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L’archiviazione del caso Montecarlo sarebbe atto eversivo?

1 Novembre 2010

Secondo me, sì, nel senso ossia che tenderebbe a rovesciare la giustizia e il diritto. Perché le colpe ci sono tutte e un’archiviazione sarebbe, oltre che ingiustificata, intollerabile. Non ci può essere una zona di impunità creata ad arte cercando di rimestare la legge e fare giochetti da abracadabra.

Stamani sul Giornale Massimo De Manzoni scrive una lettera al Gip di Roma, dal titolo eloquente: “Lettera al giudice “condannato” a fare l’archivista”. Scrive: “Signor Gip, li smentisca. Lo faccia per decenza. Perché la pratica che si troverà per le mani presenta tali e tante anomalie da crearle, ne siamo certi, più di un imbarazzo.”

Io dico di più. Lo faccia per non far passare un tentativo di archiviazione che fa a schiaffi con la giustizia.

Ci troviamo di fronte a questo caso: Fini svende un bene ad un prezzo tre volte inferiore a quello di mercato. Il bene non è suo ma del suo partito, An. Non lo svende ad un normale compratore, ma al cognato, come ormai dimostrano i documenti e la stessa relazione dei pm. Non solo, ma è a conoscenza che ci sono state offerte almeno di un milione di euro per l’acquisto dello stesso appartamento. Invece che far periziare il valore di mercato da esperti (siamo nel 2008) chiede consiglio ad un suo fedelissimo, La Morte, che gli dà il via, pur confessando ai pm di non saperne nulla di valutazione di beni immobili, soprattutto se collocati all’estero. È vero, è geometra – dichiara -, ma nella sua vita ha fatto tutt’altro che stimare gli immobili.

Dunque la fattispecie è chiarissima: Fini ha voluto accontentare il cognato e gli ha praticamente regalato un bene non suo. E per nascondere il losco affare sono state costituite due società off-shore.

Fini poteva anche regalarlo l’appartamento al cognato o a chiunque altro, se fosse stato suo, ma il fatto è che apparteneva ad An, ossia ai suoi iscritti. Quindi egli li ha frodati. Tanto è vero che due di essi hanno promosso la causa per frode fraudolenta.

Il reato esiste e dunque non è possibile che si arzigogoli pur di salvare il presidente della Camera. Queste cose avvengono nelle dittature, dove la magistratura è asservita al potere.
Ma noi siamo in una democrazia, non dobbiamo dimenticarlo. E se applichiamo i metodi delle dittature, si compie un atto eversivo. Fini, che fascista lo è stato, queste cose le conosce bene. E oggi, anziché dimettersi, se ne fa scudo. Fascista era e fascista, dei peggiori, rimane.

Che differenza c’è, ad esempio, tra il caso Tanzi   e il caso Fini? La differenza sta soltanto nelle dimensioni dello scandalo, enormi nel primo caso, limitate nel secondo. Però si tratta sempre di sottrazione o svendita di beni non propri, ma appartenenti ad altri (alla Parmalat e quindi ai suoi azionisti, per Tanzi, che aveva trasferito il tesoro alla figlia nei cui locali fu rinvenuto dalla polizia; ad An e quindi ai suoi iscritti, per Fini).

Fini è colpevole, e se la magistratura non lo riconoscerà, creerà un vulnus nel diritto dalle proporzioni disastrose.
Come pure lo creerà se nessuna procura, quella romana in testa, non aprirà un fascicolo a carico di Fini a riguardo delle sue provate raccomandazioni in Rai per sistemare, e con successo, i propri familiari.

Al confronto il caso Ruby fa ridere.

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“Berlusconi: “Se lascio danni all’Italia” Lega: “Col governo tecnico c’è rivolta”. Qui. Da cui estraggo:

“Calderoli: “Governo tecnico sarebbe un golpe” “Macchè Governo tecnico, macchè Lega interessata ad un Governo tecnico! Io sono preoccupato che qui, profittando delle vicende personali di Berlusconi, sia in atto un colpo di Stato, ma sarebbe il golpe dei fighetta, di quelli che frignano e che non hanno voce e voti. Ma se c’è colpo di stato la rivolta del popolo è legittima”: lo ha detto il ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, interpellato sulle ipotesi di Governo tecnico circolate in questi giorni. “Sento in giro ipotesi di fantapolitica e ne leggo altrettante sui giornali – ha aggiunto il responsabile delle segreterie federali della Lega Nord – ma tutto ciò ha una spiegazione molto semplice: c’è una coalizione tra alcuni giornali, referenti dei potentati economici del Paese, e alcuni politici sognatori che non hanno un voto proprio ma che sperano di ribaltare la situazione uscita dalle urne. Insomma spingono e provocano per cercare di fare un colpo di Stato vero e proprio per riportare l’Italia nella Prima Repubblica, un intento che qualcuno ha anche esplicitamente dichiarato”. “L’unica cosa che non si devono scordare, questi signori – conclude Calderoli – è che la Lega, nel caso di Governo degli sconfitti, non è partito da fare una opposizione piangina. Come ha detto bene Bossi ieri sera noi mobilitiamo la gente. Nessuno creda che ci piangiamo addosso, noi l’opposizione la sappiamo fare e la facciamo decisa”.”

“Caso Ruby, interrogato l’ex questore”. Qui.

L’editoriale di Franco Bechis. Qui. Da cui estraggo:

“Ma quando c’è così tanto fango in giro e tutti lo analizzano e se ne lamentano, è necessario un potente idrante, l’unico in grado di spazzarlo via in un secondo: il voto. Chi se non i loro potenziali elettori hanno oggi il diritto di giudicare la rilevanza o meno di quei comportamenti pubblici e privati dei due leader politici? Loro – gli elettori – debbono essere i primi giudici.”

“Che coincidenza, su Ruby indaga la Boccassini” di Stefano Zurlo. Qui.

Sulla casa di Montecarlo. Qui.

“Sul caso Ruby. Qui.


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Bart