punto di vista della religione cattolica, tanto la Lario quanto Berlusconi compirono un atto sacrilego, insomma un peccato grave. In questi casi   è sempre molto probabile che sia stata la donna – come fece Eva con Adamo – a trascinare nella colpa l’uomo.

A farne le spese fu un’altra donna: Carla Dall’Oglio, notoriamente assai schiva, lontana dalle cronache mondane e dalla ribalta (ancora oggi è difficile rintracciarne una biografia), e del tutto ignara che fuori della porta di casa un’altra donna, più giovane di lei di 16 anni, le stesse insidiando il matrimonio. E quando tutto venne alla luce del sole e Veronica ebbe la meglio su di lei, la Dall’Oglio,   pur essendo stata sposata con Berlusconi per ben 20 anni, non si lasciò andare a dichiarazioni irate e scandalose, non svelò nessun altarino familiare, accettò la sorte con rassegnazione. Oggi vive soprattutto all’estero, lontana dai miasmi di una vicenda che ancora una volta vede come vittima il suo ex marito.

Quando la prima moglie divorziò non avanzò pretese, seppure la fortuna di Berlusconi fosse stata costruita negli anni del loro matrimonio, e accettò senza alcuna resistenza un appannaggio  assai modesto, oggi diventato perfino ridicolo se paragonato a quello richiesto da Veronica Lario.
Non posso non   sottolineare l’esito profondamente diverso di due relazioni entrambe – così si è detto – nate da un grande amore. Ma mi domando: Quale fu davvero il grande amore? Quello di Carla o quello di Veronica? E mi sovviene la parabola di Salomone davanti alle due madri che si contendono il bambino in fasce.

Ma la critica che muovo a Veronica non è solo questa, che cancella venalmente un amore che si credeva reciproco, ma è un’altra, che i miei lettori conoscono bene. Riguarda due accadimenti che vedono Veronica protagonista pubblica. Cominciamo dalla lettera del 31 gennaio 2007 che Veronica Lario, quando era First Lady, ossia la moglie del presidente del consiglio in carica, inviò al quotidiano più antiberlusconiano che circolasse nel mondo, la Repubblica, per lagnarsi del marito, da cui viveva separata da anni, e per rivelarne i vizi, soprattutto sessuali. La lettera la si può leggere qui, ed è veramente incommentabile per il suo cinismo e per il mancato rispetto di un’intimità sacramentale, mascherato dalla pseudo giustificazione di voler difendere la dignità di tutte le donne. Ma la si difende davvero in questo modo piazzaiolo e teatraleggiante?

Ad elogiarla furono, ovviamente, gli antiberlusconiani i quali fecero di Veronica Lario una eroina senza se e senza ma, visto che la denuncia pubblica di Veronica colpiva un avversario politico che non riuscivano a sconfiggere nelle urne. Ancora oggi le motivazioni che indussero Veronica Lario a quel cinico passo restano ignote, ma non vi è dubbio che non è stato il ricordo e il rispetto del travolgente amore ad ispirarlo. La mia convinzione, del tutto personale, è che sia stato suggerito da qualche marpione policante, e che Veronica ci sia per qualche ragione cascata.

Vediamola per un attimo questa lettera.

Veronica, scrivendo al direttore di Repubblica, giustifica così la sua decisione:

“Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non fossi già sposato la sposerei subito” “con te andrei ovunque“.

Vi sembrano motivazioni valide per un simile comportamento, e da parte di una First Lady, poi. Assolutamente no. Quante lettere dovrebbero scrivere le mogli di quei mariti che fanno altrettanto quando vedono una bella donna?

Ma ce n’è ancora.

Dopo aver scritto che si sarebbe aspettata le scuse del marito (che arrivarono di lì a poco), Veronica continua:

“Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.”

Vi pare convincente che si arrivi a scrivere una lettera pubblica di tale contenuto, rompere ossia la pluriennale riservatezza, semplicemente perché il marito ha fatto dei complimenti ad alcune belle donne? Non viene il dubbio che Berlusconi ci sia anche andato a letto con le belle donne, durante la lunga separazione da Veronica? Che Berlusconi fosse un dongiovanni e che frequentasse le belle donne era risaputo nell’ambiente politico e borghese. Vi pare possibile che solo Veronica non ne sapesse niente? Perché non ebbe prima gli stessi scrupoli?

