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Le ambiguità del Pd

13 Dicembre 2010

Il dibattito sulla fiducia svoltosi stamani al Senato è stato illuminante. Delle ambiguità che caratterizzano la sinistra italiana ho sempre saputo, ed è proprio per questo che non riesco a sopportarla. Usa due pesi e due misure, sempre pro domo sua.

Ma stamani il senatore della Lega Nord Sandro Mazzatorta mi ha rivelato un fatto esilarante che mette in ridicolo questo doppiopesismo della sinistra.
Ha rivelato che da giugno è depositata presso il Senato una proposta di modifica del regolamento che ha come prima firmataria la senatrice Anna Finocchiaro.

Che cosa dice questa proposta? Non ve lo potete mai immaginare. Dice che non sono ammissibili formazioni di gruppi di partiti che non si siano presentati alle elezioni.
Mazzatorta faceva rilevare quanto questa proposta di modifica fosse in contrasto con il silenzio tenuto dal Pd in occasione della formazione dei gruppi del Fli il quale, come tutti sanno, non ha mai ricevuto un’investitura elettorale.
Si domandava, Mazzatorta, perché il Pd avesse plaudito alla formazione di questi gruppi, in contrasto con una sua proposta giacente in Senato sin dal giugno scorso.

Ma altre ambiguità sono emerse, sottolineate ineccepibilmente dall’intervento di Gaetano Quagliariello, il quale ha fatto notare al senatore del Pd Luigi Zanda come la sua requisitoria contro Berlusconi fosse tutta basata sui pettegolezzi di WikiLeaks, ed alcuni di questi pettegolezzi provenivano dalla bocca di un ambasciatore di Bush, il tanto vituperato, dalla sinistra, presidente americano. Zanda ha perfino chiamato gli Usa “grandi alleati”. Una rivoluzione più che copernicana!

Inoltre la sinistra condannava il rapporto di collaborazione tra Italia e Russia, favorito dal governo Berlusconi, quando nel passato erano i comunisti a tenersi legati mani e piedi agli ordini dell’Urss.
È una sinistra davvero pietosa a senza dignità. Zanda ha perfino dato fiato alle voci di un interesse personale di Berlusconi lucrato dalla cooperazione commerciale con la Russia. Berlusconi ha dichiarato di fronte ai senatori che nemmeno una lira è finita nelle sue tasche.

Mi ha fatto piacere, inoltre, ascoltare l’intervento del senatore lucchese Marcello Pera. Non ha avuto peli sulla lingua nel condannare il fango che Fini sta gettando sulla carica istituzionale che ricopre. Venendo da un ex presidente del Senato dovrebbe indurre Fini ad una riflessione, anche se, ormai, Fini appare trascinato alla deriva.
Ma dovrebbe quanto meno far riflettere Napolitano e rimproverare il suo lungo e tollerante silenzio.

Domattina alle ore 9 il Senato comincerà a votare. La fiducia sembra scontata. Vedremo se sarà così.


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2 Comments

  1. Commento by Rosario — 13 Dicembre 2010 @ 17:01

    Pregiatissimo Bartolomeo di Monaco,

    ma con tutto quello che sta succedendo ha tempo per pensare alle ambiguità del PD, che sono tantissime?

    Io penso che il disegno di legge contro la formazioni dei nuovi gruppi parlamentari e i soldi che si prendono sia una buon disegno di legge. Andrebbe sostenuto visto quello che sta succedendo in parlamento. Ci voleva prima questa legge!

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 13 Dicembre 2010 @ 20:22

    Le ambiguità sono solo una piccola parte del discorso. Ci risentiamo domani.

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