Ma eccoci al 28 aprile 2009 quando Veronica torna alla carica. Legge sui giornali che Berlusconi è andato alla festa organizzata in onore di una certa e sconosciuta Noemi Patrizia per il suo 18 ° compleanno. Si avanzano sospetti di una sua relazione con la ragazza quando ancora era minorenne. Apriti cielo! Veronica rilascia una durissima dichiarazione all’Ansa, che è nientepopodimeno che il colpo mortale a Berlusconi. Difficile oggi reperirla nella sua integrità, ma qualcosa si può leggere qui (vedere i quattro filmati interpretati da Monica Guerritore). In particolare:

Ho cercato di aiutarlo…ho implorato le persone che gli stanno vicino di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile. Credevo avessero capito…mi sono sbagliata. Adesso dico basta.” (dal terzo filmato)

Ci sarebbe da prendere le distanze da due lettere dal contenuto così forsennato, evitarne la rilettura: sia perché è assolutamente fuori luogo pretendere di ergersi a tenutaria di una morale superiore a quella delle donne frequentate da Berlusconi, definite sprezzantemente “ciarpame”, dimenticando che pure lei ha sulla coscienza la distruzione di una famiglia, quella costruita dalla prima moglie di Berlusconi; la qual cosa, in quanto a gravità, ha, secondo me, assai più peso di ciò che si attribuisce a Noemi, a Ruby, alla D’Addario, alla Minetti e così via; e sia anche perché non si può calunniare un uomo facendo intendere che è malato, in mancanza di riscontri medici; si aggiunga poi che la persona definita malata sta ricoprendo la carica di presidente del consiglio.

Mi sono dilungato sui pesanti interventi di Veronica Lario del 2007 e del 2009, poiché ritengo che la fucilata più letale sparatagli alle spalle, Berlusconi l’abbia ricevuta da sua moglie. Da quel momento, infatti, tutto è cominciato a precipitare. Dubito fortemente che Veronica Lario non prevedesse le gravi conseguenze che le sue dichiarazioni avrebbero avuto sulla vita del marito, sia dal punto di vista politico che di immagine.

E allora: perché lo scorso Ferragosto ha sentito il dovere di dire a Berlusconi: Ti sono vicina; quando è stata lei, di fatto, ad accelerare l’accanimento giudiziario sul marito, procurando nuova selvaggina alla insaziabile voracità di una magistratura biecamente antiberlusconiana?

Io la risposta ce l’avrei. Si tratta di un rimorso: del rimorso di una coscienza che si è resa conto (penso non da ora) del male procurato all’uomo che non solo è stato il suo grande amore (così sembrerebbe, con i miei notevoli dubbi), ma che le ha eretto una specie di regno delle fate, in cui si è felicemente e sontuosamente accomodata.


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2 Comments

  1. Commento by zarina — 28 Agosto 2013 @ 14:29

    Anche io ce l’avrei, ma un po   più razionale e maliziosa: data la situazione del cav.   probabilmente alla signora sono giunte voci   di una possibile spartizione del   regno delle fate,   da cui non vuole rimanere fuori, nonostante quello che già   è riuscita a spillargli   (3 milioni al mese!! e non solo)   e   indovinate grazie a chi?

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 28 Agosto 2013 @ 19:32

    Il ricordo di Salomone e delle due madri, vuol proprio distinguere un amore vero (reputo che lo sia stato quello di Carla Dall’Oglio, che non si mise a mercanteggiare) dall’amore più per il proprio benessere che per l’uomo che si è sposato (che attaglierei a Veronica).

    Sono convinto che se Veronica avesse amato Berlusconi come lo amò Carla Dall’Oglio non avrebbe fatto quelle dichiarazioni ai giornali, né avrebbe mercanteggiato una specie di sontuosa (e scandalosa) liquidazione.

    Essendosi mostrata fortemente legata a conservare il suo status di regina del reame, niente vieta di supporre che la sua telefonata, come dici tu, abbia avuto un recondito scopo della stessa specie.

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